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Titus Welliver: il mistero del finale di Lost non è in bianco e nero

Mercoledì 19 Agosto 2009
Silvia e Giulia hanno tradotto per noi una intervista pubblicata da TV Guide riguardo la previsione di Titus Welliver  sul finale di Lost. Ovviamente SPOILER, non prosegua la lettura chi non vuole conoscere anticipazioni.
 

Titus Welliver: il mistero del finale di Lost non è in bianco e nero

di Matt Mitovich di TV Guide
 
Titus Welliver probabilmente pensava di avere già visto tutto durante il periodo trascorso a Deadwood nei panni di Silas Adams. Ma poi è apparso in Lost per la bellezza di 1 minuto e 45 secondi, ed in breve il suo mondo — come pure quello della serie della ABC — è cambiato per sempre.
Chi è questo misterioso "uomo in nero" che provoca Jacob sulla spiaggia nel prologo della stagione 5? Che cosa intendeva dire con l’osservazione "Loro arrivano. Combattono. Loro distruggono. Loro corrompono. Finisce sempre allo stesso modo"? E perché questo "Uomo n. 2" vuole così disperatamente trovare la scappatoia necessaria per uccidere Jacob un giorno?
Welliver, che ora ha un ruolo fisso nella serie della CBS The Good Wife, ha condiviso con noi le opinioni che si è fatto durante la sua visita all’interno di Lost, che definisce lontano dall’essere in bianco e nero.
 
TVGuide.com: Come ci si sente ad essere catapultati nel “buco temporale” di Lost?
Titus Welliver: E’ pazzesco. E’ proprio pazzesco. Questa è una cosa completamente diversa per me. Per quanto riguarda la gente che incontro per strada, è folle. Le persone — di ogni tipo — mi avvicinano per chiedermi: "Allora, tu hai posseduto Locke...?", "Sei tu in realtà Locke?", "Il personaggio di Locke è stato creato dal tuo, e si è trattato di una situazione creata apposta per far precipitare l’aereo?"
 
TVGuide.com: La cosa divertente è che possono riferirsi a te solamente come "tu", perché al tuo personaggio non è stato dato un nome. Con che nome lo conosci tu?
Welliver: Non ha un nome. E’ semplicemente "l’uomo", perchè i produttori non vogliono lasciarsi scappare informazioni. Io so che il personaggio ha un nome e so qual è l’importanza di questo nome; e questo è tutto quello che so.
 
Titus WelliverTVGuide.com: Quindi tu non sai qual è il suo vero nome?
Welliver: No — e credo abbiano voluto deliberatamente mantenere il segreto al riguardo.
 
TVGuide.com: Ti sono state consegnate solamente le pagine del copione contenenti la tua scena?
Welliver: No, mi è stata data l’intera sceneggiatura. Ma il punto è che, a meno che non guardi la serie ogni settimana, non puoi avere la più pallida idea di cosa stia succedendo. Non è uno show che puoi iniziare a vedere da metà stagione. Ho guardato Lost durante la prima stagione, ma poi la vita e i figli in qualche modo ti impediscono di seguire una trasmissione con costanza.
 
TVGuide.com: I produttori ti hanno dato qualche appunto su quale doveva essere la dinamica tra te e Jacob, interpretato da Mark Pellegrino?
Welliver: Liz Sarnoff, uno degli sceneggiatori, è in effetti una vecchia collega da uno show che abbiamo fatto con David Milch, Big Apple, e da Deadwood. La sua spiegazione è che Jacob vede l’”uomo” come una creatura  imperfetta, ma che c’è sempre speranza, mentre che il mio personaggio ha una visione molto più cinica ma sotto molti aspetti realistica”. Mi ha detto, "Ora estrapola da questa informazione ciò che vuoi. Stanno diventando filosofici? Sono degli dei?". Quello che mi viene in mente mentre guardo Locke nominare la scappatoia e gettare Jacob nel fuoco è: "Chiaramente quest’altro uomo sulla spiaggia ha abitato Locke a qualche livello" — e non smetti mai di crederci semplicemente perché la natura dello show è intricata e misteriosa. Non dici mai, "Oh, andiamo!". Trovo interessante che gli spettatori accettino completamente tutto quello che gli sceneggiatori propongono loro.
 
TVGuide.com: I fan hanno ogni tipo di teoria riguardo al rapporto tra Jacob e l’Uomo n. 2. Alcuni trovano un ovvio parallelismo con Jacob ed Esau della Bibbia, ma ci sono anche un sacco di riferimenti all’Egitto…
Welliver: Sì, il tema di Esau sembra dominare le conversazioni. Le persone in metropolitana chiedono: "Sei Esau?". Le interazioni sono così casuali.
 
TVGuide.com: Credi che si tratti di una cosa semplice, tipo uno dei due è il buono e l’altro il cattivo?
Welliver: Come l’ho interpretato io, a livello biblico, è che si tratta di una situazione alla Caino ed Abele. Quindi, distruggere Jacob, cosa prova? — Che l’uomo in nero potrà finalmente dominare l’isola? I naufraghi diventano così semplicemente i suoi giocattoli? E perchè è stato così importante che lui trovasse la scappatoia per poter uccidere Jacob? Questo mi ha spinto a pensare che, se ha bisogno di questa scappatoia, c’è un potere superiore al quale i due rispondono.
 
TVGuide.com: Giusto, qualcuno doveva “creare” quella scappatoia. Un gigantesco, cosmico avvocato.

Welliver: [Ride] Esattamente. Quello che i produttori mi hanno detto è stato: "Nessuna preoccupazione" — e io ho risposto: "Certamente no. Capisco che questa è come una partita a scacchi.” Da qui il fatto che uno è nero e l’altro bianco. Ma sono pedine di una partita di scacchi... o sono i giocatori?
 
TVGuide.com: Sembra che Jacob possa avere un ultimo asso nella manica, come sottolineato dalla frase pronunciata prima di morire, "Stanno arrivando". Potrebbe aver preparato una contromisura.

Welliver: Oh, sì. Qualcuno mi ha chiesto questo — "Il tuo personaggio prenderà il comando?" — e naturalmente io non ho la risposta. Ma come spettatore penso: "Non può essere così semplice liberarsi di Jacob".