Intervista esclusiva a Barbara Maio, autrice de La Terza Golden Age della Televisione
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venerdì 13 febbraio 2009
E’ nelle librerie la nuova fatica di Barbara Maio, “LA TERZA GOLDEN AGE DELLA TELEVISIONE”, un’accurata analisi della serialità televisiva contemporanea alla luce di elementi produttivi, autoriali e di cultura popolare in una era che è possibile definire Terza Golden Age della Televisione. La serialità televisiva, la cosiddetta “fiction”, rappresenta oggi un testo dal valore altissimo in termini di prodotto culturale ed economico. Dal 1996, anno in cui Robert J.Thompson pubblicava Television’s Second Golden Age, le produzioni di “tv di qualità” sono sempre più diventate la norma nei palinsesti contemporanei. Per l'occasione abbiamo incontrato Barbara che con la solita gentilezza e disponibilità ha risposto a qualche nostra curiosità.
1. Quali sono in sintesi le produzioni che secondo te hanno contribuito a passare ad una nuova Golden Age?
Sono quelle dalla fine degli anni Novanta dove si è andato istituzionalizzando uno standard qualitativo molto alto. Tanti i nomi: in Gran Bretagna The Office e Little Britain – solo per citarne due -, e negli Stati Uniti tutte le produzioni HBO e Showtime, ad esempio.
2. Quale dei grandi autori cinematografici si è meglio cimentato nel piccolo schermo?
Spielberg su tutti perché lavora di qualità senza distinzione del mezzo; Lynch con Twin Peaks anche se è stato un unicum (almeno fino ad ora).
3. Nel volume citi la famosa frase di John Caughie che afferma che i tv dramas, ed in generale la fiction di qualità, possono essere definiti come l'ultimo rifugio delle persone che non amano la tv. Sei d'accordo?
Direi di sì perché la serialità tv è qualcosa di altro rispetto alla televisione come viene intesa generalmente. In comune c’è il modo di fruizione – dal piccolo schermo alle nostre case – ma il contenuto è completamente diverso.
4. Il DVD diventerà l'unico mezzo per poter seguire decentemente le serie tv, finalmente liberi dai palinsesti ballerini? E Internet con il "Video on demand" potrà essere una alternativa?
Credo che proprio per quanto detto sopra, la serialità si emanciperà sempre più dal mezzo tv. Già oggi molti appassionati non seguono le serie in tv a cadenza settimanale ma in DVD o, meglio, sul web.
5. Attraverso Internet lo spettatore diventa parte attiva del meccanismo creativo di interpretazione. Quale sarà il prossimo passo?
Magari una serie con percorsi a scelta dove tu spettatore scegli l’azione del protagonista….scherzo, uno dei piaceri delle serie tv è proprio godersi le storie messe lì per noi.
Credo che una evoluzione dovuta a internet sarà sicuramente una sempre maggiore coscienza e competenza dello spettatore medio.
6. Nel volume, un capitolo è intitolato Case Study: Buffy The Vampire Slayer; di cosa tratta?
Applico alla mia serie preferita le teorie espresse nel corso del volume sui generi, l’autorialità, la produzione, lo storytelling. Credo che oggi, anche con tutte le serie di qualità presenti, Buffy resti ancora il massimo.
7. Parliamo però anche un po' dei tuoi gusti personali; sappiamo che sei una grande studiosa e appassionata del Buffyverse e di Joss Whedon, ma quali sono le altre serie che apprezzi e che non ti perdi mai?
Al momento seguo regolarmente Fringe, House, Heroes. Ho appena visto tutto di un fiato Entourage, True Blood e Generation Kill della HBO, ho visto il pilot di United State of Tara, ho seguito le serie britanniche Demons, Bonekickers e Merlin, attendo con ansia Dollhouse.
8. Quale è invece secondo te la serie in assoluto più sopravvalutata in questo momento?
Direi House. La seguo e mi diverte ma spesso è additata da alcuni studiosi come il massimo della tv di qualità mentre secondo me manca di alcune caratteristiche di profondità testuale e di linguaggio necessarie ad un prodotto definito tale.
9. Esistono produzioni italiane che, seppur confezionate con minori budget, si possono avvicinare a quelle americane?
Ho sentito parlare bene dell’Ispettore Coliandro e di Romanzo Criminale ma, sinceramente, non riesco a seguire la fiction italiana. Siamo ancora troppo lontani dagli standard statunitensi e britannici. Ho studiato il Commissario Montalbano che è sicuramente un buon prodotto.
10. Anticipi a Telesimo quali sono i tuoi prossimi progetti?
In primavera uscirà per la stessa collana Bulzoni dove ho pubblicato il libro su Buffy del 2007, un volume sulla HBO (titolo provvisorio: HBO Style. Il network-autore) e tra fine anno e inizio 2010, una mia curatela sulla Cult Television con importanti contributi internazionali.
Più a breve scadenza, sul prossimo numero di Ol3Media (on-line dal 10 marzo http://host.uniroma3.it/riviste/Ol3Media/ ), la rivista universitaria che dirigo, vorrei scrivere una riflessione su Dollhouse che esordisce questa settimana.
1. Quali sono in sintesi le produzioni che secondo te hanno contribuito a passare ad una nuova Golden Age?
Sono quelle dalla fine degli anni Novanta dove si è andato istituzionalizzando uno standard qualitativo molto alto. Tanti i nomi: in Gran Bretagna The Office e Little Britain – solo per citarne due -, e negli Stati Uniti tutte le produzioni HBO e Showtime, ad esempio.
2. Quale dei grandi autori cinematografici si è meglio cimentato nel piccolo schermo?Spielberg su tutti perché lavora di qualità senza distinzione del mezzo; Lynch con Twin Peaks anche se è stato un unicum (almeno fino ad ora).
3. Nel volume citi la famosa frase di John Caughie che afferma che i tv dramas, ed in generale la fiction di qualità, possono essere definiti come l'ultimo rifugio delle persone che non amano la tv. Sei d'accordo?
Direi di sì perché la serialità tv è qualcosa di altro rispetto alla televisione come viene intesa generalmente. In comune c’è il modo di fruizione – dal piccolo schermo alle nostre case – ma il contenuto è completamente diverso.
4. Il DVD diventerà l'unico mezzo per poter seguire decentemente le serie tv, finalmente liberi dai palinsesti ballerini? E Internet con il "Video on demand" potrà essere una alternativa?
Credo che proprio per quanto detto sopra, la serialità si emanciperà sempre più dal mezzo tv. Già oggi molti appassionati non seguono le serie in tv a cadenza settimanale ma in DVD o, meglio, sul web.
5. Attraverso Internet lo spettatore diventa parte attiva del meccanismo creativo di interpretazione. Quale sarà il prossimo passo?
Magari una serie con percorsi a scelta dove tu spettatore scegli l’azione del protagonista….scherzo, uno dei piaceri delle serie tv è proprio godersi le storie messe lì per noi.
Credo che una evoluzione dovuta a internet sarà sicuramente una sempre maggiore coscienza e competenza dello spettatore medio.
6. Nel volume, un capitolo è intitolato Case Study: Buffy The Vampire Slayer; di cosa tratta?
Applico alla mia serie preferita le teorie espresse nel corso del volume sui generi, l’autorialità, la produzione, lo storytelling. Credo che oggi, anche con tutte le serie di qualità presenti, Buffy resti ancora il massimo.
7. Parliamo però anche un po' dei tuoi gusti personali; sappiamo che sei una grande studiosa e appassionata del Buffyverse e di Joss Whedon, ma quali sono le altre serie che apprezzi e che non ti perdi mai?
Al momento seguo regolarmente Fringe, House, Heroes. Ho appena visto tutto di un fiato Entourage, True Blood e Generation Kill della HBO, ho visto il pilot di United State of Tara, ho seguito le serie britanniche Demons, Bonekickers e Merlin, attendo con ansia Dollhouse.
8. Quale è invece secondo te la serie in assoluto più sopravvalutata in questo momento?
Direi House. La seguo e mi diverte ma spesso è additata da alcuni studiosi come il massimo della tv di qualità mentre secondo me manca di alcune caratteristiche di profondità testuale e di linguaggio necessarie ad un prodotto definito tale.
9. Esistono produzioni italiane che, seppur confezionate con minori budget, si possono avvicinare a quelle americane?
Ho sentito parlare bene dell’Ispettore Coliandro e di Romanzo Criminale ma, sinceramente, non riesco a seguire la fiction italiana. Siamo ancora troppo lontani dagli standard statunitensi e britannici. Ho studiato il Commissario Montalbano che è sicuramente un buon prodotto.
10. Anticipi a Telesimo quali sono i tuoi prossimi progetti?
In primavera uscirà per la stessa collana Bulzoni dove ho pubblicato il libro su Buffy del 2007, un volume sulla HBO (titolo provvisorio: HBO Style. Il network-autore) e tra fine anno e inizio 2010, una mia curatela sulla Cult Television con importanti contributi internazionali.
Più a breve scadenza, sul prossimo numero di Ol3Media (on-line dal 10 marzo http://host.uniroma3.it/riviste/Ol3Media/ ), la rivista universitaria che dirigo, vorrei scrivere una riflessione su Dollhouse che esordisce questa settimana.
BIOSBARBARA MAIO è docente di Produzione Audiovisiva al DAMS e Ricercatrice al Dipartimento Comunicazione e Spettacolo, Università degli Studi di Roma Tre, oltre che Direttore Responsabile della rivista universitaria on-line Ol3Media. E’ autrice di Fiction Tv (Cinetecnica, 2003) e L’estetica dell’ibrido. Il cinema contemporaneo tra reale e digitale (Bulzoni, 2004), entrambi con Christian Uva, e di Buffy The Vampire Slayer (Aracne, 2004), oltre che curatrice del volume Legittimare la Cacciatrice. Buffy The Vampire Slayer (Bulzoni, 2007). Ha scritto diversi saggi su riviste e volumi collettanei, italiani e stranieri, sui Simpson, Firefly e Serenity, X-Files, Cinema e Letteratura, Cinema e Design, Cinema Horror.
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