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Parla l'autrice Amy Sherman-Palladino: "Oggi nessuno comprerebbe Gilmore Girls"

Martedì 09 Giugno 2015

Parla l'autrice Amy Sherman-Palladino: "Oggi nessuno comprerebbe Gilmore Girls"

di EW.com
traduzione di Silvia P.

Gilmore Girls Reunion

Quindici anni dopo il debutto di Gilmore Girls-Una mamma per amica, la creatrice della serie Amy Sherman-Palladino sa di aver colto un'occasione più unica che rara.

"Oggi come oggi non si venderebbe Gilmore Girls", ha detto durante il panel che si è tenuto sabato all'ATX Festival, moderato da Danielle Nussbaum di EW. "Nessuno comprerebbe la serie".

Gilmore Girls, che ha debuttato negli Stati Uniti nel 2000, vedeva Lauren Graham e Alexis Bledel nei panni di Lorelai e Rory Gilmore, un duo vivace dalla parlantina facile. Il fattore decisivo per dar vita alla serie in quel periodo è stato il tempismo. "Ci lasciavano abbastanza lavorare in pace, altra cosa che non succede più ormai", ha detto Amy Sherman-Palladino, che attualmente sta scrivendo la sceneggiatura di un musical originale e anche un pilot per Amazon. "Correvamo scatenati  sul set della WB come ragazzini sotto effetto di stupefacenti, inventando sempre cose nuove".

Ecco alcuni dei momenti salienti del panel.

Su come Gilmore Girls ha superato la prova del tempo:

"Da scrittrice, ti aspetti di essere licenziata prima che la serie vada in onda", ha detto Amy Sherman-Palladino, facendo notare che quando hanno esordito avevano la dura concorrenza di Friends e Survivor, prima di essere spostati contro American Idol. Tuttavia, anni dopo, soprattutto ora che la serie è su Netflix, c'è una nuova generazione di spettatori di Gilmore Girls. Ora ci sono ventenni che vengono da me e mi dicono: - Sei così giovane e piena di speranza. Perché? ".


Sui riferimenti di cultura pop presenti in Gilmore Girls:

Sebbene i nuovi spettatori potrebbero non capire alcuni dei più vecchi riferimenti di cultura pop, gli autori hanno cercato di non allontanare il pubblico. "Volevo che fosse qualcosa che tutti potessero trovare divertente", ha detto Amy Sherman-Palladino. E se Gilmore Girls esistesse adesso, l'autrice ha dichiarato che adorerebbe improvvisare qualcosa su Amanda Bynes.


Su come è stato girare Gilmore Girls:
"E' iniziato con l'esigenza di non essere a Toronto", ha detto ricordando il trasferimento della serie sul set della WB, dove lei ha immaginato una Stars Hollow "accogliente e zuccherosa (color caramella)". "Desideri quel senso di calore".


Sul ritmo veloce di Gilmore Girls:
Mentre il network non ha mai chiesto all'autrice di rallentare il ritmo dei dialoghi, lei ha imparato sul campo che i suoi copioni dovevano essere più lunghi. "Dal momento che i dialoghi erano così veloci, scrivevamo moltissime pagine", ha detto. "Per le Gilmore consegnai un pilot che era lungo circa 60 e passa pagine. Sapevo che dovevo ridurlo a 50, ma sentivo nel profondo che era giusto così. Lo girammo ed eravamo di 15 minuti più brevi rispetto alla durata prevista. Per ragioni legali non puoi mandare in onda il programma quando è così corto. Dovemmo girare altre quattro scene". Come ha spiegato al network: "Per come è scritto, se dici questa roba lentamente farà schifo".


Su come la simpatica Melissa McCarthy è entrata a far parte del cast:
"Per avere Melissa ho dovuto lottare, ha detto Amy Sherman-Palladino. "Lei aveva un'energia diversa. La parte era stata scritta per una donna, non era specificata la sua corporatura. Loro non erano convinti. E' stata una trattativa complicata, c'è voluto un po' di tempo. Tutti hanno cambiato opinione. Ci sono volute solo un paio di serie. Lei è diversa e il diverso a volte non è la cosa più facile da abbracciare, è così nella vita. Se vogliamo che le persone accettino più "Melissa McCarthy" e più parti complicate...Dobbiamo continuare a scrivere quelle parti, combattere le battaglie ed essere disposti a essere licenziati pur di dire: "Egr.Persona coi Soldi, si sbaglia".


Sulla fine di Gilmore Girls:
"Tutte le cose belle devono finire", ha detto. "L'ultima stagione è stata l'ultima stagione. Le brutte cose capitano. Abbiamo lasciato la serie nelle mani dei nostri autori. Avevamo sceneggiatori forti, bravi, intelligenti, che si erano formati con noi. Sentivamo che se non potevamo essere lì, almeno lasciavamo la serie nelle mani di persone che avrebbero onorato lo spirito di quello che avevamo creato. E' sempre un peccato quando non hai la possibilità di concludere. Speravo ci sarebbe stata una telefonata: - Ehi, è l'ultimo episodio, ti va di tornare? - Ma non c'è stata. Sono incredibilmente stupita da tutto quello che siamo riusciti a fare. Ciò che resta è evidente. Sono ancora in buoni rapporti con tutto il cast. Quando mai questo succede?"