Intervista esclusiva a Barbara Maio, curatrice del libro "Buffy TVS Legalizzare la Cacciatrice"

Giovedì 13 Dicembre 2007
In occasione dell’uscita del libro “Buffy The Vampire Slayer. Legalizzare la Cacciatrice”, secondo Volume della Collana “Grandi serie televisive Americane” edita da Bulzoni Editore, Telesimo intervista per voi la sua curatrice, la gentilissima Barbara Maio, già autrice del volume-guida sulle sette stagioni della serie pubblicato nel 2004.
 
Nonostante in Italia siamo soltanto al terzo volume dedicato alla serie televisiva, qualcuno sicuramente dirà: ancora un libro su Buffy! Cosa gli risponderesti?
 
Io direi: “solo 3 libri su Buffy?”. C’è ancora in Italia tanta gente che non conosce la serie ed allora può sembrare ridondante parlare così tanto di un “semplice” teen drama. In realtà, come sappiamo noi fans, Buffy è molto di più. La dimostrazione più chiara è che Buffy è ad oggi la serie tv più studiata nel mondo accademico, molto più di Star Trek, Twin Peaks o Lost, per citarne una recente. 
 
Il personaggio di Buffy si è evoluto notevolmente nei 7 anni della serie; da teenager riluttante ad accettare il compito di diventare cacciatrice,  a vera guerriera disposta a tutto per salvare il mondo. C’è stato un momento in cui hai trovato Buffy poco convincente o comunque meno interessante? 
 
Sono rimasta un po’ delusa dalla settima stagione perché la presenza di così tanti personaggi ha fatto sì che gli sceneggiatori non potessero dedicare ad ognuno di loro il giusto tempo, cosa che secondo me è stata per le sei stagioni precedenti una delle caratteristiche positive della scrittura di Buffy. Ogni personaggio è sempre curato anche se appare per pochi episodi. Nella settima anche i personaggi principali sono a volte trascurati…..e questo fa sì che alcuni atteggiamenti siano poco coerenti con il personaggio come siamo abituati a conoscerlo. Mi riferisco – ad esempio – al fatto che la Scooby Gang volti le spalle a Buffy o che la cacciatrice si schieri così apertamente con Spike o, ancora, alla riabilitazione di Willow, troppo rapida e poco approfondita.
 
Com’è stato incontrare Rhonda V. Wilcox e David Lavery, fondatori dei Buffy Studies? 
 
E’ stato molto interessante e stimolante, in primis perché sono professori affermati che amano confrontarsi con un argomento così “popolare”. Partecipare alla Slayage Conference è stata una bella esperienza perché ci si ritrova nel mezzo degli Stati Uniti, immersi in un campus con gli scoiattoli che ti corrono intorno, e puoi parlare tutto il giorno di Buffy. E nessuno ti guarda male! Il potersi confrontare con altri studiosi dell’argomento aiuta senz’altro a trovare nuovi stimoli e originali punti di vista. (Nella foto qui sotto Barbara alla conferenza di Istanbul (Buffy Hereafter Conference, Istanbul, Ottobre 2007) mentre parla con David Lavery).

 

Barbara Maio alla conferenza di Istanbul (Buffy Hereafter Conference, Istanbul, Ottobre 2007) con David Lavery

Uno dei capitoli più interessanti del volume è sicuramente I files segreti di Buffy e Angel di Giuseppe Cozzolino e Flavia Fabozzi; secondo te gli avvenimenti di Sunnydale hanno influito su quelli di  Los Angeles o viceversa? Quale è il rimando più importante tra i due show?

La peculiarità di questi due show è che pur essendo profondamente legati tra loro – e da questo punto di vista il momento migliore è la visita di Buffy a Los Angeles – Angel acquista presto una sua autonomia narrativa e stilistica. Così, pur rimanendo un prodotto decisamente whedoniano, è diverso da Buffy. E non è cosa comune per uno spin-off.

Negli States le avventure di Buffy proseguono con una ottava stagione a fumetti. Li hai letti? Ti sono piaciuti?

Sto leggendo i fumetti dell’ottava stagione. Li trovo interessanti ma – forse perché non sono una appassionata di fumetti – trovo la serie tv migliore. E’ comunque meglio di niente per noi fans orfani del buffyverse! Una osservazione interessante che si può fare su questa meta-narrazione è che i fumetti divengono importanti come forma espressiva dell’autorialità di Whedon non avendo, sulla carta stampata, limiti di budget alla narrazione. E così Dawn diventa gigante….

E' uscito lo scorso novembre anche la sesta stagione di Angel, sempre a cura di Joss Whedon. Secondo te non è un errore separare anche nei fumetti i due personaggi?

Credo che l’idea di fondo sia proprio di continuare la narrazione interrotta sul piccolo schermo e, quindi, si prosegue su due strade separate. Credo però che non sia da escludere, in futuro, una reunion tra i due universi.


Nel saggio Vampires, Comics & Slayers di Giuseppe Cozzolino  e Flavia Fabozzi oltre a paragonare i personaggi di Buffy con quelli della Marvel si analizzano le pubblicazioni di Joss Whedon; quali sono le differenze principali  tra la serie televisiva e i fumetti? Whedon da libero sfogo alla sua immaginazione?

Come dicevo prima, il fumetto concede una libertà impossibile sul piccolo schermo. Il fumetto è sicuramente un buon modo per sviluppare delle storylines impossibili da realizzare in tv. Attraverso il fumetto possiamo conoscere meglio l’universo di Whedon che – da questo punto di vista – si denota come uno dei nuovi autori americani che lavorano a 360° su mezzi diversi (cinema, tv, fumetto, musica ecc.). Un altro autore che si muove su questa linea è Kevin Smith.

Buffy The Vampire Slayer. Legalizzare la CacciatriceNel capitolo Sangue, Vampiri e Cristianità di Jeffrey Bussolini si prende in considerazione l’aspetto simbolico della serie; perché in Italia molti critici, anche autorevoli, non hanno ancora capito il profondo significato e il messaggio che lancia la serie e continuano a considerarlo solo un teen drama?

Credo che il problema sia nel fatto che Whedon ha creato un prodotto che fa di tutto per sembrare un’altra cosa. Dal titolo alla prima stagione al film da cui tutto è nato, la prima impressione è quella di un prodotto per adolescenti, e non dei migliori. In realtà Buffy ha un significato profondo in ogni suo passo, è una serie che non finisce mai di mostrare spessore e ricchezza. Tanti critici televisivi si soffermano magari su serie meno ricche ma più amate dal pubblico. E’ l’esempio di una serie come House, che pur se interessante non ha paragoni con la profondità di Buffy. Eppure è osannata da più parti. E’ sicuramente una scelta più facile che difendere Buffy.

In She's a Hero. She's Not Like Us. di Christina Köver e Non si è sole sulla bocca dell’inferno di Corrado Peperoni ci si sofferma sul personaggio di Buffy, definendola capostipite di una serie di personaggi femminili in un contesto horror. Quali personaggi secondo voi si sono ispirati a Buffy?

Come mettono in evidenza questi due saggi, il personaggio di Buffy è originale come incarnazione del femminismo poiché rinuncia all’aspetto mascolino della protagonista. Buffy è forte ma non perde la sua femminilità. Questa nuova rappresentazione femminile  ha già fatto proseliti, Veronica Mars in prima fila. A seguire c’è Claire Bennet di Heroes. E ne aspetto molte altre.

L’ultimo capitolo del libro è scritto da te e si intitola Relazioni pericolose. Il rapporto Buffy-Giles; perché questo titolo ‘Relazioni pericolose’? E come cambia la serie quando nella sesta stagione Giles esce dal cast regolare?

Per prima cosa sfatiamo un mito: non sono una pervertita che vede una relazione sessuale tra Giles e Buffy (come mi è capitato di leggere nella rete). Il mio interesse intorno al personaggio di Giles ed al suo legame con Buffy risiede nel fatto che ritengo questi due personaggi (specialmente nella loro interazione) tra i più interessanti della serie. In un prodotto che si connota come un teen drama (seppur come abbiamo visto con mille complicazioni) il rapporto tra giovani e adulti è presentato in maniera molto accurata. Nei teen drama gli adulti sono spesso stereotipati e sono al semplice servizio – dal punto di vista narrativo – dei giovani. In Buffy è proprio la presenza di Giles a realizzare questo scarto in avanti che fa sì che il mondo degli adulti abbia una propria incarnazione autonoma. Il rapporto tra Buffy e Giles è “pericoloso” perché la coppia attraversa varie fasi rischiando anche di allontanarsi definitivamente ma alla fine i due finiscono la battaglia fianco a fianco. Anche se – come ho detto prima – la settima stagione non mi ha convinto anche dal punto di vista dell’evoluzione della coppia. A differenza, invece, della sesta, tanto criticata ma che invece aveva una stabilità e coerenza maggiore della successiva. L’assenza di Giles per gran parte di queste due stagioni è ben sviluppata nella sesta dove Giles mantiene il suo carattere mentre nella settima sembra un povero sventurato, inerme e debole, in balia degli eventi. Dov’è il Giles di: “I’d like to test that theory?”.

Quale è secondo te l’aspetto ancora inesplorato della serie, a cui magari vorresti dedicare il prossimo volume?

Credo che di Buffy si possa parlare (e si parlerà) per anni ma non credo che scriverò ancora solo di Buffy. Mi ritengo già fortunata ad aver potuto pubblicare due libri e diversi saggi sull’argomento. Inoltre, verranno pubblicati il prossimo anno gli atti del convegno Buffy Hereafter che si è svolto ad ottobre a Istanbul. Ora a breve uscirà un libro (in inglese) su Firefly e Serenity al quale ho partecipato e i miei più prossimi progetti sono intorno alla cult television.

Nel ringraziarti per la pazienza e disponibilità ti lasciamo con un'ultima domanda: nonostante il Buffyverse sia tutt’altro che defunto, la serie tv è terminata ormai da qualche anno. C’è qualche nuovo telefilm che secondo te può raccoglierne l’eredità?

Seguo tantissimi telefilm ma al momento nessuno ha preso il posto (sentimentalmente) di Buffy. Come accennato prima, Veronica Mars sembra essere la serie più simile a Buffy ma, come evidenzia Vito Zagarrio nell’introduzione al libro, questa serie seppur molto interessante non sembra avere lo spessore della nostra cacciatrice. Mi piace molto Heroes anche se è sempre in bilico tra il cult e la delusione (vedi il finale della prima stagione). Sono però ottimista perché la televisione di qualità è ormai una certezza (anche grazie a Whedon).

 
BIOS

Barbara Maio Barbara Maio è Ricercatrice presso il Dipartimento Comunicazione e Spettacolo dell’Università Roma Tre. E’ curatrice della collana “Fiction TV” (Aracne Editrice, Roma) nella quale ha pubblicato il volume inaugurale con la prima guida italiana completa sulla serie Buffy The Vampire Slayer (2004). Tra le altre pubblicazioni: Fiction TV. Manuale della Fiction Televisiva (Cinetecnica, Faenza, 2003), L’estetica dell’ibrido. Il cinema contemporaneo tra reale e digitale (Bulzoni, Roma 2003), “Buffy The Vampire Slayer” e “X-Files” in Cult Series. Le grandi narrazioni televisive nell’America di fine secolo a cura di Franco Monteleone (Dino Audino, Roma 2005).