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Finalmente i nuovi episodi di DOC -NELLE TUE MANI su Rai 1!

Giovedì 08 Ottobre 2020



Rai Fiction

presenta

DOC -NELLE TUE MANI

una produzione
Lux Vide in collaborazione con Rai Fiction

prodotta da
Matilde e Luca Bernabei


regia di
Jan Maria Michelini e Ciro Visco


I nuovi episodi da giovedì 15 ottobre su Rai1 per sette prime serate



Fare il medico, per me, significa ascoltare le persone,
parlare con loro e prendermi cura di loro.
E il valore aggiunto sarà l’essere stato davvero
dall’altra parte della barricata,
l’aver vissuto da paziente e da disabile.

Pierdante Piccioni
da “Meno dodici”



DOC -NELLE TUE MANI

Autorevole. Sicuro. Impeccabile. Lo vorremmo sempre così il medico che ci cura. E anche se parla una lingua piena di tecnicismi lasciamo che sia lui a governare la nostra vita quando la salute s’incrina. Ma cosa succede se sotto il camice bianco che indossa c’è un uomo che come i suoi malati lotta con il proprio dolore, i propri limiti e le proprie insicurezze? Questo medico è Andrea Fanti, il protagonista di DOC. Nelle tue mani, i cui nuovi episodi andranno in onda su Rai1 a partire da giovedì 15 ottobre.

A causa di un trauma cerebrale Fanti ha perso la memoria dei suoi ultimi dodici anni e, per la prima volta, si ritrova ad essere non più il medico brillante di sempre, ma un semplice paziente. Amputato di molti dei suoi ricordi, precipita in un mondo sconosciuto: famiglia, figli, amici, colleghi, tutti diventano improvvisamente estranei. Anche la sua carriera torna indietro: da primario a meno di uno specializzando. L’ospedale diventa l’unico posto in cui si sente veramente a casa, rappresenta il luogo della rinascita che gli offre l’opportunità di essere un medico nuovo, molto diverso da quello che era stato fino al momento dell’incidente.
DOC. Nelle tue mani racconta in fondo che siamo tutti pazienti prima o poi e che il caso più importante che il protagonista di questa serie è costretto a risolvere è identico a quello che ognuno di noi affronta ogni giorno quando si domanda: chi sono davvero? qual è il mio posto?

La serie è tratta da una storia vera (raccontata nel libro “Meno dodici” di Pierdante Piccioni e Pierangelo Sapegno - Edizioni Oscar Mondadori) e racconta la malattia come possibilità di nuova occasione, di cambiamento, di sfida. Quando non è grave al punto da mettere in pericolo la vita stessa, forse può essere la strada per la ricerca del senso più profondo dell’esistenza.

LA STORIA

Andrea Fanti è un giovane e brillante primario di Medicina Interna. Le sue diagnosi sono veloci, acute e corrette. È temuto e rispettato dai colleghi e dai pazienti, con i quali è particolarmente distaccato e pragmatico. L’empatia per lui è fuorviante. Ripete spesso infatti che il malato è il peggior medico di sé stesso.
Questo è in sintesi il dottor Fanti prima dello sparo che spezza in due la sua vita. A premere il grilletto nella sala d’attesa dell’ospedale è il padre di un paziente deceduto nel suo reparto. Quando si risveglia dal lungo intervento chirurgico, appare subito chiaro che il proiettile ha cancellato dal suo cervello i ricordi degli ultimi dodici anni di vita. Riconosce i colleghi, dei quali nota però, con stupore, le rughe e i cambiamenti.
La memoria di Andrea si è fermata a un passo dalla morte di suo figlio Mattia. Scopre la scioccante verità quando dal letto d’ospedale chiede di lui; si trova così a vivere di nuovo il lutto per quella perdita. Non riconosce sua figlia Carolina perché la sua ultima immagine è di lei bambina e non ricorda nemmeno che a causa della scomparsa di Mattia si è separato dalla moglie, dirigente sanitario nello stesso ospedale.
Anche dell’esperienza di primario non ha consapevolezza, né arriverebbe mai a immaginare di essere stato un despota in corsia, severo e freddo con tutti.
Ora Andrea è finito improvvisamente dall’altra parte. È un paziente inchiodato a un referto inequivocabile: corteccia cerebrale gravemente lesionata. C’è soltanto una cosa che non è cambiata: il desiderio di essere medico. Chiede di poter continuare la sua professione, ma l’unica possibilità che gli viene offerta è quella di ripartire dal basso insieme a chi ha vent’anni meno di lui, a chi come primario ha maltrattato senza pietà.
Contro tutto e tutti, Andrea si impegna come non mai per dimostrare di essere ancora il medico brillante che è stato. Scopre anzi che può diventare un medico persino migliore perché ha vissuto l’ospedale anche da “malato”. Perché capisce che l’empatia è in realtà un potente strumento di cura e che una malattia non è solo un rompicapo da risolvere, ma una seconda occasione che la vita a volte concede. Una seconda occasione che va colta.

Ogni puntata tratta diversi casi clinici che i nostri protagonisti riusciranno a risolvere non solo grazie alle loro competenze scientifiche, ma anche alla progressiva scoperta delle vite private dei pazienti, che a poco a poco riveleranno aspetti segreti, dimenticati o trascurati. Ciascuno avrà una seconda occasione per riconsiderare alcuni capitoli della propria vita come una relazione segreta, un legame nascosto, un vizio clandestino.
In ogni episodio i personaggi coinvolti nel caso medico – dal paziente, ai suoi parenti, ai medici – ne usciranno più consapevoli.

La serie è tratta da una storia vera (raccontata nel libro “Meno dodici” di Pierdante Piccioni e Pierangelo Sapegno - Edizioni Oscar Mondadori).

DOC -NELLE TUE MANI

I PERSONAGGI DELLA SERIE  

Andrea Fanti (Luca Argentero), uno dei migliori primari di Medicina Interna, freddo, distante e per nulla empatico con i pazienti, a seguito di un colpo di pistola alla testa che gli porta via dodici anni di memoria, è costretto a tornare in ospedale paziente prima, aiutante degli specializzandi poi. Studente tra quelli che erano i suoi studenti.
Ha perso ogni ricordo degli ultimi dodici anni, compreso quello più drammatico, la morte del figlio, che ha sgretolato la sua famiglia e lo ha reso duro e impassibile. L’amnesia non gli toglie il dolore dell’assenza del bambino, ma permette ad Andrea di decidere l’uomo e il medico che vuole essere. Contrariamente al passato, Fanti sceglierà la strada dell’empatia e dell’ascolto.

Al fianco di Fanti c’è Giulia Giordano (Matilde Gioli), che da lui - un tempo suo primario - aveva imparato il metodo da applicare in ospedale: zero empatia, zero ascolto del paziente, fiducia esclusiva nei risultati delle analisi e dell’esame clinico. Ma Giulia è anche la dottoressa che Andrea ha dimenticato di aver amato in passato. Ora che non riconosce più l’uomo che ama, Giulia cerca di seguire fedelmente gli insegnamenti di Andrea, ma questo la porterà ad entrare sempre più in conflitto con lui. Per fortuna può contare sul sostegno di Lorenzo Lazzarini (Gianmarco Saurino), suo brillante collega e caro amico. A volte sembra che lui consideri Giulia qualcosa di più di una semplice amica, ma all’ultimo momento si tira sempre indietro, preferendo dedicarsi senza impegno alle tante ragazze che cadono facilmente vittima del suo sorriso.

Andrea non si accorge dei sentimenti di Giulia, perché in ospedale lavora anche Agnese Tiberi (Sara Lazzaro), ex moglie e ora direttrice sanitaria. Nonostante siano separati da quasi dieci anni, Fanti vuole riconquistarla, scontrandosi con la ferma opposizione di lei, che nel frattempo si è rifatta una vita e non può cancellare il passato con semplicità.

Il filo che continua ad unire Andrea e Agnese passa attraverso Carolina (Beatrice Grannò), la loro figlia maggiore che, dopo la morte del fratello, è stata costretta a crescere troppo in fretta. Brava ragazza e studentessa modello, a cui però i genitori non hanno mai prestato abbastanza attenzione tanto da non scorgere i segni di un disagio profondo e di un segreto nascosto da troppo tempo.

Ad aiutare Andrea a non perdersi in questo nuovo mondo sconosciuto c’è Enrico Sandri (Giovanni Scifoni), il suo migliore amico, nonché neuropsichiatra infantile. Enrico è un medico brillante dalla grande sensibilità umana. Il suo contributo sarà fondamentale per aiutare Andrea nel suo percorso di riabilitazione.

Poco prima del colpo di pistola, Andrea scopre che Marco Sardoni (Raffaele Esposito), un medico suo sottoposto, ha falsificato un documento per nascondere la vera causa della morte di un paziente. Quello che fino ad allora Andrea ha considerato un errore umano si rivela improvvisamente qualcosa di molto più grave.
Sardoni, certo di essere radiato dall’Ordine dei medici, si salva grazie all’amnesia di Andrea che cancella ogni traccia dell’accaduto e gli permette addirittura di diventare primario al suo posto. Andrea si ritroverà quindi ad obbedire proprio agli ordini del medico che, prima dell’incidente, era intenzionato a denunciare e che più di ogni altro è prova a ostacolare il suo reinserimento in ospedale.

Ad accompagnare Andrea nella sua vita quotidiana in reparto c’è anche un piccolo gruppo di specializzandi: la timida Alba (Silvia Mazzieri), ragazza emotivamente fragile ignara della sua grande forza d’animo; l’esuberante Riccardo (Pierpaolo Spollon), che cela dietro la sua simpatia un segreto; la dura Elisa (Simona Tabasco), che nel tempo si è costruita uno scudo per difendersi dalle difficoltà della vita; Gabriel (Alberto Malanchino), il perfezionista, che cerca sempre di acquisire nuovi meriti per saldare un debito con il passato.


SINOSSI DEGLI EPISODI

EPISODIO 9 - IN SALUTE E IN MALATTIA
Andrea è certo di aver finalmente fatto breccia nel cuore di Agnese e, sull’onda del romanticismo, propone di organizzare un matrimonio in reparto per un paziente in condizioni critiche.
Nel frattempo, un’inaspettata proposta di Gabriel rovescia gli equilibri all’interno del gruppo degli specializzandi.

EPISODIO 10 - QUELLO CHE SIAMO
Una paziente mette in luce un segreto della vita privata di Lorenzo che crea stupore in tutto il reparto. Intanto, Gabriel e Elisa si devono ingegnare per ricostruire la vita di un anziano ricoverato che sembra non ricordare nulla di sé, ma che pronuncia ripetutamente un’unica parola.

EPISODIO 11 - CAUSE ED EFFETTI
A partire dal ritrovamento della cartella clinica del paziente deceduto per errore, Andrea tenta di ricostruire cosa è accaduto prima dello sparo che ha cancellato i suoi ricordi. Marco, responsabile di quel decesso, e Agnese si dimostrano poco collaborativi.
Alba e Riccardo faticano a ristabilire il loro rapporto e anche tra Gabriel ed Elisa le cose si complicano.

EPISODIO 12 - L’IMPREVISTO
Un incidente ferroviario trasforma il reparto di Medicina Interna in un Pronto Soccorso improvvisato. Tutti i medici sono chiamati a dare il massimo per far fronte all’emergenza. Fra i feriti, arriva una ragazza che riapre un capitolo importante del passato di Riccardo che il ragazzo credeva chiuso per sempre.

EPISODIO 13 - EGOISMI
L’arrivo in ospedale della sorella maggiore di Elisa, un’attrice simpatica e affascinante, rende la giovane specializzanda inspiegabilmente ancora più acida e scontrosa.
Andrea continua a scavare negli anni che l’amnesia ha cancellato, mentre Agnese non riesce a nascondere la gelosia per la crescente vicinanza tra Giulia e Andrea.

EPISODIO 14 - PERDONARE E PERDONARSI
Lorenzo si trova nuovamente alle prese con la sua ex Chiara quando quest’ultima viene ricoverata per overdose. Marco e sua moglie si sentono sempre più minacciati dalle ricerche che Andrea sta portando avanti sul Satonal, il medicinale sperimentale che sembra aver causato diversi decessi.
Gabriel, invece, deve spiegare alla sua comunità che ha intenzione di fermarsi a vivere in Italia.

EPISODIO 15 - VELENI
Andrea si trova nell’occhio del ciclone nel momento in cui un ex specializzando lo accusa di aver falsificato i dati di una sperimentazione farmaceutica: incapace di difendersi a causa dell’amnesia, cerca conferme nelle persone che gli sono vicine. Nel frattempo, Lorenzo deve combattere per far inserire Chiara nella lista dei trapianti e Agnese ha un improvviso malore.

EPISODIO 16 - IO CI SONO
Le condizioni di Agnese peggiorano rapidamente e Andrea trova l’appoggio di tutto il reparto per cercare di scoprire la malattia di cui soffre. Ma le accuse di un suo coinvolgimento nella falsificazione dei dati sulla sperimentazione farmaceutica che gli vengono mosse rischiano di allontanarlo dall’ospedale definitivamente.

NOTE DI REGIA
di Jan Maria Michelini

Uno stile moderno e realistico: questo è l’ideale a cui ho puntato in ogni fase del processo di realizzazione di Doc. È stata una scelta in buona parte dettata dal materiale di partenza: un’incredibile storia vera non poteva che chiedere realismo nella maniera di raccontarla e un genere come quello “medical” imponeva di essere all’altezza dei brillanti standard internazionali.
La maniera migliore per permettere al pubblico di entrare nel mondo dell’ospedale mi è sembrata quella di immergerlo senza filtri: da qui la scelta di girare prevalentemente con la macchina a mano, che immette realismo e permette di entrare in un contatto intimo con i personaggi e di coglierne ogni sfumatura delle reazioni, dei pensieri e dei sentimenti.
Sul set ho voluto girare personalmente, perché penso che sia un’occasione unica di lavorare a strettissimo contatto con gli attori. Ho avuto la fortuna di dirigere un cast formidabile, pieno di energia positiva ma anche capace di prendere estremamente sul serio il progetto. Primo fra tutti Luca Argentero, che ha fatto un grande lavoro sul personaggio di Andrea Fanti, ispirandosi alla storia di Piccioni ma facendola profondamente sua. Ha dato prova di riuscire a gestire un ruolo drammatico importante, in cui si alternano tanti toni diversi: l’ironia che usa con i colleghi, soprattutto quelli più giovani, le corde sentimentali che emergono nel rapporto con la moglie, il dramma che rivive riscoprendo il suo passato, ma soprattutto l’empatia, che è il tratto caratteristico del suo nuovo modo di essere medico.
Il lavoro con il cast è iniziato molto prima delle riprese, quando abbiamo passato intere settimane in ospedale per studiare dal vero il funzionamento di un reparto di Medicina Interna, sia dal punto di vista tecnico e specialistico che da quello delle relazioni umane (ad esempio le gerarchie all’interno del reparto o il rapporto medici-pazienti). Abbiamo fatto in modo che ciascun attore avesse un riferimento preciso fra i dottori, a cui potersi ispirare, in modo da poter costruire il loro personaggio nei minimi dettagli e con la maggiore credibilità possibile.
Inoltre, un importante contributo alla modernità della serie viene dalla colonna sonora, impregnata di elettronica ma a tratti anche massimalista. E naturalmente non bisogna dimenticare il montaggio, sempre serrato, per trasmettere l’idea che il lavoro dei medici è un conto alla rovescia, la cui posta in gioco è la vita o la morte dei pazienti.

NOTE DI PIERDANTE PICCIONI

Quando ho saputo che la LUX VIDE aveva acquistato i diritti dei due libri Meno Dodici e Pronto Soccorso, scritti da me e Pierangelo Sapegno per la Mondadori, per farci una serie televisiva, ho provato una strana emozione, un misto di piacere e di paura.
Perché la storia che viene raccontata nei libri è la mia storia personale.
E non è una storia semplice. È la storia di una sconfitta senza colpe.
Una storia di rabbia e di riscatto, di ingiustizia e di ricompensa, di drammi familiari e di riappacificazioni.
Un’incredibile storia di sentimenti estremi. Tanto incredibile quanto vera.
Ma quando mi sono trovato davanti il produttore (Luca Bernabei), il regista (Jan Michelini) e l’attore che mi avrebbe interpretato (Luca Argentero), mi sono detto: “Ok, Pier. Quello che devi fargli davvero capire è che cosa sia stato passare dall’altra parte della barricata. Diventare paziente. Essere trattato da disabile”.
Perché non c’è davvero niente come provare per capire.
Bene, leggendo le sceneggiature e guardando le riprese mi sono reso conto che l’obiettivo era stato raggiunto.
Far capire alle persone cosa si prova davvero a perdere la memoria, 12 anni di memoria, risvegliarsi da alieno in un mondo che non ti appartiene, in cui persino i tuoi figli sono dei perfetti sconosciuti, non ricordare nessuna emozione che hai provato e pensare davvero di farla finita.
E far capire anche che, nonostante tutto, tocca a te fare il primo passo. Che tocca a te entrare dentro gli altri. Che siano pazienti, amici, familiari o perfetti sconosciuti.
Contro la burocrazia, i pregiudizi, i rancori.
Perché se vuoi amare davvero, allora incominci per primo.
Perché questo è vivere: non avere paura di fidarsi degli altri.
Perché è esattamente questo che è successo al DOC, come mi chiamano tutti.
Aver vissuto un’esperienza drammatica che mi ha cambiato la vita come uomo, come amico, come padre, come marito ma soprattutto come medico.
Ecco, questa è l’anima profonda, l’essenza della serie DOC – Nelle tue mani.
E, come dicono i miei figli, è davvero tanta roba.  


Le riprese della serie si sono svolte tra Roma, Milano e Formello; per la location ospedaliera il Policlinico Universitario Campus Biomedico e l’Università Campus Biomedico di Roma hanno messo a disposizione spazi e tecnologie.