In occasione del debutto al cinema de La scuola è finita, prevista per il 12 novembre, Telesimo organizza un simpatico concorso che mette in palio 10 t-shirt del film! Distribuito da Bolero Film, La scuola è finita tratta temi di grande attualità ed è ambientato in un Istituto professionale della periferia romana. Tra le attrici principali c'è la bravissima Valeria Golino mentre nella colonna sonora spicca il brano inedito "Va così" prodotto da Le Vibrazioni.
Per partecipare basta rispondere ad una semplice domanda dal 9 al 16 novembre 2010, inviando la risposta, insieme ai vostri dati, all'indirizzo
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DOMANDA
Valeria Golino, protagonista de La scuola è finita, ha recitato insieme ad un attore telefilmico molto popolare nei film della serie Hot Shot . Chi è l'attore telefilmico in questione?
RISPOSTA
Charlie Sheen
I VINCITORI
Antonio Mezzacapo
Goffredo Guarino
Marco Monaldi
Claudia Lecca
Daniela Modugno
Gozzi Roberta
Costi Patrizia
Fabrizia Conti
Mori Alessandra
Ricci Serena
UNA COPRODUZIONE ITALO-SVIZZERA AMEUROPA AMKA FILMS
IN COLLABORAZIONE CON FRAME BY FRAME
IN COPRODUZIONE CON RAI CINEMA RSI-RADIOTELEVISIONE SVIZZERA SRG SSR idée suisse
VALERIA GOLINO VINCENZO AMATO FULVIO FORTI
LA SCUOLA È FINITA
regia di VALERIO JALONGO
UNA DISTRIBUZIONE BOLERO FILM
DISTRIBUZIONE INTERNAZIONALE ADRIANA CHIESA ENTERPRISES
Uscita: 12 novembre 2010 Durata: 85 minuti
Istituto Pestalozzi, Roma. Una scuola pubblica come tante, dove alunni e professori condividono ormai la stessa noia e lo stesso sfinimento. Ci sono anche momenti di gioia, però. Alex Donadei li distribuisce a pagamento in pasticche colorate, durante la ricreazione. Ecco perché Alex è così popolare tra i ragazzi, e così poco amato dai professori. Fanno eccezione la professoressa Daria Quarenghi, che col suo Centro d’ascolto è impegnata in un solitario tentativo di salvare il ragazzo, e il professor Talarico, che una mattina se lo vede affibbiare in classe dalla Preside. Non sono due professori modello, Daria e Talarico, anzi a dirla tutta sono in un momento della vita in cui sembrano entrambi aver perso la bussola. E recuperare uno come Alex, che la scuola l’ha presa storta da sempre, sarebbe un’impresa anche per professori migliori di loro. Come se non bastasse, Daria e Talarico entrano in competizione tra loro e si contendono le attenzioni del ragazzo, intessendo con lui un rapporto educativo e affettivo fuori dalle regole, coinvolgendolo nei propri problemi e nelle proprie passioni.
NOTE DI REGIA
“Nessun apprendimento vale qualcosa se toglie la gioia” H. PESTALOZZI
“La scuola è finita” è ambientato nell’Istituto Pestalozzi, in onore del grande pedagogo che mette al centro del processo educativo la crescita emotiva e morale dei ragazzi. È una scuola meno fotogenica dei licei forse, meno edificante sicuramente, e forse a qualcuno sembrerà surreale. Eppure il 70% dei ragazzi italiani frequenta proprio scuole come questa, non il liceo classico o scientifico. L’idea iniziale per il film mi è venuta una sera al Big Mama al concerto di uno strano gruppo, i Riding Sixties, che suonano impeccabili cover di canzoni Rock anni ’60 e ’70. Ma non è il loro repertorio che li rende strani, quanto il fatto che la band è composta da due miei colleghi professori del “Rossellini” e dai loro studenti. Quella sera c’erano anche tanti miei allievi: allegri, entusiasti, così diversi dall’apatia che mostravano in classe. La bellezza condivisa di quelle vecchie canzoni, l’orgoglio e il panico dei ragazzi che si esibivano insieme ai loro professori… in quel momento mi è sembrato che quella gioia e quell’emozione che univa due generazioni fosse il segreto che ogni giorno cercavamo a scuola: cos’è che funziona, cos’è che può davvero aiutare un ragazzo, cos’è che può farlo crescere oltre il limite che il suo ambiente, la sua storia lasciano prevedere? Da quel giorno, ho sempre pensato a “La scuola è finita” come a un film musicale. Nel lungo percorso che ci ha condotto al film, ho realizzato insieme ad altri colleghi un video-diario: dal primo appello il primo giorno di scuola, per tre anni abbiamo documentato la vita di una classe. Volevamo capire perché, tra bocciature e abbandoni, più di un terzo degli studenti si perde per strada e non arriva mai al diploma. A poco a poco, attraverso l’obbiettivo di una palmare, ho visto ciò che come insegnante respingevo alla periferia della coscienza: la NOIA, una noia metafisica, totale. Nei primi piani degli studenti leggevo una distanza abissale dalla scuola, come se qualcuno non fosse neanche riuscito a spiegare loro perché dovevano stare lì dentro. Per intervistarli siamo anche entrati in molte case. All’inizio accusavamo uno strano disagio, c’era qualcosa che ai nostri occhi rendeva esotiche e nude le loro camerette… Ognuna aveva la sua playstation, la tv, qualche volta il pc. Quasi mai libri. Le madri a volte mi confidavano che per far studiare il figlio dovevano leggergli il libro di testo ad alta voce. A quindici anni un ragazzo in media ha passato più tempo davanti alla tv che sui banchi di scuola. Come fa un povero professore a mettersi in sintonia con migliaia di ore di calcio, di pacchi miracolosi, di… anestesia? Possibile che un paese spenda miliardi per la scuola ma non riesca ad avere una televisione che per esempio sappia spiegare a una famiglia, prima che sia troppo tardi, che c’è un rapporto diretto tra numero dei libri in casa e successo scolastico di un ragazzo? Allora perché meravigliarsi se questi ragazzi sono spaventati, incapaci di orientarsi, pieni di rabbia o di cinismo verso quello che li aspetta là fuori? L’ambientazione de “La scuola è finita” rappresenta in modo fedele istituti scolastici che abbiamo visitato e fotografato: nulla è inventato. Io stesso ho insegnato un paio d’anni in un’aula che assomiglia molto a quella del film: il mostro che incombe sulla lavagna, un buco nella porta. Ho avuto ragazzi che rientravano in classe dal “bagno” con espressioni strane, o improvvisamente andavano fuori di testa. Li ho spiati mentre spacciavano a ricreazione in qualche angolo di scuola poco frequentato: e so che il mio non è purtroppo un caso isolato. Non sono così ingenuo da pensare che la droga sia il vero problema, ma credo sia inaccettabile, come ormai invece succede, che si tolleri lo spaccio e il consumo di droga all’interno delle mura scolastiche. Il trattamento originale del film s’intitolava “Laria” ed è stato finalista al premio Solinas 2002 . Musica Durante la preparazione del film ho iniziato a collaborare con Francesco Sàrcina, leader de Le Vibrazioni che stava ultimando il nuovo album del gruppo, “Le strade del Tempo”. Francesco è entrato in sintonia con la storia del film, con i personaggi di Alex e Talarico soprattutto: si ritrovava molto in questo rapporto con un professore che intuisce il talento musicale di un suo allievo, e nell’insofferenza di Alex verso la scuola… e poi ho scoperto che Francesco, come Alex, aveva frequentato l’istituto Pestalozzi! Una canzone del nuovo album, “Va Così”, mi sembrava adatta alla scena del concerto: Francesco ha fatto un grande lavoro di preparazione, ricreando per due scene del film dei momenti intermedi nella composizione del pezzo, assistendo poi Vincenzo Amato e Fulvio Forti nell’impostazione musicale. A quel punto mi è sembrato naturale affidare la colonna sonora del film a Francesco. Volevo avere qualcosa di più presente e vitale rispetto alla musica di commento tipica dei film italiani, e ho chiesto a Francesco di creare un mondo sonoro che esprimesse l’energia sotterranea e la carica emotiva che i ragazzi hanno dentro di sé. Credo che il risultato sia andato oltre le mie aspettative, e che la musica riesca ad esprimere proprio il “viaggio” interiore di Alex che considero il cuore del film. Oltre a “Va Così” de Le Vibrazioni, nella colonna sonora c’è anche un famoso pezzo dei Cream suonato da Eric Clapton, “White Room”, insieme a composizioni originali di gruppi musicali di ragazzi che abbiamo scovato durante il lungo periodo di casting nelle scuole. Nella colonna sonora figurano infine alcuni pezzi originali di Paolo Buonvino, che mi ha anche aiutato nella non facile impresa di trovare un equilibrio e un’armonia tra tutti questi diversi contributi musicali.
Valerio Jalongo
VALERIO JALONGO - Regia Valerio Jalongo è nato a Roma. Laureato in filosofia, dopo aver partecipato all’esperienza della scuola di cinema della Gaumont si è trasferito a Los Angeles dove ha studiato Cinema alla University of Southern California. Premio De Sica per il documentario “Dream City” girato a Los Angeles, con “Messaggi quasi segreti” realizza il suo primo lungometraggio, miglior film al Festival Internazionale Scrittura e Immagine 1997, presentato ai festival di Montreal, Mar del Plata, Mosca, Dublino. Negli anni seguenti realizza documentari di interesse sociale e film per la televisione. Nel 2001 comincia a condurre un gruppo di scrittura creativa con i detenuti del carcere romano di Rebibbia, e nel 2003 realizza “Sulla Mia Pelle”. Il film, interpretato da Ivan Franek e Donatella Finocchiaro, racconta la storia di un detenuto semilibero che lavora in una zona della Campania dominata dalla camorra. Presentato in concorso al Festival Internazionale di Torino e al Festival Internazionale di Bangkok, ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Dal 2005 partecipa prima all’esperienza di Ring poi a quella dei Centoautori, e realizza il documentario “Di me cosa ne sai?” un’inchiesta sulla storia del cinema italiano e sulle trasformazioni culturali del nostro paese negli ultimi trent’anni. Presentato nel 2009 alle Giornate degli Autori a Venezia, e ai Festival di Londra e Amsterdam, ha ricevuto il premio della Federazione Italiana dei Circoli del Cinema.
CAST ARTISTICO Daria Quarenghi VALERIA GOLINO Aldo Talarico VINCENZO AMATO Alex Donadei FULVIO FORTI Serena Donadei ANTONELLA PONZIANI Michele MARCELLO MAZZARELLA Yuri ALFIO SORBELLO Enrico GIANLUCA BELARDI Preside PAOLA PACE Ispettrice SILLY TOGNI Prof.ssa Rosati GEA MARTIRE Prof.ssa Toniolo MARINA BIONDI Prof.ssa Laurenti VITTORIA PIANCASTELLI Prof.ssa Venanzi ERIKA URBAN Prof. Di Gennaro SERGIO MEOGROSSI Prof. Gabrielli PAOLO GIOVANNUCCI Prof. Filzi MARCO ZANGARDI Psicologa ANNA PITITTO Giornalista CECILIA BROGGINI Avvocato ROBERTA FOSSILE
CAST TECNICO Regia VALERIO JALONGO Sceneggiatura FRANCESCA MARCIANO VALERIO JALONGO DANIELE LUCHETTI ALFREDO COVELLI Montaggio MIRCO GARRONE Direttore della Fotografia STEFANO FALIVENE Aiuto Regia ALBERTO MANGIANTE Produttore esecutivo LUIGI LAGRASTA Prodotto da GIAMPIERO ROMALDI TIZIANA SOUDANI Musiche FRANCESCO SÀRCINA Suono di presa diretta FRANÇOIS MUSY Scenografia GIADA CALABRIA Costumi VALENTINA TAVIANI Acconciature MAURO TAMAGNINI Trucco ESME’ SCIARONI
COLONNA SONORA DI FRANCESCO SÀRCINA (LE VIBRAZIONI) BRANI MUSICALI: “White Room” CREAM “Va Così” da “Le Strade del Tempo” LE VIBRAZIONI BRANI ORIGINALI DI PAOLO BUONVINO: “L’origine”, “Stati alterati”, “Airport”, “Mdma”, “Fuori” BRANI ORIGINALI SUONATI DAI GRUPPI MUSICALI DEI RAGAZZI: “Beyond the mask” DEAFENING NOISE (E. PARDO / A. CAZZATO / M. SANTORO / S. PALUMBO) “Killing Project” HOSTILE HEAD (V. NUZZOLO) “Generations” (F. NOVELLI) “They will not take away” (S. DE CONCILIIS) "Dear Jen" GODZ OF BABY DOLLZ (C. CESAREO / M. RUJU) LA SCUOLA È FINITA