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Intervista a Alessia Martalò, autrice di Holmes House, due personaggi a confronto

Venerdì 09 Luglio 2010
E' da poco uscito nelle librerie Holmes House , scritto da Alessia Martalò , che ha come obiettivo quello di analizzare i punti di contatto e le analogie tra due personaggi: il dottor House, protagonista dell’omonimo telefilm creato da David Shore,  e Sherlock Holmes, personaggio della letteratura nato dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle. Un saggio dove l'autrice tocca il lato umano dei due personaggi, analizzando i (pochi) legami sociali intessuti da Holmes e House (misantropi e asociali) e il rapporto con la fede e la razionalità. Telesimo ha incontrato per voi Alessia, che ci ha parlato un pò del libro, dei suoi obiettivi e confessato la sua passione per ... le casalinghe disperate. 
 
Il libro è acquistabile anche online sul sito di Arduino Sacco al prezzo di 15 euro.
 
Ciao Alessia, e complimenti per il tuo libro, Holmes House, in cui confronti  i due famosi personaggi.  Come è nata l'idea?
Alessia: E' nata quasi per caso, iniziando a leggere un paio di saggi sul Dr. House. Più o meno nello stesso periodo, stavo leggendo anche alcuni racconti di Conan Doyle e, proseguendo nella lettura quasi in parallelo, avevo trovato numerosi tratti in comune e analogie, non solo nei personaggi stessi, ma anche nel modo di raccontare, nella presentazione dei "casi", nel rapporto con gli altri personaggi e così via.
Poi, curiosando un po' in rete, ho scoperto che altri lettori e telespettatori avevano individuato alcuni punti di contatto. Io ho proseguito il lavoro in modo molto più sistematico, dopo aver rivisto tutte le puntate del telefilm e letto i libri di Conan Doyle, cercando di mettere in evidenza in modo preciso i tratti in comune tra i due personaggi (e non solo).

Holmes HouseQuale è secondo te il  tratto più interessante che hanno in comune Sherlock  Holmes e il  Dr House, oltre l'approccio scientifico dei casi ?
Alessia: Il metodo scientifico è senz'altro il primo aspetto che balza agli occhi. Ma c'è molto altro: Holmes e House operano quasi sempre ai limiti della legalità. Holmes, in un certo senso, se lo può permettere: è un freelance, non lavora per la polizia e non deve sottostare alle loro regole.
House invece è un medico di una clinica privata e, proprio per il ruolo che ricopre, ha degli obblighi molto precisi. Diversi esperti hanno accusato il personaggio di essere poco reale, facendo notare che nessun medico che si comportasse come lui potrebbe esercitare negli USA. Ma in fondo è proprio questo aspetto a rendere House e Holmes così affascinanti.

Che similitudini ci sono invece tra Watson e Wilson?
Alessia: Un intero capitolo è dedicato a questa tematica. Wilson è chiaramente ispirato a Watson (si pensi al cognome, molto simile, e al nome dei personaggi che iniziano per la stessa lettera: John e James). Entrambi sono dei buoni amici, dei confidenti leali e preziosi e perfino delle "entità" che, in un certo modo, riescono a stimolare le cellule grigie dei loro amici. Pensate a quante volte House, semplicemente parlando e confrontandosi con Wilson, è riuscito ad arrivare alla soluzione del caso!
Wilson e Watson, inoltre, sono la coscienza di House e Holmes. Riescono a mantenerli con i piedi per terra, a far capir loro che le loro azioni - anche se giuste - possono avere conseguenze molto gravi.

Personalmente, preferisci Sherlock Holmes, nato dalla penna di Sir Arthur  Conan Doyle, oppure House, creato da David Shore?
Alessia: E' impossibile scegliere tra i due. Molti si rifiutano di leggere i racconti e i romanzi di Conan Doyle perché ritengono il personaggio di Holmes vecchio e superato. Non è così. Holmes è stato il primo ad adoperare nei suoi casi diversi tipi di tecnologie - seppure rudimentali - che oggi si applicano comunemente. In un certo senso, Holmes può aver ispirato moltissimi dei telefilm a sfondo legal e poliziesco di oggi: si pensi a Criminal Minds per lo studio psicologico degli indagati o a C.S.I. per il massiccio impiego della fisica e della chimica a supporto delle indagini.

Ovviamente non avresti potuto scrivere un libro dedicato a Dr. House senza esserne grande fan. Cosa ti piace di più della serie? Quale è la stagione  che hai seguito con maggior entusiasmo? E quale quella meno?
Alessia:  Le stagioni che mi sono piaciute di più sono state le prime tre: dalla quarta stagione in poi, con l'ingresso dei nuovi assistenti, i casi sono diventati meno interessanti e le storie dei personaggi principali hanno iniziato ad invadere il telefilm a discapito del caso medico.
Parlo in particolare della deriva Huddy dell'ultima stagione: chiedo scusa a tutti i fan della coppia House-Cuddy, ma non riesco proprio a vedere i due insieme. Inoltre, quello che più amo della serie è il processo cognitivo per arrivare alla scoperta della malattia, i vari tentativi, gli errori, le incursioni del team di House nella vita privata (e nelle abitazioni) dei pazienti. Credo che non vada quindi dedicato moltissimo spazio - come è stato fatto ultimamente - alle vicende personali dei medici.
Il potenziale di un telefilm come Dr. House è enorme. Non vorrei mai che diventasse una brutta copia di Grey's Anatomy.

Come pensi che si svilupperà la nuova stagione di Dr. House, in onda negli  States dal prossimo autunno?
Alessia: Senza dare troppi spoiler, posso dire che House in un primo tempo sarà felice, ma a mio parere, dopo qualche tempo tornerà ad interrogarsi su quello che vuole davvero, su chi è veramente. Il che lo porterà inevitabilmente ad una condizione di stress psicologico e all'infelicità.

Al suo debutto in Italia Dr. House ha registrato ascolti eccezionali tanto da essere  promosso a Canale 5, ma ultimamente la serie ha perso un pò dei suoi  affezionati telespettatori ed è tornato su Italia 1. Secondo te quale è la  causa?
Alessia: Sarà banale, ma al giorno d'oggi i fan della serie seguono il telefilm sulla Pay per View, in anticipo di alcune settimane o mesi rispetto alla controparte in chiaro. Altri, poi, riescono a seguire le puntate a pochi giorni dalla trasmissione negli States, ricorrendo a metodi più o meno legali.
In questo scenario, va anche ricordato che il pubblico della tv generalista è piuttosto invecchiato negli ultimi anni e, considerando che House è un telefilm seguito da un pubblico piuttosto giovane, è facile capire che i fan della serie, al momento della trasmissione di Dr. House in chiaro, hanno già visto da tempo tutte le puntate.

Oltre Dr. House, quali sono le serie televisive, straniere o anche italiane,  che segui con maggiore interesse?
Alessia: Tra le serie italiane, ne nomino soltanto una, la mia preferita: Boris. Per quanto riguarda i telefilm stranieri, oltre a Dr. House, seguo assiduamente Desperate Housewives, ma in passato ho guardato anche molti legal/crime (C.S.I., Close to home, Justice, Medium, Bones, Lie to me), senz'altro il mio genere preferito di telefilm.
Per quanto riguarda le sit-com, oltre alla già nominata Boris, seguo i Simpson e ho apprezzato molto Californication.

C'è qualche altro personaggio telefilmico che vorresti  approfondire,  magari con un nuovo saggio?
Alessia: Non ci crederai, ma ci ho già riflettuto e non posso che scegliere Desperate Housewives. Non so dirti con certezza se e quando potrò impegnarmi nel progetto, ma dovendo scegliere mi piacerebbe senz'altro analizzare i personaggi e i rapporti tra le coppie di Wisteria Lane.

Alessia MartalòBlogger, ora scrittrice, e in futuro? Quale sarà il tuo prossimo progetto?
Alessia: Al momento, per varie ragioni, non ho moltissimo tempo da dedicare alle mie passioni. Continuo a seguire con costanza i miei telefilm preferiti, ma, come spiegavo poco fa, un nuovo libro non è all'orizzonte. Però, in fondo, chi può dirlo? Da bambina sognavo di diventare scrittrice. Magari, prima o poi, riuscirò a farla diventare una professione...  
Ringrazio di cuore Simona per lo spazio che ha voluto dedicarmi e vi invito a contattarmi ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) se avete bisogno di informazioni sul libro.  
 
 
BIO: Alessia è nata a Bari 26 anni fa. Porta il mare e il sole pugliesi nel cuore  pur vivendo nella grande metropoli milanese.  Adora la vita in tutte le sue forme e sfaccettature. Ama viaggiare, leggere,  scrivere e conoscere il mondo. Da piccola pensava che sarebbe diventata  scrittrice; in realtà è diventata tecnico informatico con la passione dei  libri.