Arriva il nuovo numero di Link: Ripartire da Zero. Televisioni e culture del decennio

Martedì 30 Novembre 2010
Sarà in libreria da fine novembre il nuovo numero di Link. Idee per la televisione, il periodico di cultura contemporanea dedicato ai media e alla comunicazione.

Ripartire da Zero. Televisioni e culture del decennio è il titolo di uno speciale numero monografico interamente dedicato agli anni Zero: un’occasione per soffermarsi a riflettere sui cambiamenti e sulle tante mutazioni, anche impreviste, che hanno investito la tv, il sistema dei media e la produzione culturale dell’ultimo decennio, ma anche per cercare di intravedere le strade di un possibile futuro.

Inoltre, in perfetto mood anni Zero, il numero è interamente illustrato dall’artista statunitense Ben Jones.

LINK MONO
Ripartire da Zero. Televisioni e culture del decennio

IN LIBRERIA ALLA FINE DI NOVEMBRE

A volte una cover story non basta. Anche questo Link Mono, secondo numero speciale della rivista, ferma il flusso delle continue novità e lascia spazio all’approfondimento: (a) per raccontare il passato prossimo: dieci anni di cambiamenti vorticosi avvenuti sotto una coltre di apparente immobilità; (b) per fare esercizi divinatori sugli anni Dieci.

Link Mono è composto di 4 sezioni:

1) Indie, nuovo mainstream
Dal cinema indipendente alla narrativa postmoderna e ai movimenti dal basso: fenomeni prima indie e sottotraccia, giunti negli anni Zero a ocRipartire da Zero. Televisioni e culture del decenniocupare il centro della scena e il suo medium incontrastato, la tv.
Testi di: Henry Jenkins, Violetta Bellocchio, Francesco Pacifico, Tommaso Tessarolo, Fabio Cleto, Francesco Spampinato.

2) Il tubo dell’abbondanza
Nella tv degli anni Zero, il flusso continuo di programmi nelle ventiquattr’ore non basta. Le offerte si moltiplicano, i prodotti trovano infinite repliche/espansioni, i canali sono centinaia.
Testi di: John Ellis, Aldo Grasso, Carlo Freccero, Marco Vecchia, Massimo Scaglioni.

3) La caduta degli dei
Gli dei del passato non bastano più. Fattori economici e tecnologici non sono più sufficienti a spiegare il cambiamento. Le variabili da considerare degenerano nel sociale, e non si sa ancora come misurarle.
Testi di: Maurizio Ferraris, Antonio Dini, Matteo Bittanti, Michele Boroni, Emilio Pucci, Massimo Temporelli, Carlo Momigliano, Davide Turi.

4) Le metastasi del prima
La tv e i media sembrano popolati sempre dalle stesse forme e dagli stessi generi. Sono in corso, però, mutazioni e rivolgimenti. I classici (informazione, intrattenimento, fiction) sono concetti ormai vuoti.
Testi di: Stefano Pistolini, Alessandro Zaccuri, Francesca Pasquali, Anna Sfardini, Manolo Farci, Nico Morabito, Matteo Lenardon.

Il volume è illustrato da Ben Jones, anima del collettivo statunitense Paper Rad, artefice di un universo psichedelico popolato da creature aliene antropomorfe, prelevate da cartoon e vecchi videogame. Le sue visionarie strisce a fumetti sono apparse su Kramers Ergot, McSweeney’s e Best American Comics.

Link è distribuito esclusivamente in libreria.
 
NEL SOMMARIO:

Se non si diffonde, muore
di Henry Jenkins

Da un certo punto in poi, è diventato di moda riempirsi la bocca della parola “virale”. Ma siamo sicuri di aver capito bene di cosa stiamo parlando? Il guru della cultura convergente, Henry Jenkins, prova a spiegarci il concetto. Alla ricerca delle ragioni del successo di una metafora così cruenta. Ma anche rivelandoci tutti i punti deboli di un approccio troppo frettoloso a temi così complessi. Toh, un meme!

Il diavolo che non conosci
di Violetta Bellocchio

La serialità come versione finzionale della tv dell’accesso. La sistematica corsa di cable e network alla difformità sessuale e alle minoranze. La “politica della sbirciatina”, con la nobilitazione del linguaggio telefilmico, diventa zeitgeist di inizio millennio.

I don’t even know anymore
di Francesco Pacifico

Ironia. Una figura retorica in uso da secoli, ma che mai come negli anni Zero è stata una chiave di lettura pregnante della realtà, del quotidiano, dei mass media. Tanto usata da sfumare nell’imbarazzante (awkward), da ribaltarsi nel peggiore mainstream. C’è ancora qualcosa che si può prendere sul “serio”?

Il privato è spettacolo
di Carlo Freccero

La tv abbandona il suo ruolo di spazio pubblico, di arena di discussione e specchio della società che la circonda. E si ripiega su se stessa: negli anni Zero, il piccolo schermo da piazza diventa non luogo asettico e formattizzato, da luogo della comunità diventa vetrina dell’individuo.

Il cinismo non basta
di Aldo Grasso

La tecnologia si rinnova a ritmi veloci, le potenzialità sono molteplici. Sulla carta, per la televisione potrebbe iniziare un’età dell’oro. E invece il panorama che attende lo zapping dello spettatore è molto meno eccitante. Perché l’innovazione dei contenuti ha bisogno (anche) di passione.

Notizie che spaccano
di Stefano Pistolini

La volontà di essere sempre informati si unisce all’inedita abbondanza di fonti, tra online e all news. Qualcosa è cambiato, soprattutto dopo l’11 settembre. Lo spettatore si ritrova circondato da punti esclamativi e pandemie: dall’incredibile ma vero all’incredibile e basta.

Cadere con stile
di Alessandro Zaccuri

La Pixar è il simbolo del nuovo storytelling degli Anni Zero: personaggi dall’impatto emotivo immediato, racconti insieme semplici e profondi. Come fanno solo la migliore letteratura e il miglior cinema. E, in questo, superando l’ansia postmoderna: nessuna citazione esplicita, almeno fino a Toy Story 3…
 
Ripartire da Zero. Televisioni e culture del decennio
Pagine: 248
Prezzo: 15 euro
ISBN: 9788895596105