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MENTAL, la prima serie italiana sul disturbo mentale tra gli adolescenti, in esclusiva su RAIPLAY

Giovedì 17 Dicembre 2020


In esclusiva su RaiPlay da venerdì 18 dicembre con tutti gli episodi

MENTAL: LA PRIMA SERIE ITALIANA CHE AFFRONTA

IL TEMA DEL DISTURBO PSICHIATRICO TRA GLI ADOLESCENTI


Prodotta da Rai Fiction e Stand by me, la serie racconta le vicende

di quattro ragazzi con problemi psichiatrici, interpretati

da Greta Esposito, Romano Reggiani, Federica Pagliaroli, Cosimo Longo.


Nel cast anche Anna Bellato, Gianluca Gobbi, Simone Liberati, Marco Cocci, Milena Mancini,

Martina Bonan, Elena Falvella Capodaglio.

MENTAL: LA PRIMA SERIE ITALIANA CHE AFFRONTA  IL TEMA DEL DISTURBO PSICHIATRICO TRA GLI ADOLESCENTI

Le vicende di un gruppo di ragazzi con problemi psichiatrici, alle prese non solo con le proprie patologie ma anche con i sentimenti, gli errori, gli interrogativi e le passioni dell’età adolescenziale, che complicano la vita fuori e dentro l’ospedale, sono al centro di Mental, la prima serie italiana ad affrontare il tema del disagio psichico tra gli adolescenti, basata sul format originale finlandese Sekasin, diventato un vero e proprio fenomeno crossmediale. Una co-produzione Rai Fiction e Stand by me, prodotta da Simona Ercolani, scritta da Laura Grimaldi e Pietro Seghetti e diretta da Michele Vannucci, disponibile in esclusiva su RaiPlay da venerdì 18 dicembre con tutti gli 8 episodi da 25 minuti in contemporanea.


Un coming of age dove le emozioni, i desideri, i vizi e la voglia di spaccare il mondo tipici dei sedici anni sono moltiplicati al cubo. Tra allucinazioni, tossicodipendenza, autolesionismo e voglia di fuggire lontano da tutto, i ragazzi troveranno, però, qualcosa in grado di farli stare bene per la prima volta: un gruppo di amici pronto a tutto. Un ritratto dell’adolescenza, per quanto estremo, universale. Perché, in fondo, chi a 16 anni non si è sentito almeno un po’ fuori di testa?


Protagonista è Nico (Greta Esposito), una ragazza di 16 anni che in testa ha un caos in cui neanche lei riesce a orientarsi: continui attacchi d’ansia, visioni, voci che le parlano… Dopo un forte episodio allucinatorio Nico viene presa in carico da una clinica psichiatrica con una diagnosi di schizofrenia. Lì incontra quelli che saranno i compagni di viaggio di un difficile ma fondamentale percorso di conoscenza e di accettazione di sé: Michele (Romano Reggiani), ragazzo borderline tossicodipendente con un padre ingombrante che non gli lasciano vedere, Emma (Federica Pagliaroli) anoressica autolesionista, esperta del glitter, maestra della manipolazione degli altri, persino dei dottori. È ossessionata dalla gelosia per il suo ragazzo che è fuori, nel “mondo vero”. E poi c’è Daniel (Cosimo Longo) logorroico bipolare, convinto di non avere nessun problema: perfino il gesso che ha alla gamba per lui è solo un modo per tenerlo buono, l’ennesimo tentativo dei medici di controllarlo o farlo impazzire.

Un racconto che mette in luce, attraverso un linguaggio diretto e lontano dagli stereotipi, come la differenza tra loro e gli altri ragazzi non sia poi così marcata, perché - come diceva Franco Basaglia, padre della legge 180 che chiuse per sempre i manicomi - “da vicino nessuno è normale”.



Pensata per un pubblico di giovani tra i 15 e i 24 anni e scritta con la consulenza scientifica della Dott.ssa Paola De Rose dell’Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, la serie punta ad abbattere, attraverso le storie dei quattro protagonisti, lo stigma del disturbo mentale tra gli adolescenti, spesso considerato un problema marginale mentre è molto più diffuso di quanto si pensi: secondo i dati della Società Italiana di Pediatria, infatti, otto ragazzi su dieci tra i 14 e i 18 anni hanno sperimentato forme più o meno gravi di disagio emotivo, che nel 15% dei casi è sfociato addirittura in gesti di autolesionismo. Gli studi del Professor Stefano Vicari, Responsabile del reparto di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, rivelano invece che in Italia il suicidio è la seconda causa di morte tra gli under 20 (peggio fanno solo gli incidenti stradali), la depressione colpisce quasi 1 ragazzo su 10, e l’anoressia – che è la malattia psichiatrica col più alto tasso di mortalità - colpisce l’1% delle ragazze.


Nel cast della serie anche Martina Bonan nei panni di Valentina, la compagna di scuola che ha preso di mira Nico, Elena Falvella Capodaglio nel ruolo di Tonia, la figlia del primario Simonini, interpretato da Gianluca Gobbi, e ancora Anna Bellato nel ruolo della psicologa Giulia, Simone Liberati che interpreta l’infermiere Mirko, Marco Cocci nei panni di Sebastiano, il padre di Michele, e Milena Mancini in quelli della madre di Emma.


“Un racconto sul disagio psichico tra gli adolescenti e dunque su un passaggio d’età delicato e difficile, nel segno della speranza e della forza del gruppo. Mental nasce nello spirito innovativo di Rai Fiction, per una condizione che per la prima volta in Italia si affronta in una serie, per una rappresentazione fuori dagli stereotipi e per la qualità sperimentale a tutti i livelli, dalla sceneggiatura alla regia all’interpretazione. E’ una serie che oltre il perimetro generalista vuole misurarsi con il nuovo consumo e con i giovani utenti di RaiPlay. Un prodotto di frontiera del servizio pubblico” – sostiene Maria Pia Ammirati, direttore di Rai Fiction


“Mental è un racconto universale di formazione e di accettazione di sé in cui tutti possono rispecchiarsi. Nessun adolescente si sente mai davvero ‘normale’ e nessun ragazzo con un disagio emotivo o psichico dovrebbe sentirsi ‘strano’. Attraverso un linguaggio diretto e senza filtri, lontano da buonismi e pietismi, sincero ed eccessivo, come lo sono del resto gli adolescenti, si parla di disturbo mentale, anzi, lo si mostra in tutta la sua potenza e tragedia, ma dietro le allucinazioni, le ferite autoinflitte, le droghe, i pensieri ossessivi, si svelano le fragilità, le emozioni, i sogni che accomunano tanti sedicenni. Questi quattro strepitosi ragazzi ‘fuori di testa’, con le loro storie estreme e complicate, in fondo ci dicono che ‘è ok non essere ok’ e ci raccontano qualcosa anche di noi stessi” – afferma la produttrice Simona Ercolani, AD e founder di Stand by me.


"Il racconto di una generazione passa attraverso le vite cosiddette normali e quelle più speciali. Con Mental entriamo dentro le paure, il coraggio e il disagio di un gruppo di ragazzi che lotta per stare bene e per trovare il proprio posto nel mondo, anche attraverso la dimensione della cura. Sono davvero contenta che RaiPlay accenda questa luce, grazie a questa produzione Rai Fiction e Stand By Me e soprattutto che lo faccia in modo così delicato" afferma Elena Capparelli, direttore di RaiPlay.


Arricchisce il progetto una campagna social che ha l’obiettivo di sensibilizzare al tema del disturbo mentale tra gli adolescenti, normalizzarlo e spronare così i ragazzi a non vergognarsi e a chiedere aiuto agli esperti. Hashtag ufficiali: #èoknonessereok #davicinonessunoènormale #fuoridime #mental.


Mental è una co-produzione Rai Fiction e Stand by me. Prodotta da Simona Ercolani. Soggetti e sceneggiature di Laura Grimaldi e Pietro Seghetti. Produttore Rai Monica Paolini. Regia di Michele Vannucci.

Con la consulenza scientifica della Dott.ssa Paola De Rose – Unità di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Basata su un format originale di Yle e It’s Alive Films, distribuito da Magnify Media.


MENTAL: LA PRIMA SERIE ITALIANA CHE AFFRONTA  IL TEMA DEL DISTURBO PSICHIATRICO TRA GLI ADOLESCENTI

I PERSONAGGI


NICO (Greta Esposito)

Le piacerebbe poter raccontare di essere stata una ragazza normalissima prima che la schizofrenia si manifestasse, ma la verità è che da sempre ha disturbi d’ansia che la fanno sembrare “strana”. Gli attacchi di panico la mattina prima di andare a scuola, il malessere in classe e il nascondere tutto agli altri ragazzi sono per Nico una routine all’ordine del giorno. Il suo abbigliamento cupo serve a distogliere l’attenzione da sé più che ad attirarla: se potesse si metterebbe il mantello dell’invisibilità, soprattutto per nascondersi da Valentina, che a scuola la tormenta da mesi. È un problema che con la sua patologia apparentemente non c’entra niente, ma che dentro l’ospedale diventa un “trigger”, cioè un campanello d’allarme: quando l’ansia cresce, le allucinazioni si avvicinano. Il suo atteggiamento scontroso nasconde una paura dell’intimità che l’ha portata a essere una sconosciuta perfino alle persone che le sono vicine. Nessuno la conosce veramente, nessuno sa cos’è successo qualche mese prima. In ospedale però le cose cambiano. Nel momento di maggior bisogno Nico riesce a stringere un rapporto intimo con Michele, Emma e Daniel, per la prima volta trova qualcuno che la capisce davvero. Così si apre ai primi veri amici della sua vita e decide di riprendere in mano la propria esistenza. Forse nel modo più sbagliato possibile: ma cos’è l’adolescenza se non una serie di sbagli che, uno dietro l’altro, ci insegnano chi siamo davvero?


MICHELE (Romano Reggiani)

Tutto quello che tocca Michele lo colpisce in modo molto più forte di quanto succeda agli altri: ogni emozione è amplificata, ogni reazione eccessiva, nel costante tentativo di superare sempre il limite per sfidare il vuoto che sente dentro. Li chiamano pazienti “senza pelle”, i borderline, perché non hanno scudo, reagiscono d’istinto, di scatto, si scottano facilmente e non guardano in faccia nessuno. La sua è una vita spaccata a metà: la prima parte l’ha vissuta con una madre che lo amava e che lo ha cresciuto da sola; la seconda con un padre assente e problematico, che lui però adora e dal quale ha assorbito tutti i comportamenti tossici, perché sono quelli che lo legano a lui. A causa della sua personalità borderline Michele ha molta difficoltà a empatizzare con gli altri e, proprio per questo, una grande facilità a manipolarli, soprattutto quando si tratta delle sue dipendenze, la droga e suo padre. In ospedale però qualcosa cambia: quella sensazione di essere solo al mondo si attenua quando incontra Nico, Emma e Daniel. E anche mentre li manipola o li imbroglia, una parte di lui inizia a risvegliarsi, una parte che era morta con sua madre. Nico, in particolare, diventa proprio ciò che a lui manca: qualcuno che gli tenga la mano mentre sta male. Eppure arriverà a mentire e manipolare anche lei, rischiando di farla cadere nel suo stesso buio.


EMMA (Federica Pagliaroli)

Emma è coloratissima e di ghiaccio allo stesso tempo. Tanto il suo aspetto è pieno di colori e glitterato quanto dentro vorrebbe essere in bianco e nero, sospendere quelle emozioni che le fanno odiare sé stessa. Apparentemente solare e vincente, quando si guarda nello specchio si vede completamente diversa: imprigionata in un corpo che le sta stretto e che prova ad annullare, sovrastata da attacchi di panico che riesce a tenere a bada solo facendosi del male per distrarre la propria mente su un dolore diverso, fisico, lontano da quello interiore che non capisce. Perché Emma insegue la perfezione e non riesce ad accontentarsi di quello che è: una ragazza bella, intelligente e naturalmente imperfetta. È stata una giovane atleta promettente, ma l’anoressia l’ha allontanata anche dallo sport, oltre che da Jacopo, il ragazzo di cui è innamorata ma con il quale non riesce a fare sesso. Ha paura di scoprirsi, di svelare il suo corpo, non riesce a usarlo in modo sensuale... se non sui social dove, modificandosi ad hoc, raggiunge un ideale che non esiste, cancellandosi di dosso le cicatrici che lei stessa si è procurata. Tanto che è proprio sui social che un misterioso account inizia a chiederle di scoprirsi un po’ di più.


DANIEL (Cosimo Longo)

Daniel dice solo la verità. Solo che spesso le sue ossessioni gli fanno sembrare vero qualcosa che in realtà lo è solo nella sua testa. Daniel parla, parla, parla e non dice cose a caso, ma pensieri ben costruiti che si reggono su presupposti appesi ai fili della sua immaginazione, del suo pensiero magico e del suo entusiasmo. Questo, almeno, quando è in ipomania. Perché Daniel è un ragazzo bipolare e la fase up, maniacale ed esplosiva è solo una metà della sua vita. È una parte che lo può far stare sveglio tre giorni e che lo porta in dei rabbit hole di ossessione che lo mettono sempre nei guai. L’altra parte, invece, è un vuoto pneumatico che risucchia tutte le sue energie, emozioni e voglia di vivere. Quando è in fase down, Daniel non prova niente, potrebbe stare ore a fissare il muro, non si alzerebbe dal letto neanche se fuori ci fosse Beyoncé. La sua grande sfida è comunicare quello che ha in testa e, se il modo in cui parla è spesso divertente, non riuscire a relazionarsi con gli altri è una sofferenza quotidiana. Persino suo fratello, l’unico che sembrava capirlo, lo ha abbandonato, e adesso Daniel si trova a chiedersi cosa veramente sia importante nella vita se nessuno lo accetta o lo capisce. I tre nuovi amici in ospedale sono gli ultimi che lo sopportano e proprio per questo Daniel è terrorizzato che presto succeda quello che accade sempre: la sua mania lo infila in un casino, lui esagera... e ferisce chi ha accanto.


NOTE DI REGIA



Quattro ragazzi, quattro adolescenti in cerca di sé stessi. Sognano, amano, hanno paura. Ognuno ha una patologia diversa, unica. Ma è impossibile segnare un confine tra la sensazione di normalità e quella di straordinarietà che ogni ragazzo vive. È qualcosa di fluido, un momento di crisi, un’oscillazione che vive o ha vissuto ognuno di noi, in cerca della propria identità. Mental è un racconto di formazione universale: nonostante racconti personalità estreme, le relazioni, i sogni e i bisogni che muovono il racconto sono comuni a tutti gli adolescenti, anche quelli che non hanno mai passato un giorno in psicoterapia.


Quattro ragazzi, quattro attori strepitosi a cui abbiamo voluto lasciare la libertà di esplorare i propri personaggi e di creare relazioni vere sia tra di loro che con le peculiarità delle proprie patologie. Abbiamo girato con uno stile realistico e una macchina a mano che potesse seguirli, che gli stesse attaccata per non perdere niente del loro percorso attraverso i nostri quattro protagonisti.


Abbiamo rappresentato la clinica in cui si muovono come un mondo a sé, fatto di regole e di spazi dedicati, colori concilianti e libertà controllate, forse troppo per tenere a bada l’esplosiva vitalità di gruppo di adolescenti come i nostri. Nonostante le costrizioni, però, quello dei protagonisti di Mental è un percorso verso l'accettazione di sé stessi che diventa sempre più divertente, incerto e doloroso.

Solo il gruppo li salverà, perché, per quanti casini combinino, si aiutano e ne escono più forti di prima. Quattro storie autentiche, vitali, che come la ogni adolescenza sa lasciar spazio a risate e amore. Quattro ragazzi, quattro attori strepitosi. Vitali, liberi, sempre pronti a regalare una risata piena di speranza.


Michele Vannucci