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La fine di Scandal: come Shonda Rhimes impacchetta il cambio di gioco politico

Mercoledì 20 Giugno 2018

Scandal

La fine di Scandal: come Shonda Rhimes impacchetta il cambio di gioco politico

Chi pagherà per tutti i peccati (del B613)? Riusciranno Olivia e Fitz ad avere il loro lieto fine in Vermont? THR risponde a tutto.

[Questo articolo contiene spoiler del finale di serie di Scandal, “Oltre il precipizio”]


I gladiatori hanno lasciato l'arena.

ABC e Shonda Rhimes hanno chiuso la Olivia Pope e Associati per sempre così come Scandal impacchetta la settima stagione con il suo finale di serie che esplorerà le conseguenze di rendere pubblica l'esistenza del B61e l'ultima corruzione che arriva con l'assaggio del potere dello Studio Ovale.

La serie finale, opportunamente intitolata "Oltre il precipizio" e scritta dalla Rhimes, segue i Gladiatori illuminati dalla luce della verità riguardo ciò che avevano fatto in questi anni di misfatti e patti segreti per proteggere la Repubblica (e il potere della loro cricca). Come ci si aspettava, nel finale son presenti alcuni volti del passato, si risolve il caso di B613 e lascia qualcosa alla libera interpretazione.

Il procuratore generale David Rosen (Josh Malina) — altresì noto come la persona più innocente a Washington D.C. il cui cappello è il più bianco — paga il prezzo per tutti e viene ucciso. Alla fine, Cyrus (Jeff Perry) —  il vicepresidente degli Stati Uniti — che ha ucciso David dà prova ancora una volta che farebbe di tutto per far suo lo Studio Ovale, storyline che Scandal ha seguito dall’inizio. La serie ha sempre descritto come lo Studio Ovale e la brama di potere corrompe quelli che gli stanno anche solo vicino e Cyrus uccidendo David ha dimostrato quanto lontano si è spinto per entrare nel più grande studio del paese. A proposito di Cyrus, Olivia gli fa firmare le dimissioni e le accetta di buon grado riconoscendo che le cose che ha fatto in nome del proprio potere sono demoni dal quale non potrà mai scappare.

“Ho sempre affermato che lo Studio Ovale, nella serie, era un luogo che corrompeva chiunque arrivasse vicino e più ti avvicini, più ti corrompe e ti danneggia” dice Rhimes a THR, prima del finale. “Olivia tira fuori il carattere che conosciamo, che ha sempre creduto in questo potere particolare, quanto importante sia e quanto riesca a plasmarti e a diventarne parte — la vediamo, come tutti, corrotta dal potere, e fare gli stessi errori che hanno fatto tutti per tenersi il potere.”

Poi rivela in modo che la season finale è incentrata molto su come Olivia (Kerry Washington), riprende il controllo del B613 nel finale della sesta stagione, come ha lottato per ritornare alla luce e restarci, di cosa è giusto, e più importante, cosa le importa di più. Aveva una chance per scappare da suo padre Rowan (Joe Morton), che una volta era il capo del B613, Olivia decide di dire la verità e trovare così la propria morale. Rowan, scoprendosi, sciocca tutti e fa la stessa cosa e testimonia di aver creato il B613 in risposta ad un bisogno: a causa degli uomini bianchi privilegiati che hanno lasciato la Repubblica in uno stato di abbandono. Rowan confessa che con il suo lavoro ha dirottato le elezioni, ha fatto atti di terrorismo e molto altro e che lo ha fatto per una ragione. “Sono responsabile dei fatti che ha permesso a questa nazione di rimanere in piedi,” ha testimoniato. “Mi sono svegliato ogni giorno e reso grande l’America.” Il monologo finale di Rowan è più una dichiarazione riguardo il razzismo in America e che gli uomini bianchi che controllano il paese sono alla fine stati controllati da un uomo nero. La testimonianza di Rowan sconfigge Jake (Scott Foley) e lo porta a pagare il prezzo per la disfatta del B613.

“Una delle cose che Olivia ha detto nel penultimo episodio è quest’idea di essere onesti e che buttar fuori tutto alla luce del sole è importante”, dice Rhimes ai reporter, incluso THR, prima del finale di serie.

Rhimes ripete che ha sempre preferito il “Team Olivia” più di ogni altra coppia romantica per i suoi mediatori di Washington D.C. e il finale serve per completare l’“evoluzione” di Olivia da quando gli spettatori l’hanno conosciuta — quando aveva già intascato le elezioni presidenziali — a quando ha ritrovato la sua morale in questa stagione.” Quindi dopo il B613, Olivia riuscirà ad avere il suo happy ending con Fitz e un’intera vita a preparare marmellate in Vermont? Alla fine della serie si vede il quadro di Olivia al National Portrait Gallery — lasciando agli spettatori la decisione se Olivia deciderà di correre per le presidenziali o se ricercata per il suo ruolo nel ripulire i casini dei corrotti a Washington. (Piccola curiosità: la figlia della Rhimes, Harper, era la ragazzina che guardando il quadro di Olivia dice “Noi, il Popolo”)

Come suggerisce la Rhimes, il finale oltre a lasciare aperta questa ci sono altre storyline che gli spettatori possono interpretare a loro piacimento come il flash forward in cui si vede la conclusione del processo per il B613.

Rhimes e i produttori non hanno deciso subito su come finire la serie e hanno cercato di lasciare decidere al pubblico il finale politico (Rhimes ha fatto notare che il finale era qualcosa di più della conclusione del viaggio di Olivia mentre fa una dichiarazione riguardo agli accordi segreti di Washington).

Il finale lascia anche agli spettatori di decidere se Olivia e Fitz (Tony Goldwyn) avranno il loro happy ending e una vita insieme a fare marmellate in Vermont.

Detto questo, date un'occhiata dove finiscono tutti.

• Olivia (Washington): ripulita Washington D.C., tornata nella luce e soddisfatta di sé. Il finale inoltre implica un chiaro percorso verso la sua storia romantica con Fitz, liberi dal B613 e dai segreti. Rhimes ha ricordato un finale che aveva preso in considerazione in passato: questa donna non ha bisogno di un uomo per essere felice, quindi il romantico cammino con Fitz rimane aperto. Libera da lavorare a Washington, Olivia può fare ciò che vuole compreso voltare le spalle alla città.

• Fitz (Goldwyn): l’ex presidente ha ancora la sua fondazione e c'è una possibilità per un romantico futuro con l'amore della sua vita: Olivia. C'è dell'altro: la sua eredità è rimasta intatta. È diventato il primo sostenitore di Marcus in quella che potrebbe essere la sua candidatura finale.

• Mellie (Young): rimasta pulita dai casini commessi, Mellie resta il presidente — coinvolta in una storia romantica con Marcus. C'è di più, è riuscita ad ottenere la legge sul controllo delle armi. Olivia finisce per dire a Mellie che è sempre stata in grado di reggersi in piedi da sola e la lascia governare il paese, senza di lei.

• Cyrus (Jeff Perry): si dimette da vicepresidente degli Stati Uniti e confessa che non può scappare dai peccati commessi per la sua sete di potere.

• Abby (Darby Stanchfield): ha perso l'amore della sua vita, David Rosen. Il finale di Abby è il più aperto di tutti, ci piace pensare che resta a lavorare nella Quinn Perkins e Associati.

• Quinn (Katie Lowes): ha avuto il suo happy ending: sposa Charlie ed è felice con la loro bambina — e dirige la Quinn Perkins e Associati.

• Huck (Guillermo Diaz): resta al fianco di Abby alla tomba di David.

• Jake (Scott Foley): incassa la sconfitta del B613 ed è condannato alla prigione per il resto della sua vita. Olivia si scusa con lui per avergli negato la felicità. Jake ammette di aver ottenuto qualcosa da tutto questo: l'ha amata. Jake sarà l'unico che pagherà per gli sbagli di tutti, lasciando i Gladiatori fuori dai guai per tutto quello che hanno fatto.

• Rowan (Joe Morton): la sua testimonianza concede a tutti i Giorni la libertà, neutralizzando Jake e il B613.

• David (Josh Malina): paga il prezzo per la brama di potere di Cyrus ed è ucciso dal vicepresidente.

• Charlie (George Newbern): rilasciato dalla prigione e lavora per sua moglie alla Quinn Perkins e Associati.

• Marcus (Cornelius Smith Jr.): l'ultimo gladiatore arrivato spicca il volo dalla Casa Bianca — come il primo marito della presidente Mellie Grant. C'è di più, esplora il suo stesso futuro politico, con Fitz che gli copre le spalle.

Scandal, che ha confermato la Rhimes come mega-produttrice e brand di se stessa, segna la fine del proficuo capitolo per la showrunner per le sue creazioni mandate in onda, ogni serie che creerà saranno fruibili su Netflix, con cui ha stipulato un contratto a nove cifre.

Per il futuro di Scandal, Rhimes — che aveva considerato uno spin-off sul B613 — conferma che la fine della serie è anche la fine del franchise e che non ci sono altri progetti: “Scandal è finito.” Mentre sarebbe facile rivedere il mondo della corruzione e dei Gladiatori nella serie della Rhimes su ABC “Le regole del delitto perfetto” (How to Get Away With Murder) visto il crossover all'inizio di questa stagione, ma non ci sono piani per questo, anche se ha sottolineato che la decisione spetta allo showrunner Pete Nowalk.

via The Hollyowood Reporter
traduzione di Valeria Runcio
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