Instagram

Kiefer Sutherland nei cinema italiani con Riflessi di paura

Venerdì 03 Ottobre 2008
Esce oggi 3 ottobre nelle sale italiane, distribuito dalla 20th Century Fox, RIFLESSI DI PAURA (Mirrors) di Alexandre Aja con Kiefer Sutherland, Paula Patton ed Amy Smart, la terrificante storia di un ex poliziotto tormentato che deve salvare la sua famiglia da un male indescrivibile, che sta utilizzando gli specchi come portale per introdursi nella loro casa. Imperdibile per tutti i fan del protagonista della serie 24!
 
La REGENCY ENTERPRISES presenta
Una produzione NEW REGENCY
Un film di ALEXANDRE AJA

RIFLESSI DI PAURA

Durata: 110’
Uscita: 3 OTTOBRE 2008
 
RIFLESSI DI PAURA

Dal regista de Le colline hanno gli occhi arriva MIRRORS, la terrificante storia di un ex poliziotto tormentato che deve salvare la sua famiglia da un male indescrivibile, che sta utilizzando gli specchi come portale per introdursi nella loro casa.
            Ben Carson (Kiefer Sutherland) ha visto giorni migliori. E’ passato quasi un anno da quando l’instabile agente della polizia è stato sospeso dal NYPD per aver sparato e ucciso un altro membro sotto copertura, un incidente che non soltanto gli è costato il posto, ma che lo ha spinto verso l’alcoolismo e a nutrire un rancore che ha allontanato sua moglie e i ragazzi, portandolo a trasferirsi sul divano di sua sorella al Queens.
            Desiderando con tutte le sue forze rimettere a posto la sua vita e ritrovare una sintonia con la sua famiglia, Carson accetta di lavorare come guardiano notturno alle rovine dei grandi magazzini Mayflower devastati dal fuoco. Quello che un tempo era un simbolo di prosperità e grandeur ora è scivolato nell’oscurità come una nave fantasma in rovina, distrutta da un incendio imponente che ha divorato anche numerose vite innocenti.
            Quando Carson fa un giro tra gli inquietanti resti carbonizzati dell’edificio, inizia a notare qualcosa di sinistro negli elaborati specchi che adornano le pareti della Mayflower. Infatti, riflessi nei giganteschi specchi ci sono delle immagini orribili che lo sconvolgono. Oltre a proiettare delle sconvolgenti immagini del passato, gli specchi sembrano anche manipolare la realtà. Quando Carson vede la sua immagine torturata, soffre degli effetti fisici legati alle sue visioni da ubriaco. Improvvisamente, il problematico ex poliziotto si ritrova a dover combattere i suoi demoni personali e quelli che hanno rapito la sua immagine, tormentandolo con delle convulsioni, delle sanguinose ferite spontanee e delle esperienze di apparente soffocamento.
Sua sorella Angela (Amy Smart) gli vuole bene, ma è scettica e considera questi bizzarri ‘incubi’ come una conseguenza dello stress e del senso di colpa legati alla sparatoria casuale. Invece la moglie separata di Carson, Amy (Paula Patton), un razionale patologo del NYPD, è meno comprensiva. Il comportamento sempre più strano del marito la spaventa, portando la sua famiglia ad allontanarsi, anche perché il timore è che lui metta i figli in pericolo.
            Ma c’è una minaccia decisamente più mortale che incombe, intrappolata negli specchi e nelle superfici riflettenti di cui è piena la nostra vita quotidiana. Mentre Carson indaga sulla misteriosa sparizione di una guardia di sicurezza della Mayflower e i suoi possibili legami con le spaventose visioni di cui soffre, capisce che una forza malvagia ed ultraterrena sta utilizzando i riflessi come un portale per terrorizzare lui e la sua famiglia.
            Per avere qualche speranza di salvare sua moglie e i figli da una morte orribile, Carson deve in qualche modo scoprire la verità dietro agli specchi e convincere Amy ad aiutarlo a combattere il male peggiore che lui abbia mai affrontato. 
 
RIFLESSI DI PAURA

LA PRODUZIONE

            Pieno di suspense e di un’atmosfera inquietante, MIRRORS è rafforzato da scenografie evocative che evidenziano il viaggio orribile che attende Ben Carson e la sua famiglia.
            MIRRORS è stato girato completamente a Bucarest, in Romania, con l’eccezione di alcune fondamentali scene in esterni realizzate a New York. Bucarest è stata selezionata dai realizzatori a causa del notevole edificio dell’Accademia delle Scienze, una struttura imponente commissionata dall’oppressivo leader comunista Nikolae Ceausescu e rimasta incompiuta dopo la sua morte avvenuta nel 1989.
            Lo sceneggiatore e regista Alexandre Aja ha supervisionato l’Accademia come ambientazione per l’inquietante incendio che distrugge i grandi magazzini Mayflower. “Quest’edificio è fantastico e non potrebbe essere ricreato in un teatro di posa”, rivela Aja, che aveva già visitato la location diversi anni fa mentre svolgeva delle ricerche per un’altra pellicola. “L’atmosfera qui è decisamente piena di paura e di tensione, tanto che noi pensavamo di poter cogliere qualcosa di assolutamente unico”.
            “Ceausescu ha spaventato e traumatizzato più persone di quante probabilmente faremo noi con questo film”, nota la produttrice Alexandra Milchan. “Si può avvertire la tensione presente in questo edificio, che ne conserva ancora i segni”.
            Mentre il luogo lentamente prestava le sue grandi dimensioni e la sua storia inquietante alla creazione del set della Mayflower, lo scenografo Joseph Nemec III (Le colline hanno gli occhi, Terminator 2 - il giorno del giudizio) e il suo reparto hanno affrontato sfide importanti per trasformare i quasi 2.000 metri quadri di questa spoglia architettura istituzionale nell’opulenza in rovina di un ex grande magazzino rinomato.
            Dalla grande scalinata ai cartelli, ogni aspetto del piano terra è stato ideato, scolpito, fabbricato e arredato in sole dodici settimane al sesto piano dell’Accademia abbandonata, che peraltro è priva di ascensori.
            Questo processo ha portato a bruciare ogni centimetro del grande magazzino, come se un vero incendio l’avesse divorato. Due squadre armate di torce hanno bruciato tutto, dalle pareti ai pavimenti, dai mobili agli arredi fino ad arrivare anche alla ‘mercanzia’, tra cui vestiti, orologi, gioielli, oggetti per la casa e cosmetici.
            Un’attenzione particolare è stata rivolta alla posizione e alla decomposizione dei manichini, sfruttati per evocare la passata vitalità ed importanza della Mayflower, così come per rappresentare la malvagità che si nasconde al suo interno. “I manichini forniscono la sensazione che sia rimasta una vita in questo posto distrutto dal fuoco”, spiega Nemec. “Li abbiamo vestiti e messi in posizioni comuni, per poi cercare di bruciarli e affliggerli in un modo che sottolineasse la tragedia delle vite che sono rimaste intrappolate negli specchi. Uno l’abbiamo chiamato David, perché aveva una posa regale nonostante tutti i tessuti attorno a lui fossero bruciati. Un altro si chiamava Freckles (‘lentiggini’), perché noi abbiamo bruciato il suo rivestimento fino a quando non ha formato delle bolle, che simboleggiano le emozioni che stanno traboccando dall’interno”.
             All’incendio strategico del set ha fatto seguito lo spegnimento ad opera della ‘squadra dell’acqua’. I pittori hanno poi aggiunto strati d’acqua che ‘macchiavano’ per ottenere l’aspetto autentico di una struttura bruciata, rimasta a marcire sotto la pioggia ed abbandonata per cinque anni. Inoltre, è stato bruciato del legno che ha poi coperto il set, creando uno spesso strato di fuliggine. I risultati erano inquietantemente realistici, sia a livello visivo che nell’atmosfera. 
            “C’è una società a New York che fornisce gli odori, tutto dai calzini sporchi alle rose fresche”, rivela Nemec, che normalmente arricchisce i suoi set con degli aromi appropriati. “Ma in questo caso, non ho dovuto contattarli perché abbiamo creato da soli l’odore di un edificio bruciato!”.
            L’odore umido e pesante, così come la notevole autenticità del set marcio di Nemec, ha fornito un’intensità unica alla produzione, almeno secondo l’opinione di Aja. “Girare per settimane tra i vetri rotti e la polvere, con l’odore del fumo e del fuoco presente nell’aria, ha creato un’atmosfera per gli attori e la troupe che ha permesso a tutti di capire quanto sarebbe spaventoso trovarsi da soli in questo luogo, con soltanto una torcia a guidarti nell’oscurità”.
            “Come attore, quando arrivi su un set che è reale e gestibile come questo, hai un’incredibile dose di libertà”, sostiene Kiefer Sutherland, che è abituato a lavorare in ambienti più ridotti per la sua fortunata serie 24. “Il set si espande a 360 gradi, così se volevo fare un giro completo o spostarmi in una certa direzione, potevo farlo. Non dovevo preoccuparmi che mancasse un muro. E’ fantastico”.
            La vastità del set e l’oscurità tenebrosa che offre presentavano la sfida maggiore della carriera per il direttore della fotografia Maxime Alexandre (Le colline hanno gli occhi). “E’ decisamente la maggiore location che abbia mai illuminato ed è piena di pareti nere”, rivela il responsabile, facendo notare che le uniche fonti di luce naturale realistica nell’ambiente sono le ampie finestre all’ingresso dei grandi magazzini e i buchi nei pannelli rotti della cupola causati dagli agenti atmosferici e del passaggio del tempo. Abbiamo utilizzato delle luci alte e forti per dividere le forme e gli oggetti tra loro e per creare una certa profondità di campo e distanza tra gli attori, gli specchi e le loro immagini riflesse”.
            Gli specchi grandi dieci metri che adornano le pareti della Mayflower sono stati sistemati per enfatizzare l’ampiezza dello spazio e riflettere l’orrore, la perdita e la desolazione che pervade questo luogo. Ma da un punto di vista pratico, girare un film che è incentrato sugli specchi rappresenta l’incubo di ogni realizzatore.
            “Quando sei un direttore della fotografia e ricevi una sceneggiatura intitolata MIRRORS, è come trovarsi di fronte ad un impressionante tabù”, rivela Alexandre. “Ogni inquadratura è una scommessa quando metti la cinepresa di fronte ad uno specchio. Sei sempre al limite, perché rischi di vederti riflesso”.
            La regola era particolarmente vera per questa produzione, perché Aja ed Alexandre non si sono limitati agli specchi e hanno preparato molte inquadrature che catturavano dei riflessi su una gamma di superfici comuni (finestre, schermi televisivi, pareti di acciaio, cornici, pavimenti ed acqua), ognuna più complicata da girare di quella seguente.   
            “Sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stato molto difficile”, riconosce Aja, “ma penso che siamo riusciti ad utilizzare gli specchi e le superfici riflettenti come nessun altro aveva fatto prima d’ora”.
            “Osservare Alex che coglieva dei riflessi da ogni cosa è stato affascinante”, ricorda Sutherland. “Ha un’immaginazione incredibile. Ogni giorno al lavoro ho visto qualcosa di nuovo. La storia si presentava in maniera decisamente originale”.
            Per semplificare le riprese delle scene che comprendevano l’inondazione della residenza dei Carson e cogliere dei riflessi sulla superficie dell’acqua, la squadra di Nemec ha costruito un set per questa casa modesta in una cisterna, utilizzando delle pareti in fibra di vetro e un pavimento sigillato che poteva essere riempito e prosciugato a seconda delle necessità. Nemec ha anche scelto dei colori scuri per i pavimenti in modo da aumentare i riflessi. Delle sezioni rimovibili del pavimento sono state installate per una sequenza in cui il giovane Michael Carson viene catturato attraverso la sua immagine riflessa e scompare in un sottile strato d’acqua sul pavimento.
            Per quanto fosse complesso realizzare un set funzionale come la casa dei Carson nell’acqua, Nemec ha trovato ugualmente difficile farla sembrare una tipica residenza del New Jersey. “Trovare dei mobili e degli oggetti domestici a Bucarest, in Romania, che potevano sembrare un arredamento tipicamente americano è stata una sfida”, rivela lo scenografo.
            Sutherland è rimasto impressionato dal soggiorno nella capitale di questo stato. “La Romania può sembrare una nazione giovane dal nostro punto di vista, ma stiamo parlando di una delle società più istruite al mondo, con un tasso di alfabetismo del 97%”, nota l’attore. “Ci sono dei bambini di cinque anni in grado di massacrarmi a scacchi. Qui ci sono degli scrittori e dei realizzatori incredibili. La Romania ha vinto l’anno scorso la Palma d’oro a Cannes ed è entrata nell’Unione europea, tuttavia sta ancora cercando di trovare una nuova identità. Sta vivendo una transizione imponente, sia a livello politico che economico. E’ veramente un periodo eccitante per questa nazione. Tutto questo ha influenzato la realizzazione del film? Assolutamente sì”.
            Come avvenuto per i loro sforzi di catturare i riflessi in maniera nuova ed eccitante, i realizzatori hanno lottato per creare il maggior numero possibile di effetti visivi e speciali attraverso materiale concreto, piuttosto che affidarsi completamente al digitale in postproduzione.
            Uno degli effetti visivi più sconvolgenti del film, quando il riflesso della sorella di Ben, Angela, la spinge a strapparsi la mascella dal viso, è stato ottenuto attraverso un’elaborata protesi makeup creato da Mike McCarty e Jaremy Aiello della K&B Effects (Le colline hanno gli occhi, 24). 
            “Per settimane, ci siamo scervellati per capire come mostrare che questo personaggio non ha più una mascella”, ammette McCarty. “Come riferimento, ho trovato una foto della guerra civile che ritraeva un soldato colpito alla bocca da una cannonata, ma sembrava assolutamente falsa. Abbiamo anche guardato dei giornali che non censurano le foto più forti, ma le cose reali danno l’impressione di essere fasulle”.
            “Se lo avessimo realizzato come appare nella realtà”, aggiunge Aiello, “le persone avrebbero pensato che aveva un aspetto stupido!”.
            Realizzare la terribile distruzione della ‘stanza degli specchi’ segreta comportava distruggere un intricato insieme di specchi di tre metri per due con degli esplosivi controllati e coreografando l’implosione di un tunnel attorno a Ben Carson, mentre lui sfugge alla furia di Anna, un potente demone liberato dall’esplosione.
            La sicurezza era una preoccupazione assoluta, perché Sutherland insisteva nell’eseguire personalmente molti dei suoi stunt, compresa la battaglia di Carson con Anna e la sua complessa fuga tra il fuoco, le acque agitate, le molteplici esplosioni e i detriti che si infrangevano intorno a lui. “La precisione era fondamentale”, rivela il supervisore agli effetti speciali Jason Troughton. “Kiefer voleva trovarsi lì con le fiamme che lo sfioravano. E’ stato perfetto nei tempi dalle prove e in ogni ciak e lo stesso si può dire della mia squadra”.
            “Kiefer è un attore instancabile”, sostiene Paula Patton, che recita insieme a Sutherland nei panni della moglie separata di Ben Carson. “Lui crede completamente in quello che fa. Quando lavori con un collega che è così impegnato, questo rende il tuo compito molto più facile e soddisfacente”.
            “Kiefer è fantastico”, sostiene Aja. “Ha un grande talento ed esperienza. I cambiamenti sottili che apportava ad ogni ciak rendevano l’evoluzione del suo personaggio anche più naturale ed affascinante. Lavorare con Kiefer è stata la migliore esperienza che io abbia mai avuto con un attore”.
            Il fatto che tanti elaborati effetti visivi e speciali del film siano stati ottenuti con un minimo apporto del digitale dimostra la creatività e le capacità di Aja e della squadra produttiva di MIRRORS. “Alex è un genio a livello stilistico e ha un senso magnifico della suspense”, sostiene Sutherland. “Mentre molta gente segue la strada più facile, lui sceglie sempre i sentieri più impervi. Noi abbiamo le stesse idee in termini di narrazione e io ho la massima fiducia in lui. E’ stata una delle migliori collaborazioni della mia carriera e sono veramente eccitato di aver vissuto questa esperienza”.

 RIFLESSI DI PAURA
 
IL CAST & I REALIZZATORI
 
KIEFER SUTHERLAND (Ben Carson/Produttore esecutivo) si è aggiudicato un Emmy, un Golden Globe e un SAG Award per la sua impressionante interpretazione dell’agente Jack Bauer nel fortunato dramma di FOX TV 24. Inoltre, ha anche ricevuto un Emmy per la miglior serie drammatica come coproduttore esecutivo del telefilm. 
Nella sua prolifica carriera cinematografica, Sutherland è recentemente apparso assieme a Michael Douglas e Kim Basinger in The Sentinel nel 2006, mentre, due anni prima, ha recitato con Angelina Jolie ed Ethan Hawke nel thriller Identità violate (Taking Lives). Lo stesso anno, è stato il narratore di NASCAR – The IMAX Experience.
Nella sua filmografia, figurano titoli come Phone booth - In linea con l'assassino (Phone Booth), To End All Wars, Dark City, Viaggio senza ritorno (Truth or Consequences, N.M., da lui anche diretto), La prossima vittima (Eye for an Eye), Il momento di uccidere (A Time to Kill), I tre moschettieri (The Three Musketeers), Codice d’onore (A Few Good Men), The vanishing - Scomparsa (The Vanishing), Ragazzi perduti (The Lost Boys), Young guns - giovani pistole (Young Guns), Young guns II - la leggenda di Billy the Kid (Young Guns 2), A distanza ravvicinata (At Close Range), Le mille luci di New York (Bright Lights, Big City), Terra promessa (Promised Land), Flashback, Chicago Joe (Chicago Joe and the Showgirl), Linea mortale (Flatliners), 1969: i giorni della rabbia (1969) e Stand by me - ricordo di un'estate (Stand By Me).
In televisione, è stato impegnato negli acclamati prodotti via cavo Cuore di soldato (A Soldier’s Sweetheart) e Last light - Storia di un condannato a morte (Last Light), il suo esordio alla regia. Last Light ha ottenuto ottime recensioni, in particolare per il lavoro di Sutherland dietro alla macchina da presa. Inoltre, ha anche partecipato al film per il piccolo schermo Il ragazzo della baia (Bay Boy, che gli è valso una candidatura ai Genie Award come miglior attore), The Mission, che faceva parte della serie Storie incredibili (Amazing Stories) e Trappola silenziosa (Trapped in Silence).
 
Il talento in ascesa PAULA PATTON (Amy Carson) ha lavorato con Will Smith in Hitch - Lui sì che capisce le donne (Hitch), Jason Statham in London e Andre Benjamin degli Outkast in Idlewild. Recentemente, ha affiancato Denzel Washington nel noir sui viaggi nel tempo di Tony Scott Déjà vu - Corsa contro il tempo (Déjà Vu).
Cresciuta a Los Angeles all’ombra degli studi della 20th Century Fox, la Patton ha frequentato la Hamilton School for the Performing Arts e si è laureata con lode alla prestigiosa USC Film School. E’ anche apparsa, come una promettente giovane realizzatrice, nel documentario della PBS The Ride ed è stata produttrice per la serie del Discovery Channel Medical Diaries.
Tra poco, la vedremo in Swing Vote assieme a Kevin Costner.
 
La versatile AMY SMART (Angela Carson) ha recentemente lavorato con Patrick Wilson nel dramma coniugale Life in Flight. La Smart è anche apparsa nella pellicola indipendente Peaceful Warrior al fianco di Nick Nolte e in Crank assieme a Jason Statham.
Tra gli altri titoli della sua filmografia, ricordiamo Just Friends, The Butterfly Effect, Blind Horizon - Attacco al potere (Blind Horizon), Starsky & Hutch, Project Greenlight’s Battle of Shaker Heights, Rat Race, Roadtrip, Scotland, PA, Outside Providence, Varsity Blues, Starf*cker, Starship Troopers - Fanteria dello spazio (Starship Troopers) e L’ultima volta che mi sono suicidato (The Last Time I Committed Suicide).
La Smart ha vinto l’MTV Movie Award™ per il miglior bacio grazie a Starsky & Hutch) ed è stata candidata ai Teen Choice Award per la miglior sintonia di coppia per la pellicola Road Trip. Un’impegnata ambientalista, ha collaborato con le organizzazioni Heal the Bay e la Environmental Media Association. 
 
ALEXANDRE AJA (Regista/sceneggiatore) si sta rapidamente affermando come uno dei maggiori e più innovativi realizzatori della sua generazione per quanto riguarda il genere horror. 
Figlio del regista francese Alexandre Arcady e della critica cinematografica Marie-Jo Jouan, Aja ha incominciato la sua carriera come sceneggiatore/regista di thriller coraggiosi ed inquietanti, tra cui Over the Rainbow, Furia e il fortunato slasher movie Alta tensione (Haute Tension). 
Il suo esordio negli Stati Uniti, avvenuto con l’elegante remake della pellicola del 1977 Le colline hanno gli occhi (The Hills Have Eyes) di Wes Craven su un gruppo di cannibali sadici che sconvolge una famiglia in vacanza, ha rafforzato la posizione di Aja, ormai diventato una nuova figura importante del genere horror.
            Attualmente, Aja sta scrivendo (assieme al suo collaboratore Gregory Levasseur) Piranha 3-D, una nuova versione tridimensionale del sanguinoso classico di Joe Dante del 1978, che lo vedrà impegnato anche come regista.