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La BLACK HISTORY NIGHT inizia il 23 novembre alle 21.00 con lo speciale Black Lives Matter

Domenica 22 Novembre 2020



BLACK HISTORY NIGHT

La storia del movimento Black Lives Matter, tra testimonianze e video originali in un recentissimo documentario narrato da Laurence Fishburne in onda il 23 novembre alle 21.00


Il primo tweet del movimento Black Lives Matter dopo l’elezione di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti recita: “Ci congratuliamo con Joe Biden per essere diventato presidente, e in particolare con Kamala Harris, per essere diventata la prima donna del paese - una donna nera - a servire come vicepresidente. Il presidente Trump deve concedere la vittoria a Biden. E questo significa far cadere le sue false cause legali per contestare i risultati elettorali”.  Per comprendere gli sviluppi più recenti del conflitto razziale negli USA, History (in esclusiva su Sky al canale 407) lancia la Black History Night, un evento speciale in due serate che inizia lunedì 23 novembre alle 21.00 con un’anteprima assoluta, lo speciale Black Lives Matter: contro ogni violenza razziale, girato pochi mesi fa durante il lockdown.

Narrato dall'attore Laurence Fishburne (Apocalypse Now, Matrix), il documentario analizza da diversi punti di vista (leader politici, forze dell'ordine, familiari di vittime di violenza) il fenomeno che ha portato per le strade d'America centinaia di migliaia di persone a manifestare contro il razzismo, in seguito a episodi sempre più frequenti di sopraffazione sulla comunità nera, come la morte del diciassettenne afroamericano Trayvon Martin, ucciso nel 2012 da una guardia giurata con diversi colpi d'arma da fuoco, o di George Floyd, quarantaseienne fermato per un controllo, ammanettato e bloccato a terra con il ginocchio di un agente sul collo e morto soffocato nel maggio 2020.

Puntando i riflettori su quanto sta avvenendo nelle città americane, e in modo particolare Los Angeles, il documentario di History mostra gli abusi compiuti delle forze dell’ordine e la risposta da parte delle varie comunità. Tante le testimonianze raccolte. Dalvin Price, guardia di sicurezza e vittima di un pestaggio da parte della polizia: “Speravo solo di non morire. Avevo la testa a terra e non riuscivo a vedere chi mi stava picchiando e con cosa. Ma sentivo colpi ovunque: sulle costole, in faccia. Mi davano calci in testa. Non facevo alcuna resistenza, ma hanno continuato a pestarmi. Ho avuto paura, avrebbero potuto uccidermi e strapparmi alla mia famiglia. E da bambino non avevo paura degli agenti. Vedevo che aiutavano la gente. Ma, essendo un nero non sai mai se devi nasconderti, scappare o stare fermo. Con tutto quello che senti non sai cosa devi fare”.

Ma tra le forze dell’ordine ci sono anche persone fortemente critiche degli abusi dei colleghi. Come la tenente di polizia, l’afroamericana Gena Brooks: “Quando un agente approfitta della sua autorità e fa quello che vuole e viola i limiti di ciò che gli è consentito o non consentito, fare nuoce a tutti noi”.

Il deputato democratico della California Maxine Waters restituisce invece tutta la forza del movimento: “Mi impegno da sempre, lo faccio da anni. Il sistema ha fallito, c’è stato un malfunzionamento della giustizia. Ho l’abitudine di fare sempre un giro nei vari quartieri: solo poche settimane fa mi recavo dalla mia abitazione al mio ufficio, era mattina e la polizia aveva fermato un ragazzo che stava facendo spogliare per strada. Mi sono accostata, sono uscita dall’auto e mi sono messa a osservare cosa stava accadendo. Gli agenti mi urlavano contro, non volevano che stessi lì e dicevano che mi avrebbero multata se fossi rimasta a guardare, ma altre persone si sono avvicinate gridando: ‘Maxine, che succede? Cosa ti stanno facendo? Che ci fai qui? Che vogliono da te?’. Ho spiegato loro cosa era successo ed è diventato virale. Tra poco ci saranno le elezioni e la questione della polizia è importantissima. Non votate solo per il presidente, ma per tutte le cariche su cui potete esprimere la preferenza. Scegliete i procuratori, i giudici. A volte la sera vado a letto provando disgusto per la politica. Ma cerco sempre di impegnarmi al massimo, per le strade di Los Angeles o dentro il Congresso degli Stati Uniti. Dobbiamo far sentire la nostra voce”.

A seguire tre documentari che ripercorrono i momenti più duri della storia recente in cui il conflitto razziale ha dilaniato gli USA: lunedì 23 novembre alle 21.50 andrà in onda 1992: la rivolta di Los Angeles (in replica sabato 28 novembre alle 00.20). A seguito dell’assoluzione dei poliziotti responsabili del violentissimo pestaggio del giovane di colore Rodney King, Los Angeles fu al centro di disordini razziali che la misero a ferro e fuoco. Era la primavera del 1992: cinquantatré furono le vittime, i danni ammontarono a svariati milioni di dollari. Martedì 24 novembre alle 21.00 sarà la volta di Gli eroi della rivoluzione. Il campionissimo dell’NBA, Kareem Abdul-Jabbar, racconta il ruolo giocato dagli afroamericani durante la guerra di indipendenza contro il Regno Unito, puntando l’attenzione su cinque di loro: Crispus Attucks, ucciso durante la rivolta di Boston; Phillis Wheatley, la prima grande poetessa afro-americana che sostenne con i suoi scritti le idee dei rivoltosi; Peter Salem, che combatté le principali battaglie della rivoluzione, e Armistead Lafayette che prestò servizio durante la guerra sotto il generale Lafayette, svolgendo un’intensa attività di spionaggio. Infine, martedì 24 novembre alle 21.50 andrà in onda Il decennio oscuro degli USA. nonostante la guerra di secessione americana sia finita nel 1865, nei dieci anni successivi gli Stati Uniti sembrano più divisi che mai e i conflitti razziali sono ancora all’ordine del giorno. È il periodo noto come "Ricostruzione", un periodo che molti considerano uno dei più oscuri della storia americana tra omicidi, terrorismo razziale e caos in un Sud che non si arrende all’abolizione della schiavitù.