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Tesi di Laurea: Analisi del serial Sex and the City

Giovedì 22 Maggio 2008

 Tesi di Laurea:

Vivere New York: avventura a lieto fine tra sesso, moda e cosmopolitan.

Analisi del serial Sex and the City

di Jessica Bombagi

Vivere New York: avventura a lieto fine tra sesso, moda e cosmopolita. Analisi del serial Sex and the City

Ci si può innamorare della propria città? Ebbene sì. La si può amare e odiare, sentirsi benvoluta o maltrattata da essa, possiamo percepirne un’energia e un calore diverso a seconda della sensazione che ci trasmette. Questa tesi vuole evidenziare come Sex and the City rappresenti un omaggio a New York, alla sua straordinaria capacità di essere la quinta protagonista della serie, che veste alla moda, si diverte, ama e soffre alla pari di Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda. La poesia della città, la sua architettura, vengono celebrati attraverso le location glamour: negozi, ristoranti, locali, parchi, sono i luoghi che fanno parte del vissuto delle quattro donne. Tracce della loro identità, della loro più recondita essenza sono depositate nelle viscere di New York che sarà per sempre custode dei loro segreti, amica con la quale sfogarsi, amante dove rifugiarsi e a volte da cui scappare. Tutto questo e molto più. Probabilmente senza New York il serial non avrebbe saputo ricreare l’atmosfera intima e coinvolgente entro la quale adoriamo immergerci in ogni puntata: queste donne sono la loro città. Non indossano lo stesso vestito due volte, amano andare in giro nei posti più ricercati ed esclusivi, sono forti e indipendenti.
Vivono in una realtà in cui spendere fiumi di denaro in scarpe e vestiti è la routine quotidiana se vuoi continuare a rimanere sulla cresta dell’onda: New York offre tutta se stessa ai suoi abitanti e pretende di occupare un posto speciale nei loro cuori. Questo telefilm, e dunque anche la riflessione che su di esso questa tesi svolge, rispecchia la volontà di mostrare una determinata sfaccettatura della metropoli, un’immagine disinibita, glamour, fatta di divertimenti, leggerezza e lussuria, ma capace anche di far provare sentimenti intensi, nella continua e affannosa ricerca della propria identità che vivono le nostre quattro compagne di avventura.
 
Ed è proprio intorno a queste due dimensioni che si articola il presente lavoro: attraverso un’analisi dei significati che la città assume nei momenti più intensi nelle vite delle protagoniste possiamo carpire quanto New York sia indissolubilmente legata a Carrie e alle altre in un rapporto simbiotico, quasi paradossale eppure così vero, tra la finitezza dell’individuo e l’immensità degli spazi che lo circondano. Carrie e New York, si sfiorano, si amano e a volte si lasciano ma sanno che prima o poi si ritroveranno, magari con una canzone, attraverso un uomo o con il passare delle stagioni. Il mio sguardo è stato catturato da questa relazione tormentata ma indispensabile che vale la pena instaurare con la propria città. Spesso le cose, gli animali, gli oggetti assumono quel significato speciale attribuito a seconda di ciò che hanno rappresentato per noi, legati a una persona, un evento o un ricordo. Perché non la città? Non si tratta solo di un insieme di luoghi, ma spazi pieni di noi, che recano le tracce, spesso invisibili, del nostro passaggio, tasselli di emozioni e sentimenti spesso nascosti, profondamente vissuti o che sono stati gridati al vento.
 
La direzione presa, una volta che Manhattan e Carrie sono usciti allo scoperto, è stata di rendere il più possibile veritiero, attraverso i corsivi delle protagoniste, il senso del loro percorso interiore, alla ricerca della propria affermazione. Ho fatto in modo che Carrie, Charlotte, Miranda e Samantha continuassero a parlare e a dire la loro su sesso, uomini e relazioni sentimentali in una New York volutamente dipinta come metropoli eccentrica e sfavillante la cui immagine ha evidenziato una sfumatura artificiale ed esilarante.
 
La prima parte della tesi si è concentrata appunto nel presentare la metropoli come quinta protagonista del serial ripercorrendone nei diversi episodi l’influenza e l’atmosfera ammaliante attribuitale da Carrie e dalle sue amiche.
 
Segue una seconda parte che prova a condensare delle gustose chicche offerte dalle fabulous four sull’adorazione e il feticismo che noi donne proviamo nei confronti di abbigliamento, scarpe, borse e tutto ciò che fa la moda (me inclusa ovviamente, ma non vi svelerò quale tra questi è il mio feticcio preferito!). È inevitabile l’intreccio con le dinamiche dell’identità di genere e l’enfasi sulla complessità sempre più radicata delle relazioni interpersonali, sempre accompagnate da riferimenti delle varie puntate.
 
Infine una terza parte sperimentale che, con la complicità della disciplina semiotica, si pone l’obiettivo di mostrare l’evoluzione di Carrie e più in generale del soggetto umano attraverso il suo passaggio per spazi diversi. L’identità dell’individuo rinvia inevitabilmente a uno spazio in cui vive e agisce: ho trovato interessante analizzare come l’individuo si rapportasse, muovendosi dal luogo di partenza (New York), verso un nuovo spazio (Parigi) investito di aspettative e significati legati alla propria realizzazione. L’affermazione e il riconoscimento della propria identità presuppone la presenza di una alterità la cui esperienza da parte del soggetto permette di rendersi consapevole di chi è, cosa vuole e dove desidera “essere”. Da una parte New York, è la città dove l’amore non si è realizzato e che ospita Big, l’uomo difficile e apparentemente inafferrabile che non riesce a darle garanzie; dall’altra Parigi, la città dell’amore per eccellenza, la meta delle speranze d’amore da favola di Carrie. Un amore fallito e un amore apparentemente perfetto. Mi pare interessante proprio questo abbinamento tra New York con Big e Alek con Parigi: identificare le due città come i due grandi amori di Carrie implica considerare un’opposizione di spazi che vengono investiti di valore. L’opposizione dei due spazi chiarirà a Carrie la sua scelta di vita articolata in tre prove che potremmo far coincidere con le tre fasi fondamentali che l’eroe di una favola deve superare per raggiungere il suo trionfo.
 
Proviamo a riflettere sull’immagine scelta come copertina di questo lavoro e a leggerla quasi come un esergo per il telefilm e per l’analisi che su di esso è stata condotta: tutte le protagoniste sono raffigurate; al centro ci sono Carrie e New York insieme, mentre Miranda, Charlotte e Samantha completano al lato il quintetto. Indossano sexy abiti neri e scarpe con tacco alto, Carrie in particolare indossa un abito molto corto su cui è raffigurata la città come se questa fosse un vestito che le calza perfettamente. Il look total black mira a rappresentare il massimo della provocazione e della femminilità mentre evidenzia la simbiotica connessione tra metropoli e individuo che la abita: Carrie veste ed è la città, così come la città è donna. La posa provocante della giornalista che si appoggia alla gigantesca scritta dietro di lei, Sex and the City, assieme allo sguardo intrigante delle altre tre alimenta la curiosità di entrare nel favoloso e immaginario mondo di Manhattan tra un sorso di cosmopolitan e un abito firmato. Non tutte le promesse però verranno mantenute: ci saranno momenti dolorosi e deludenti. Unica avvertenza: tra momenti spassosi, avventure sessuali e moda a volontà sarà un’esperienza che lascerà il segno.
 
Qualcosa, anche solo un piccolissimo frammento, di Carrie, Charlotte, Samantha e Miranda vi toccherà e vi rimarrà, che lo vogliate o meno, impresso nel profondo.

Indice

 
Introduzione     7
 
Sex and the City: una premessa 13
 
Capitolo primo  21
 
      New York, anima mia
 
1.1   A New York state of mind
1.2   La quinta protagonista: la metropoli
1.3   La rubrica: diario metropolitano
 
Capitolo secondo 57
 
        Pillole di saggezza sulla moda e sugli uomini
 
2.1  Sex and Sex appeal dell’inorganico
2.2        Sexuality in the City
2.3  Tutti pazzi per Manolo Blanihk & Co.
2.4  Un uomo… da indossare?
 
Capitolo terzo  113
 
        C’era una volta… Sex and the City
 
3.1      Analizzare la città: spazi e significati
3.2  New York vs. Parigi: una sfida per Carrie
 
Conclusioni       141
 
Ringraziamenti    145
 
Bibliografia       147
 
 
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Tesi discussa nel febbraio 2007 presso la facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza.