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Dalle sit-com ai Puffi: ritratto di Neil Patrick Harris

Mercoledì 07 Settembre 2011
Il 16 settembre arriverà nei cinema italiani I Puffi, il film d’animazione in 3D già campione d’incassi negli Stati Uniti, dove si è rivelato una delle sorprese della stagione estiva. In questa sorprendente avventura cinematografica, i Puffi si ritrovano catapultati dal loro ameno villaggio di Puffolandia alla caotica metropoli newyorkese, e saranno costretti ancora una volta a sfuggire alle grinfie del perfido Gargamella, ricorrendo all’aiuto di Patrick Winslow, l’addetto al marketing di un’importante azienda di make-up. Quando i Puffi si rifugiano a casa sua, Patrick si occuperà di nasconderli e proteggerli, e al tempo stesso avrà l’occasione di imparare dai suoi piccoli amici azzurri alcune importanti lezioni di vita, oltre a scoprire i vantaggi di credere nella magia della luna blu…

Il ruolo di Winslow è interpretato nel film da Neil Patrick Harris, una delle personalità più popolari degli ultimi anni presso il pubblico americano, eletto nel 2010 fra i cento individui più influenti secondo un sondaggio della rivista Time. Nato ad Albuquerque, in New Mexico, nel 1973, Harris dimostra fin da bambino una grande predisposizione per la recitazione e lo spettacolo, e infatti ha appena quattordici anni quando debutta al cinema con il film Il grande cuore di Clara, di cui è l’interprete principale al fianco di Whoopi Goldberg e che gli vale una candidatura al Golden Globe. Catapultato improvvisamente nel mondo di Hollywood, il piccolo Neil ottiene numerosi ruoli in film come L’amico venuto dallo spazio (1988) e nel 1989 viene scelto come protagonista per la sit-com Doogie Howser, nei panni di un geniale medico di appena sedici anni; la serie va in onda per quattro stagioni, fino al 1993, e gli fa ottenere un’altra nomination ai Golden Globe.

Smessi i panni del dottore più giovane della Tv, Neil Patrick Harris continua a dedicarsi alla televisione e al doppiaggio, fino a quando, nel 1999, non viene ingaggiato accanto a Tony Shalhoub come co-protagonista di un’altra sit-com, Stark raving mad. La vera consacrazione arriva però nel 2005, grazie al ruolo che ha segnato in maniera indelebile la carriera dell’attore: quello di Barney Stinson, dandy egocentrico ed incallito donnaiolo, nella popolarissima serie televisiva How I met your mother – E alla fine arriva mamma!, incentrato sulle disavventure sentimentali di un gruppo di amici di New York. La sit-com è in onda già da sei stagioni, e il personaggio di Barney è quello che ha conquistato maggiori consensi presso il pubblico, tanto da far conquistare a Neil Patrick Harris due nomination ai Golden Globe.

Nel frattempo, negli ultimi anni l’attore ha riscosso ampi consensi anche a teatro, dimostrando in particolare il suo talento come star dei musical e recitando a Broadway in spettacoli come Cabaret ed Assassins. L’anno scorso Harris si è aggiudicato ben due Emmy Award, uno dei quali per la sua partecipazione in qualità di guest-star al fenomeno televisivo Glee, in cui ha dato prova delle sue doti canore. Dopo I Puffi, i suoi prossimi progetti sono il film I Muppet, in uscita fra pochi mesi, e il debutto dietro la macchina da presa con il suo primo lungometraggio da regista.

I Puffi in 3D


Columbia Pictures e Sony Pictures Animation
Presentano
Una produzione Kerner Entertainment Company

I PUFFI
IN 3D
(The Smurfs)

NEIL PATRICK HARRIS
JAYMA MAYS
SOFIA VERGARA
e
HANK AZARIA

I Puffi in 3D

Musiche: Heitor Pereira
Montaggio: Sabrina Plisco
Scenografie: Phil Méheux
Costumi: Rita Ryack
Direttore della fotografia: Phil Méheux
Effetti speciali visivi: Sony Pictures Imageworks Inc.
Supervisore agli efetti visivi: Richard R. Hoover
Produttori esecutivi: Ezra Swerdlow, Ben Haber e Paul Neesan
Sceneggiatura: J. David Stem & David N. Weiss e Jay Scherick & David Ronn
Soggetto di: J. David Stem & David N. Weiss
Basato sui personaggi e sul lavoro di Peyo
Regia: Raja Gosnell

Distribuzione
WARNER BROS. PICTURES ITALIA

Durata: 90 minuti
Uscita italiana: 16 settembre 2011

CARTELLO DOPPIATORI – I PUFFI


Dialoghi Italiani e Direzione del Doppiaggio
Marco Guadagno

Voci
GRANDE PUFFO – Gianni Musy
GARGAMELLA – Paolo Buglioni
QUATTROCCHI – Marco Guadagno
PUFFETTA – Fiamma Izzo D’Amico
CORAGGIOSO – Simone Mori
TONTOLONE – Fabrizio Mazzotta
BRONTOLONE – Riccardo Rossi
PATRICK – Roberto Gammino
GRACE – Ilaria Latini

Direzione Musicale
ERMAVILO

Fonico di Mix
Alessandro Checcacci

Fonico di Doppiaggio
Fabio Benedetti

Assistente al Doppiaggio
Elena Federico

Doppiaggio eseguito presso
CDC SEFIT GROUP


SINOSSI

I Puffi arrivano sul grande schermo nella commedia per famiglie prodotta da Columbia Pictures e Sony Pictures Animation con la nuova tecnologia ibrida live-action. Lo stregone cattivo Gargamella insegue i Puffi fuori del villaggio in cui abitano e loro, attraverso un portale magico, cadono nel nostro mondo, nel bel mezzo di Central Park, a New York. Alti solo tre mele o poco più, si ritrovano proprio nella Grande Mela e devono sbrigarsi a tornare a casa prima che Gargamella li rintracci.

Columbia Pictures and Sony Pictures Animation presentano una produzione Kerner Entertainment Company, I Puffi. Il film è interpretato da Neil Patrick Harris, Jayma Mays, Sofia Vergara e Hank Azaria nel ruolo di Gargamella, diretto da Raja Gosnell e prodotto da Jordan Kerner. La sceneggiatura è di J. David Stem & David N. Weiss e Jay Scherick & David Ronn, da un soggetto di J. David Stem & David N. Weiss, basato sui personaggi e il lavoro di Peyo. I produttori esecutivi sono Ezra Swerdlow, Ben Haber e Paul Neesan, il direttore della fotografia è Phil Méheux, BSC, lo scenografo Bill Boes, al montaggio Sabrina Plisco, A.C.E. Gli effetti speciali visivi sono a cura di Sony Pictures Imageworks Inc., il supervisore degli effetti visivi è Richard R. Hoover, i costumi sono di Rita Ryack, le musiche di Heitor Pereira.

IL FILM

Nel 1958, un disegnatore belga, Pierre “Peyo” Culliford, creò i Puffi per un fumetto. Gli “Schtroumpfs”, come erano chiamati, divennero immediatamente popolarissimi – all’editore arrivò una valanga di lettere che chiedevano altre storie con questi personaggi – e nei cinquant’anni seguenti sono diventati un vero e proprio fenomeno intergenerazionale, come protagonisti di fumetti, serie televisive, film, videogames, shows e figurine (ne sono state vendute oltre 300 milioni). L’interesse per i personaggi è aumentato sempre più, visto che i bambini cresciuti con loro – in particolare con i cartoni del sabato mattina – sono a loro volta diventati genitori e li hanno fatti conoscere ai loro figli.
Secondo il produttore Jordan Kerner, è facile capire perché i Puffi hanno divertito la gente di tutto il mondo per generazioni: non solo sono adorabili, ma rappresentano la natura umana nel suo aspetto migliore. “I Puffi sono una sorta di nazione”, dice Kerner. “Danno grande importanza alla famiglia e mettono l’accento sulla cooperazione. Ma la cosa più importante è che vedono sempre prima il lato positivo della gente. I Puffi si vogliono bene e si preoccupano l’uno dell’altro”.
Ora i Puffi compiono il loro primo viaggio fuori dal villaggio e arrivano sul grande schermo con I Puffi, di Columbia Pictures e Sony Pictures Animation. “In questo film i Puffi sono fuori del loro ambiente”, dice il regista Raja Gosnell. “Ma noi abbiamo preso le loro regole di vita e le abbiamo messe sullo sfondo della New York di oggi”.
La storia del progetto di Kerner di portare i Puffi sul grande schermo risale a un incontro a pranzo nel 1980 con il leggendario dirigente della NBC Brandon Tartikoff. Tartikoff suggerì a Kerner di leggere i fumetti dei Puffi, perché stava pensando di svilupparli per la televisione. Kerner ne fu subito affascinato e ovviamente Tartikoff portò i Puffi in tv il sabato mattina, con la serie di Hanna-Barbera durata oltre otto anni, con 256 episodi. Nel 1997, Kerner inviò la prima di una serie di lettere a Lafig, il licenziatario del marchio dei Puffi, esponendo il suo interesse per la realizzazione di un film. E nel 2002, dopo il successo dell’adattamento di Kerner del classico di E.B. White, Charlotte’s Web, gli eredi di Peyo sentirono che i Puffi con lui sarebbero stati in buone mani.

Véronique Culliford, la figlia di Peyo, spiega come suo padre sia riuscito a dare alla sua creazione un fascino universale. “I Puffi sono tutti molto simili, ma ogni puffo è unico”, dice. “Tutti possono riconoscersi in uno dei puffi, c’è un puffo per ogni personalità. Sono molto buoni, molto socievoli, possiedono tutte le qualità che la gente vorrebbe avere”.
Come dice Culliford, alcune cose cambiano nella vita, ma i Puffi sono un punto di riferimento costante. “Le storie sono rimaste popolari per generazioni, perché la gente rimane la stessa. Noi restiamo gli stessi e i Puffi rispecchiano le nostre vite. Possiamo adattarci al tempo che passa, alle nuove tecnologie, ma restiamo sempre noi”.
Culliford e la sua famiglia volevano da tempo che si realizzasse un film sui Puffi e quando è stato chiaro che Kerner condivideva la loro visione e il loro entusiasmo, “E’ stata una magia”, dice Culliford. “Jordan è stata la prima persona che abbiamo incontrato che voleva fare lo stesso film sui Puffi che volevamo fare noi”.
La realizzazione di un sogno per Culliford, che è cresciuta con la creazione del padre. “I Puffi sono nati nel 1958, come me”, dice, “quindi sono stati presenti nella mia vita fin dall’inizio, ho sempre vissuto con loro. Mio padre lavorava a casa e quando tornavo da scuola c’erano Puffi ovunque e parlavamo la loro lingua, per me è normale avere Puffi intorno”.
Kerner era sicuro che questo film sarebbe stato perfetto per il ritorno dei Puffi, con una storia girata interamente a New York City, in luoghi famosi come Central Park, il Belvedere Castle, il FAO Schwarz, la Russian Tea Room, il Rockefeller Center e il Brooklyn’s Prospect Park.
Kerner aggiunge che l’esperienza e il tocco delicato del regista Raja Gosnell – per non parlare della sua competenza nell’ibrido live-action e animazione in film come Scooby-Doo e Beverly Hills Chihuahua – lo rendono il regista ideale. “Devo dire che Raja è una delle persone più intelligenti, più intuitive, più piacevoli con cui lavorare”, dice. “E’ stato magico, tutti noi volevamo fare un film di cui essere orgogliosi e collaborare a realizzare la visione che lui aveva dei personaggi”.
La famiglia voleva rimanere assolutamente fedele ai Puffi - come Kerner. “La cosa più importante”, aggiunge Culliford, “era che i Puffi restassero i Puffi, anche se lasciano il loro villaggio per la prima volta, e questo è emozionante”.

Ci sono molte domande sulla mitologia dei Puffi che devono avere una risposta e Kerner pensa che l’avranno nella cornice di una serie. Chi sono i Puffi, realmente, e da dove vengono? Perché Gargamella è così acido? Perché ha creato Puffetta?
Un’altra vecchia tradizione è presentare nuovi Puffi e i realizzatori per questo film ne hanno immaginati tre – Panicky, Crazy e Coraggioso, quest’ultimo con un ruolo da protagonista.


I PUFFI

Con circa 100 Puffi che vivono nel villaggio, può essere difficile farli vivere tutti felici, bisogna avere pazienza, intelligenza, maturità…e forse una barba. E il saggio capo dei puffi, GRANDE PUFFO, incarna tutte queste qualità e sa come trattare i suoi Puffi. Spesso troviamo Grande Puffo nella sua casa-fungo, con i suoi libri di incantesimi, o a preparare pozioni per proteggere i Puffi dal cattivo stregone Gargamella. Quando però vede avvicinarsi un imminente disastro, affronta la sfida più impegnativa: combattere contro Gargamella e portare i Puffi in salvo attraverso New York City!
E’ il leggendario comico Jonathan Winters a prestare la sua voce a Grande Puffo.  “Grande Puffo è vecchio e saggio, e anche se non ha tutte le risposte, certamente ne ha molte”, dice Winters. “E’ il capo, ma fa lavoro di squadra, con lui nessuno viene lasciato indietro”. Winters ha prestato la sua voce anche al Grande Puffo della serie di Hanna-Barbera.

C’è qualcosa di speciale in PUFFETTA. Sarà la sua bellezza, la sua voce dolce, la sua personalità affascinante o il fatto che è l’UNICA ragazza tra 100 maschi, comunque lei manda fuori di testa tutti i Puffi. Creata in origine da Gargamella per intrappolare gli altri puffi, è stata poi salvata dalla magia di Grande Puffo e trasformata in una vera Puffa. Con un atteggiamento intelligente e di buonsenso, dimostrerà quanto può far male il suo piccolo pugno quando si troverà faccia a faccia con il suo creatore.
I realizzatori avevano già scelto per questo ruolo Katy Perry, ancora prima che dicesse una sola battuta. “Avevano fatto un blind test, con alcune voci di precedenti incontri e le avevano accoppiate al personaggio”, spiega Katy. “Gli è piaciuta la mia voce senza sapere neppure a chi appartenesse e quando hanno scoperto che era la mia hanno pensato che avrebbe funzionato, la mia personalità era un valore aggiunto!”.
Katy ha scoperto una certa affinità con il suo personaggio. “Mi hanno chiesto di aggiungere una mia sfumatura – quindi ho potuto essere impertinente e sveglia, un po’ maliziosa e buffa”, dice. “E’ stato davvero interessante poter contribuire alla creazione del personaggio, e anche divertente – perché sostanzialmente è la mia voce, ma come se avessi bevuto troppe tazze di caffè”.
Katy dice che passare da cantante famosa in tutto il mondo a attrice che presta la sua voce a un personaggio è stata una transizione molto naturale. “Uso la mia voce tutti i giorni”, spiega, “e a volte mi sento un cartone animato, anche per come mi presento, quindi è stata una progressione naturale”.

TONTOLONE invece è proprio sfortunato, le sventure lo seguono inesorabilmente, ovunque vada. Con due piedi sinistri e grosse orecchie, la strada di Tontolone è lastricata di buone intenzioni e di tanti guai – e questa volta la strada che segue porta i Puffi in un posto nuovo e strano, New York City. Ma c’è un eroe in lui e quando gli altri hanno bisogno del suo aiuto, Tontolone dimostrerà che si può essere più di un nome.
La performance di Anton Yelchin per Tontolone è un po’ diversa da quella che la vecchia guardia dei fan dei Puffi ricorda. “Conoscevo bene il Tontolone della serie televisiva”, dice l’attore, “e sono andato a riguardarmela, poi Raja, Jordan e io ne abbiamo parlato. Alla fine abbiamo deciso di fare Tontolone più semplice, più dolce. La sua voce è più acuta del normale – è piena di gioia, di ottimismo, di entusiasmo per la vita. Tontolone non vuole fare del male a nessuno – è solo tonto, e in realtà è anche stufo di esserlo”.
“Tontolone è il cuore e l’anima del film”, dice Gosnell. “Il suo percorso è il più coinvolgente. E’ una specie di fratello minore bistrattato – e in un certo senso l’origine di tutti i problemi – che cerca il suo posto nella grande famiglia dei puffi. Anton ha una voce incredibilmente giovane, che esprime tante emozioni, perfetta per il nostro piccolo Tontolone”.

Se ogni villaggio ha il suo idiota, ha anche il suo QUATTROCCHI. Superentusiasta e un po’ saputello, è il tipo “so tutto io”, ma che in realtà non sa niente. Quattrocchi si è autonominato braccio destro di Grande Puffo e, anche se annoia parecchio con le sue conoscenze enciclopediche, è il puffo che vorresti accanto a lanciare un incantesimo quando non c’è Grande Puffo.
Fred Armisen, famoso per i personaggi che interpreta al “Saturday Night Live”, tra cui il Presidente Obama, dice che Gosnell e Kerner sono i collaboratori ideali. “Avevano in mente una visione molto netta del personaggio”, dice Armisen. “E’ sempre una buona cosa lavorare con persone che si preoccupano molto di ciò che stanno facendo”.    
Partecipare al “Saturday Night Live” sicuramente ha messo Armisen a contatto con tante celebrità. Allora, chi l’ha colpita di più? “Jonathan Winters”, risponde il comico.  “Ero eccitato e preoccupato all’idea di incontrarlo. L’ho sempre visto in TV – è davvero forte”.

Facile da riconoscere con il suo kilt, i caratteristici basettoni e l’accento scozzese, è CORAGGIOSO, il puffo pronto a correre qualsiasi rischio, a buttarsi a capofitto in qualsiasi avventura per i suoi amici.  
“Sono molto orgoglioso di essere un puffo scozzese”, dice lo scozzese Alan Cumming. “E’ stata una grossa e divertente responsabilità – perché dovevo incarnare tutte le qualità puffe della mia nazione”.
Cumming ha aggiunto qualche parola di slang scozzese al suo ruolo: “Un termine che ho iniziato a usare è stato ‘numpty’ – che vuol dire ‘idiota’, ad esempio ‘tu, stupido idiota, oppure tu, grosso idiota’. Ho deciso autonomamente di reintrodurre il termine numpty – non solo per la lingua inglese, ma per il mondo”.
Coraggioso è stato creato per il film I Puffi. “E’ il nostro eroe”, dice Gosnell. “E’ sempre ottimista, audace, rude e pronto ad affrontare ogni situazione”.
Cumming è famoso per aver interpretato film per adulti, ma questa volta ha un ruolo che va bene per tutta la famiglia. “E’ un ruolo divertente, leggero”, dice Cumming. “I miei nipoti sono grandi ormai, ma lo apprezzeranno, come quando ho interpretato Spy Kids.”
Cumming dice che prestare la propria voce è un’occasione fantastica per un attore. “E’ molto importante, perché la tua voce è l’unico elemento umano del personaggio. Quando inizi, non c’è film, non c’è animazione, solo la tua voce. Mi è piaciuto molto”, dice. “Mentre crei il personaggio, metti alla prova diverse opzioni. Con Coraggioso il processo è stato abbastanza veloce – è scozzese, ma gli ho dato una voce più brusca di quella che uso normalmente”.
Anche se hanno registrato i loro ruoli separatamente, aver dato la voce a un Puffo è diventata una specie di medaglia d’onore per gli attori. “Ho incontrato Katy Perry a un party, ed è stato divertente dirle, ‘Oh, tu sei Puffetta’ e lei, ‘Oh, tu sei Coraggioso’”, dice Cumming.

Prima che pensiate che il mondo dei Puffi sia felicità, sole, arcobaleno, dovete incontrare BRONTOLONE. Si sveglia con la luna storta tutti i giorni. Odia la luce del sole, odia l’arcobaleno, la felicità lo rende infelice. Comunque, dietro tutti quei brontolii c’è un cuore d’oro… anche se lui probabilmente odia l’oro.
“I puffi sono famosi in tutto il mondo – sono los Pitufos in spagnolo – quindi li ho visti in due lingue”, dice George Lopez.
Lopez ha detto di aver semplicemente accentuato un po’ il suo malumore naturale per interpretare il ruolo. “Non ho preso il caffè, ho scelto il momento più congestionato per andare a studio, mi sono premurato di avere l’alito cattivo. E poi ho una figlia di 15 anni e questo solo mi pare che basti per brontolare. Quando ho visto Brontolone per la prima volta, aveva le braccia conserte, le sopracciglia aggrottate, abbastanza simile a come appaio io normalmente”.
Lopez ha prestato la sua voce a parecchi film d’animazione e per I Puffi, è tornato a lavorare con il regista Raja Gosnell, dopo Beverly Hills Chihuahua. “Il lavoro con la voce è molto impegnativo”, dice Lopez, “perché il ruolo non è dato solo dalle parole che gli scrittori ti hanno affidato, ma dal modo in cui le interpreti, come parli con qualcuno. Non stai solo leggendo una sceneggiatura – ti stai connettendo con il pubblico”.


CONOSCI IL TUO NEMICO: GARGAMELLA

Se la bruttezza avesse un nome, si chiamerebbe GARGAMELLA, e se l’ossessione avesse un volto, sarebbe quello di Gargamella. Questo stregone cattivo è letteralmente consumato dal pensiero dei Puffi: cosa pensano, cosa dicono, lui vuole saperlo a ogni costo. Scarso come magia e sotto zero come igiene, Gargamella è costantemente occupato a elaborare trappole per catturare i Puffi ed estrarre la loro “essenza blu”,  l’ingrediente chiave per creare gli incantesimi più potenti. Gargamella farà qualsiasi cosa per riuscirci, compreso inseguirli fino a New York City, sempre nell’intento di diventare il mago più potente del mondo.
Il ruolo è interpretato da Hank Azaria. “Gargamella è cattivo e anche piuttosto orgoglioso di esserlo”, dice Azaria. “Aspira a diventare un grande mago, per questo è ossessionato dai Puffi – ha bisogno della loro magica essenza blu per diventare più potente”.
Ma il rapporto di Gargamella con i Puffi non si spiega solo così. “Credo che provi invidia per i Puffi – loro sono una famiglia felice e lui è così solo con il suo gatto. E’ spinto dal classico odio. E’ un personaggio davvero interessante a parecchi livelli”.
La scelta delle caratteristiche vocali di Gargamella ha richiesto un insieme di vari approcci. “Gargamella è molto teatrale – non solo vuole essere un grande mago, ma vuole essere adorato e considerato un genio. Vuole che si parli bene di lui”, dice Azaria. “Abbiamo discusso a lungo se farlo apparire shakespeariano e pieno di sé come fosse un vecchio attore teatrale, o farlo apparire più sarcastico invece di farlo strillare tutto il tempo. Ma alla fine non si può interpretare Gargamella senza strillare: appena vedi un Puffo perdi la testa, o non sei Gargamella”.
Ma per apparire veramente cattivo, Azaria ha dovuto sottoporsi a lunghe ore di trucco. “Si inizia con le orecchie”, spiega. “Gargamella ha grosse orecchie e un grosso naso e quindi il lavoro era lungo”.
E poi i capelli – anche se Azaria ha reso le cose più facili rasandosi completamente la testa. “Mi applicavano una strana chierica da frate, poi folte sopracciglia e dei grossi denti da coniglio”.
Talvolta quei grossi denti sono volati via dalla bocca di Azaria durante una scena. “Non era facile tenerli in bocca all’inizio”, dice. “Ho dovuto imparare a parlare tenendoli fermi e qualche volta, mentre strillavo in modo particolarmente forte, sono schizzati via”.
Il socio di Gargamella è Birba, il suo gatto. “Ho voluto che il loro rapporto fosse simile a quello di una vecchia coppia litigiosa”, dice Azaria. “Se parli con un gatto, ha un senso, ma se il gatto reagisce con un atteggiamento piuttosto annoiato, è molto divertente”.
Il ruolo è stato interpretato da quattro gatti e, in alcune scene, i realizzatori hanno scelto di usare un Birba in CG (animato da Tippett Studios). Azaria dice che lavorare con animali veri richiede pazienza, ma ne vale la pena. “Il gatto vero a volte ha emesso un miagolio proprio al momento giusto”.


I Puffi in 3D


IL NOSTRO MONDO

Quando Gargamella e I Puffi attraversano il portale e arrivano a New York City, entrano nella vita di Patrick Winslow e di sua moglie Grace.

PATRICK WINSLOW è un giovane pubblicitario della compagnia di cosmetici Anjelou e si è da poco formato una famiglia. E’ angosciato da tutto – anche perché sta per diventare padre e ha un nuovo lavoro – e rischia un crollo di nervi quando nella sua vita arrivano i Puffi.
Il ruolo è interpretato da Neil Patrick Harris. “Patrick è un pubblicitario che si è sposato da poco e ha un figlio in arrivo e non solo ha sempre paura di perdere il lavoro, ma anche di non essere un buon genitore. Addirittura teme di non poter essere presente alla nascita del bambino, non solo fisicamente, ma emotivamente.  
“Quando I Puffi entrano nella sua vita, deve dimostrarsi molto paziente e questo gli fa capire che dentro di lui c’è potenzialmente un ottimo padre”, dice Harris. “Grace ha un atteggiamento molto più naturalmente materno con i Puffi e dispensa loro saggezza, mentre Patrick è una presenza casuale che vediamo crescere e cambiare”.
Per Harris lavorare con il regista Raja Gosnell è stata un’esperienza soddisfacente e illuminante. “Raj ha fatto un magnifico lavoro – doveva occuparsi di un’infinità di piccole cose contemporaneamente, non solo di quelle normali, come assicurarsi che gli attori fossero nel punto giusto e le luci a posto – ma del fatto di avere un animale in scena, o magari tazze o altro con cui avrebbero poi interagito i Puffi nella ripresa finale… Raj doveva avere tutto in testa, ma quando guardi il film non ci pensi, sembra solo che i Puffi siano parte del nostro mondo”.
“Neil è incredibilmente divertente e affascinante e ha aggiunto delle sfumature al personaggio”, dice Gosnell, “in particolare nei rari momenti di tranquillità con Grande Puffo, riesce a rendere le scene molto intense. E quando pensi che mentre giravamo Neil stava parlando rivolto a un piccolo cavo, capisci quanto è stato bravo. Una parte notevole della recitazione consiste nell’interazione con gli altri attori, è veramente difficile lavorare con personaggi che non ci sono. Ma Neil si è buttato e ha dato il meglio”.

GRACE WINSLOW è un’artista che lavora il legno, è la moglie amorevole di Patrick ed è incinta di 5 mesi. Suo marito è spaventato sia per l’arrivo del bambino che per il nuovo lavoro, per non parlare delle sei mitiche creature che arrivano a sconvolgere la sua vita, ma Grace è ottimista ed è sempre pronta a sostenerlo.
Jayma Mays, che interpreta Grace, ha sempre guardato i cartoni dei Puffi da piccola, anche se un po’ controvoglia. “Mia madre li adorava e voleva che li guardassimo insieme”, dice ridendo Mays. “Solo per farla arrabbiare le dicevo sempre che i miei personaggi preferiti erano Gargamella e Birba! Avevamo la biancheria, gli occhiali, le tazze, tutto dei Puffi. Anche se non lo ammettevo, mi piacevano da matti – ero una vera fan – ma avevo un’età in cui non potevo dar ragione a mia madre”.

“Grace è emozionata dall’arrivo di queste piccole creature nel suo mondo e nella sua vita”, spiega Mays. “Li adora, adora la loro spontaneità e la loro spensieratezza – le piace che la sua vita venga un po’ rivoluzionata. Cerca di convincere anche Patrick che è giusto divertirsi ed è giusto accettare qualche scompiglio. E visto che stanno per avere un bambino sarà tutto uno scompiglio per un certo periodo – e i Puffi lo aiuteranno a prepararsi”.
Gosnell dice che quello di Grace è un ruolo sorprendentemente difficile. “Bisogna essere buffi e commoventi”, dice Gosnell. “Lei è stata l’unica attrice credibile sotto questi due aspetti – la sua comicità è fantastica ed esprime anche l’entusiasmo e l’eccitazione che ci fanno credere che ciò che stiamo vedendo è vero”.

ODILE è la bella e determinata proprietaria della compagnia di cosmetici Anjelou. E’ una donna impulsiva, pronta a cambiare subito idea – ed è fonte di ansia costante per Patrick, che è responsabile della campagna pubblicitaria di un nuovo prodotto, ma ha solo due giorni di tempo. Questa donna manager farà di tutto per assicurare il successo della sua compagnia, perfino dedicare tempo a un maldestro mago che potrebbe possedere la formula di una nuova crema per la pelle veramente rivoluzionaria.

Sofia Vergara, che interpreta Odile, ha dovuto bilanciare il suo personaggio, per evitare che andasse sopra le righe. “Ho voluto che Odile fosse credibile, ma anche divertente, dura e concentrata sui suoi obiettivi”, dice Vergara. “E’ una donna che ottiene sempre quello che vuole e fa in modo che chi le sta intorno lo sappia”.
Cresciuta in Colombia negli anni ‘80, Vergara dice: “Tutti guardavano i Puffi, anche mio figlio, che ora ha 19 anni, amava seguirli in tv quando era più piccolo”.

Tim Gunn di “Project Runway” interpreta il ruolo del braccio destro di Odile, HENRI,  sempre pronto a prendersela con qualcuno – soprattutto Patrick! (inizialmente il personaggio si chiamava Henry, ma Neil Patrick Harris lo ha cambiato nel più sofisticato Henri).
Gunn ha attirato l’attenzione su di sé dietro le quinte. La costumista Rita Ryack ricorda: “Tim ha chiesto di potersi portar via i suoi abiti, perché sperava di indossarli nella prossima stagione di ‘Project Runway’. Ero eccitata, evitava perfino di sedersi per non sciupare i pantaloni!”. Lui è un vero appassionato di moda.

In I Puffi appaiono alcune delle personalità più conosciute di New York City. In una scena in particolare, quella del lancio del marchio Anjelou, uno degli eventi più attesi in città, partecipano Joan Rivers, Liz Smith, Tom Colicchio, Olivia Palermo e Michael Musto. Sono arrivati tutti con i loro abiti, perché dovevano interpretare se stessi, e Rivers, la preferita dalla troupe – è stata ospitata nel camper del produttore esecutivo Ezra Swerdlow, felicissimo di poter dividere il suo spazio con una leggenda della comicità.

DAL VILLAGGIO DEI PUFFI A NEW YORK CITY

Fino ad oggi, i Puffi sono stati rappresentati in due dimensioni. Portarli in uno spazio tridimensionale, con animazione CG e stereo 3D, è stata una grossa sfida per i realizzatori.
Tutto iniziava sul set, dove il direttore della fotografia Phil Méheux e lo scenografo Bill Boes coordinavano il loro lavoro con quello del supervisore degli effetti visivi, Richard R. Hoover, del supervisore senior dell’animazione SPI, Troy Saliba, e il produttore senior VFX Lydia Bottegoni di Sony Pictures Imageworks per costruire i set, illuminarli e girare il film in modo che in seguito potessero essere inserite le star alte tre mele o poco più. Il supervisore degli effetti visivi 3D, Rob Engle, era al loro fianco per assicurare che tutto potesse passare in 3D.
“In questo film dovevamo preparare scene in cui i sei personaggi non c’erano, gli attori dovevano interagire con il nulla e talvolta la macchina si muoveva seguendo qualcosa che non si vedeva”, dice Gosnell. “Il mio impegno più grande come regista è stato controllare che gli attori si muovessero verso lo stesso obiettivo. Tutti si sono goduti il divertimento e hanno affrontato la sfida rappresentata dal progetto e da metà film in poi la lavorazione è andata velocemente”.
Il team di Boes era responsabile dei set reali, come l’appartamento di Grace e Patrick a New York, la riproduzione del Belvedere Castle, il sotterraneo di Gargamella. In realtà non ci sono sotterranei sotto il castello, quindi i realizzatori hanno costruito il sotterraneo dei loro sogni in teatro.  
Il punto focale del laboratorio di Gargamella è il Puffalatore, un macchinario per estrarre l’essenza dei Puffi (se Gargamella riuscisse a catturarne uno). “Non ha niente, quindi realizza il Puffalatore con oggetti raccolti qua e là”, spiega Boes.   
Della scena della battaglia, Boes dice: “Il castello ha due diversi livelli. Raja ed io volevamo che Gargamella stesse a un livello e poi scendesse per combattere i Puffi. E’ il classico assalto al castello, con i Puffi che arrivano da ogni direzione per attaccare Gargamella, che sta al centro. Doveva ricordare una battaglia medioevale”.
Illuminare e riprendere i set di Boes è stata la grande sfida affrontata da Méheux, perché sei delle star del film esistevano solo nella mente (e, in seguito, al computer).  “Poiché i Puffi non c’erano quando giravamo, è stata necessaria una grande concentrazione per immaginare cosa stavano facendo e come”, dice Méheux, “visto che dovevamo decidere le luci e come muovere la macchina da presa”. E non si trattava solo di immaginarli una volta in una posizione fissa. “I Puffi cambiano posto continuamente, si trovano in tante situazioni, di giorno, di notte, all’esterno e all’interno”. Tutto questo lo ha reso un film interessante da fotografare, ma anche molto complesso.   
Méheux e il suo team hanno usato modelli a “grandezza naturale” (in questo caso alti 7 pollici e mezzo) dei Puffi durante le prove e i set-up. “Così potevamo posizionare bene le luci, gli attori sapevano dove sarebbero stati i Puffi quando in seguito sarebbe stata aggiunta l’animazione, e quindi potevano rivolgere lo sguardo nel posto giusto. Poi toglievamo i modelli e giravamo la scena”. Durante questo processo, il team degli effetti visivi di Imageworks ha usato un sistema nuovo di macchina da presa per registrare con precisione le luci da inserire in seguito al computer.  
Uno strano effetto del posizionare personaggi alti 7 pollici e mezzo nel mondo reale è che dalla loro prospettiva vedi tutto in modo diverso. “Nella maggior parte dei film, non si vede quasi mai il soffitto, ma se ti sdrai sul pavimento e guardi verso l’alto hai l’idea di cosa significa essere un Puffo: tutti sono grandi e vedi sempre il soffitto”. Per aiutare a creare una puffo-visione, i realizzatori hanno costruito un aggeggio tipo periscopio che dà la prospettiva di un essere alto tre mele o poco più.  
Poi il testimone è passato a Hoover, Saliba e Bottegoni. Durante i mesi della preproduzione, gli artisti di Sony Pictures Animation e Imageworks hanno sviluppato idee, analizzato concetti e costruito i modelli 3D necessari per girare le scene live-action e preparare i personaggi di Peyo a interagire in modo convincente. Gli artisti Sony hanno prodotto una sequenza test combinando i Puffi CG con l’azione dal vivo e i risultati sono stati impressionanti, garantendo così il via libera al progetto. Poi l’artista dello sviluppo visivo e designer Allen Battino ha modificato il lavoro iniziale per ottenere il tratto finale.
Battino dice che la maggior parte della gente conosce i Puffi o dai fumetti di Peyo o dalla serie televisiva degli anni ’80, ma quel tipo di tratto non avrebbe funzionato per il film. “I disegni di Peyo sono molto belli, con linee dritte e curve e la composizione di ogni striscia è fantastica, ma le forme e i particolari sono esagerati. Ad esempio, se un Puffo ha bisogno di alzare qualcosa sopra la testa, Peyo poteva semplicemente allungargli le braccia. Invece i Puffi della serie televisiva erano disegnati molto velocemente, per rispettare i tempi stretti della produzione. Noi siamo arrivati a un design che ha abbassato i toni, ma che è sempre puffo”, afferma Battino.  
Il lavoro di ridisegnare i Puffi per il mondo 3D ha richiesto molti mesi, ma i risultati hanno soddisfatto tutti, dai realizzatori alla famiglia di Peyo.
Forse il cambiamento più grande è stato quello di farli apparire come se avessero carne e ossa. Infatti Bottegoni, produttore senior SPI di VFX, spiega: “La sfida più impegnativa è stata portare gli storici cartoni animati in 2D in un mondo a più dimensioni”.
“Nel guardare questo film, si hanno aspettative diverse nei confronti dei personaggi”, aggiunge Hoover. “Per far apparire qualcosa reale e credibile, bisogna tener presenti molti aspetti, le caratteristiche del personaggio, come si muove, come cammina, il peso e come la pelle riflette la luce”.
Ma la cosa più importante, forse, è stata la loro performance. “Raja voleva che emergessero sincerità e naturalezza”, dice Saliba. “La sfida era mantenere i  personaggi dei cartoni che tutti conoscono, ma rendendoli convincenti anche come attori”.
“La cosa più importante era che i personaggi avessero cuore, capaci di avere una performance come gli attori veri”, dice Battino. “Era l’unico modo in cui il pubblico poteva relazionarsi con loro, preoccuparsi di quello che stava succedendo”.
“Sono incredibilmente orgoglioso del lavoro che hanno fatto gli animatori, insieme agli attori che hanno prestato la loro voce, hanno dato un cuore a questi minuscoli personaggi”, dice Gosnell.
Hoover spiega che l’elemento che può convincere gli spettatori che I Puffi possono entrar a far parte del nostro mondo è nella texture del loro volto. Anche se è blu, la texture può dirti che Puffi e umani non sono poi così diversi. “Gli occhi percepiscono la texture a seconda di come la superficie riflette la luce, ci raccontano di cosa sono fatte le cose e cosa c’è dentro. I nostri Puffi hanno pori, lentiggini e peluria sul volto, Grande Puffo ha la barba, ovviamente, mentre Puffetta ha tanti capelli. Usiamo tutte queste cose per definire il personaggio e renderlo credibile”.
E poi i Puffi sono una specie a sé. “I Puffi sono piccoli, con piedi molto grandi, lunghi, o più lunghi, delle gambe, hanno un gran testone e le mani come un guantone da baseball e questo significa che abbiamo dovuto rapportarci al loro modo di muoversi che, visto che non hanno le nostre proporzioni, non può essere simile a quello degli umani”.
Saliba, supervisore dell’animazione, cita a questo proposito la scena in cui i Puffi  corrono più veloci di Gargamella. “Sono alti solo 20 centimetri, come possono superare un uomo alto un metro e ottanta?”, chiede Saliba. “Abbiamo risolto il problema calcolando che usano i loro grossi piedi come una specie di trampolino per essere più veloci. Raja ha trovato su internet notizie di un tipo con un paio di gigantesche scarpe a molla che andavano bene per noi. Così i nostri Puffi si muovevano di tre metri in un secondo. Sul lungo percorso Gargamella riuscirebbe ad acchiapparli, ma sullo sprint è credibile che un Puffo riesca a sfuggire, considerando anche che le dimensioni ridotte permettono loro di schivare piccoli ostacoli che intralcerebbero un uomo”.
Hoover e Saliba sono stati presenti sul set per aiutare Méheux e gli attori a individuare il punto dovere sarebbero stati posizionati i Puffi una volta completata l’animazione. “Era necessario fornire agli attori il massimo delle informazioni sulla storia, il loro comportamento, dove si sarebbero trovati, la linea dei loro occhi e per questo abbiamo usato una serie di espedienti, come dei puntini o dei cavi”, dice Hoover. “Così gli attori avevano un’idea più chiara di dove si trovavano e se rivolgevano lo sguardo nel punto giusto. E’ molto importante per il pubblico che gli attori e i personaggi animati si guardino negli occhi, come se stessero veramente interagendo. Avevamo modelli di tutti i personaggi dei Puffi e la voce degli attori che dicevano le loro battute, così il regista e gli attori potevano sempre avere il controllo della scena”.
“Avevamo piccole versioni in silicone dei nostri personaggi, con dei cavi e delle cornici cui appoggiarle”, dice Saliba. “Abbozzavamo la scena, così Phil poteva illuminarla al loro livello, poi entravano gli attori e provavano tre o quattro volte, con me che muovevo i Puffi come fossero marionette. Quando tutto era a posto, li toglievamo e giravamo”.
Saliba spiega che il processo di animazione è incredibilmente tecnico – prevede mappe digitali del set, compresi gli arredi, e perfino modelli digitali degli attori reali, che vengono inseriti inquadratura per inquadratura nella scena che viene girata, prima che vengano aggiunti e poi animati i Puffi. Ma non è tutto, gli animatori devono stare attentissimi anche agli aspetti creativi. “Ci chiedevamo se la sequenza fluiva nel modo giusto, se le gags funzionavano, se l’emozione scattava nel momento giusto, il processo di animazione ha bisogno di persone che sappiano gestire gli aspetti tecnici, ma che abbiano anche una buona sensibilità creativa”.
La creatività degli animatori ha aiutato a risolvere un complesso problema tecnico: il pubblico deve essere in grado di identificare immediatamente ognuno dei sei Puffi. Alcuni, come Grande Puffo (barba bianca, abiti rossi) o Puffetta (folti capelli biondi) si riconoscono facilmente, ma, come fa notare Gosnell, “Brontolone e Tontolone non hanno caratteristiche proprie, quest’ultimo ha solo le orecchie e i piedi più grandi e il berretto più floscio, quindi è una questione di performance: qual è il suo atteggiamento, come si muove?” Per far emergere queste sottili differenze, gli animatori devono essere non solo disegnatori di talento, ma anche attori di talento.
Il team degli effetti visivi ha anche avuto l’onore di convertire gli elaborati progetti dello scenografo Bill Boes per il magico villaggio dei Puffi in uno spazio animato in CG. “Abbiamo analizzato molti diversi progetti per il villaggio dei Puffi”, dice Boes. “Dopo vari tentativi ed errori alla fine abbiamo optato per quello che tutti già conoscono, anche se più realistico. Avevo un esercito di artisti e abbiamo provato diverse soluzioni, ad esempio abbiamo provato a fare le case prima tozze, poi allungate, alcune col camino. All’inizio abbiamo lavorato come se fossero veri funghi in cui loro abitavano, poi, approfondendo le ricerche, abbiamo scoperto che nelle storie di Peyo in realtà i Puffi costruiscono le loro case a forma di fungo”.
Del suo ruolo nel completare il passaggio dei Puffi in 3D, Rob Engle, il supervisore degli effetti visivi 3D, dice: “Il mio lavoro è assicurarmi che quando la gente inforcherà gli occhiali 3D al cinema, la loro esperienza sia una grande, divertente immersione totale”.
Poiché il villaggio dei Puffi e i Puffi stessi esistono solo al computer, sono stati realizzati interamente in 3D. “Il modo in cui Raja ha girato il film ci ha permesso una grande flessibilità”, dice Engle. “Potevamo lavorare in CG e poi, per le scene in cui integravamo i Puffi nel mondo reale, usavamo una tecnica ibrida che aggiungeva dimensione. Ad esempio vediamo Neil Patrick Harris con un certo sfondo, cui noi aggiungevamo profondità e poi inserivamo i Puffi in 3D. Questa tecnica ibrida ci ha permesso di raggiungere risultati straordinari, abbiamo usato il 3D come si fa con il suono, sfruttando tutto il range delle possibilità, come se alternassimo toni morbidi e toni squillanti”.
“La cosa più importante per Raja e Jordan era che ci sentissimo in contatto con i Puffi, con noi parte del loro mondo e loro del nostro”, conclude Engle. “Questo è il bello di un film in 3D – ci si sente subito più vicini ai personaggi”.


CURIOSITA’

La produzione

·    I Puffi sono alti tre mele o poco più e durante le prove ognuno di loro era rappresentato da modelli “grandezza naturale”, alti 20 cm
·    Quando si girava, ogni Puffo era rappresentato da un punto di colore diverso, gli attori dovevano ricordarsi che Puffo corrispondeva a un certo colore
·    In una scena, Gargamella doveva prendere un uovo in faccia. Dopo che altri membri della troupe avevano fallito il bersaglio, se ne è occupato il regista Raja Gosnell
·    Il trucco di Gargamella richiedeva tre ore, che poi sono diventate un’ora e mezza, perché Hank Azaria ha deciso di rasarsi la testa e accelerare così la trasformazione
·    Azaria è stato trasformato in Gargamella più di 50 volte e ha passato circa 130 ore al trucco; in quelle ore ascoltava rock classico
·    Tim Gunn, che ovviamente aveva una sedia sul set, si sedeva raramente perché non voleva sgualcire il suo abito
·    La produzione ha girato per cinque notti di fila nel famoso negozio di giocattoli FAO Schwartz; non è sfuggito alle riprese neppure un centimetro
·    Il Puffalatore ha richiesto tre mesi per la costruzione, perché alcune parti sono state difficili da trovare. Il team di produzione le ha poi scovate in negozi dell’usato, ai mercatini e su ebay
·    Erano disponibili due attori per dare la voce ai sei Puffi durante la produzione (gli attori che hanno dato la loro voce ai Puffi appaiono anche nella sequenza in Times Square con Gargamella)
·    Nel guardaroba di Odile (Sofia Vergara) ci sono capi di Dior, Dolce & Gabbana e Christian Louboutin
·    Il set del Belvedere Castle è l’esatta riproduzione del vero castello di Central Park, su scala 2/3. La produzione ha aggiunto solo inferriate di legno
·    Nella prima scena che hanno girato insieme, Neal Patrick Harris ha deciso di chiamare Tim Gunn non con il nome originale, “Henry”, ma “Henri”
·    Harris ha mangiato una caramella e senza accorgersi che gli aveva tinto di blu la bocca, ha iniziato una scena, poi è andato immediatamente a sciacquarsi
·    Durante le riprese della scena del taxi, Azaria ha rotto il lunotto posteriore con l’anello di Gargamella

Animali sul set

·    4 basset hounds hanno interpretato Elway: Hank, Milo, Oleander e Ziggy. Due erano cani da salvataggio
·    Sei gatti erano sul set per interpretare Birba, ma solo quattro hanno lavorato. Un gatto ha un’unica scena, quella in cui si lecca
·    I veri nomi dei gatti sono Mr. Krinkle, Vino, Cheetoh, Blaze e FG: The Riddler (FG sta per Frank Gorshin)
·    L’addestratore Larry Madrid aveva con sé un raro gatto Burmese, GusGus, e lo usava per suscitare i miagolii degli altri gatti, che lo detestavano
·    Ad Azaria è piaciuto lavorare con i gatti e ha detto che era fantastico avere qualcosa di vivente con cui parlare

Il cast e la troupe

·    Il figlio di Azaria, Hal, ha compiuto un anno durante la produzione ed era spesso sul set a guardare il padre al lavoro
·    La costumista Rita Ryack ha realizzato per Hal una copia esatta del costume di Gargamella
·    Il Puffo preferito di Neil Patrick Harris è Brontolone
·    Il Puffo preferito di Jayma Mays è Puffetta
·    Sofia Vergara era un’appassionata dei Puffi quando viveva in Colombia
·    Harris giocava con le marionette, facendo divertire tutta la troupe
·    Azaria paragona il rapporto di Gargamella e Birba ad un matrimonio
·    Mays è cresciuta con i Puffi: sua madre era un’appassionata e una collezionista
·    Il dipartimento artistico ha creato un aggeggio chiamato Puffo-visione che permetteva di vedere a livello dei Puffi
·    Tim Gunn ha apprezzato tanto i suoi abiti che la produzione glieli ha lasciati portar via e lui pensa di indossarli nella prossima stagione di ‘Project Runway’

Gli effetti visivi

·    Ci sono 1,014 effetti visivi nel film
·    Ci sono 1,557 riprese 3D nel film
·    268 dipendenti di Sony Pictures Imageworks hanno lavorato 358,000 ore per l’animazione dei Puffi  
·    Per completare il film, i computer SPI hanno lavorato 22,000,000 ore. Alcune inquadrature avevano tanti VFX e animazione che servivano delle ore per ottenerle!
·    Ci sono 115 “ossa” nello scheletro di un Puffo
·    Ci sono 446 funghi nel villaggio dei Puffi e altre 77 case-fungo, in totale 523
·    Quattrocchi viene spinto, colpito o preso a calci 25 volte  

I Puffi

·    Peyo si è basato su un mirtillo per il Puffomirtillo
·    Peyo ha disegnato Puffetta in 300 modi diversi, ispirandosi alla moglie e alla figlia
·    Nel villaggio vivono 102 Puffi (100 Puffi maschi, Grande Puffo e Puffetta). In questo film vengono presentati tre nuovi Puffi:
o    Crazy
o    Gutsy
o    Panicky
·    I Puffi costruiscono le loro case a forma di fungo
·    I Puffi sono vegetariani

IL CAST

NEIL PATRICK HARRIS (Patrick) continua a dimostrare la sua versatilità ottenendo successo sia in teatro che sullo schermo. Attualmente lo possiamo vedere nel ruolo di Barney Stinson nella serie comica di grande successo della CBS “How I Met Your Mother”, che gli ha portato quattro candidature agli Emmy Award, due ai Golden Globe e un premio del People’s Choice come attore preferito. Harris recentemente ha vinto due Emmy Awards per la serie "Glee" e come presentatore del 63° Annual Tony Award. Oltre a presentare i Tony Awards del 2009, Harris ha presentato e prodotto sia il 65° Annual Tony Awards che il 61° Annual Primetime Emmys.  Nominato nel 2008 Entertainer of the Year da Entertainment Weekly, nel 2010 Harris è stato inserito dalla rivista Time nella lista delle 100 persone più influenti.
Harris ha raggiunto la notorietà in televisione come protagonista di “Doogie Howser, M.D.”, ruolo che gli ha portato una candidatura ai Golden Globe. Creata da Steven Bochco e David E. Kelley, la serie è durata quattro stagioni e racconta la storia di un giovane e brillante dottore che affronta i problemi di un normale teenager. Tra i lavori di Harris per la televisione, la serie comica di NBC “Stark Raving Mad”, con Tony Shalhoub, la miniserie di CBS “Joan of Arc”, con Leelee Sobieski & Peter O’Toole, “The Man in the Attic” di Showtime, il telefilm di TNT “Cold Sassy Tree”, con Faye Dunaway, “My Antonia”, con Jason Robards e Eva Marie Saint, “The Wedding Dress” con Tyne Daly, e il telefilm del 2005 della CBS “The Christmas Blessing”.  Harris è stato ospite di show importanti come "Glee," "Will & Grace", "Ed", "Sesame Street" e "Boomtown".
In conseguenza dello sciopero del 2007-08 della Writer’s Guild of America, Harris è stato l’aspirante supercattivo nella miniserie musicale web che ha vinto l’Emmy, Dr. Horrible’s Sing-Along Blog, di Joss Whedon, con Nathan Fillion e Felicia Day. La serie è stata in cima alle classifiche di iTunes e la sua colonna sonora ha avuto un grande successo. Harris è stato anche nel cast di un altro grande successo del web, Prop 8: The Musical, con Jack Black, John C. Reilly e Allison Janney. Attore teatrale di grande esperienza, recentemente Harris è stato Bobby in una produzione di “Company” di Stephen Sondheim, con la New York Philharmonic al Lincoln Center.  La produzione, con Patti LuPone, Stephen Colbert, Jon Cryer, Christina Hendricks e Martha Plimpton, è stata registrata per essere poi distribuita nei cinema di tutto il paese.  Harris ha interpretato tre produzione di Broadway, compreso il doppio ruolo di The Balladeer/Lee Harvey Oswald nel musical premiato con il Tony Award “Assassins”. Ha esordito a Broadway con Anne Heche in una produzione del premio Pulitzer “Proof” e poi ha interpretato “Cabaret” allo Studio 54. Tra i suoi lavori in teatro ricordiamo una produzione di Geffen Playhouse di “All My Sons”, di Arthur Miller, “The Paris Letter” al Kirk Douglas Theatre, “tick, tick…BOOM!” al London’s Menier Chocolate Factory, “Romeo & Juliet” all’Old Globe Theater di San Diego, “Sweeney Todd” al Lincoln Center di New York, e una produzione a Los Angeles di “Rent”, che gli ha fatto vincere un Drama Desk Award.  
Harris ha esordito nella regia di un musical con una produzione dell’Hollywood Bowl di “Rent”, di Jonathan Larson, con Nicole Scherzinger, Vanessa Hudgens e Wayne Brady. Nel luglio del 2007, ha diretto “I Am Grock”, all’El Portal Theatre di North Hollywood, e in seguito ha unito la sua passione per la magia e il teatro dirigendo “The Expert at the Card Table” all’Edinburgh Fringe Festival del 2008.
Ma Harris ha avuto altrettanto successo al cinema e presto lo vedremo nella commedia indipendente The Best & The Brightest, con Amy Sedaris e Bonnie Somerville, e nel terzo film della serie Harold & Kumar, A Very Harold & Kumar Christmas. Recentemente Harris ha interpretato Beastly, di CBS Film, una rivisitazione moderna della favola "Beauty and the Beast", tratta dal romanzo di  Alex Finn, con Alex Pettyfer, Vanessa Hudgens e Mary-Kate Olsen.  
Harris ha esordito nel cinema al fianco di Whoopi Goldberg in Clara’s Heart, che gli ha portato la sua prima candidatura ai Golden Globe, seguito poi da due commedie cult di New Line Cinema, Harold and Kumar Escape from Guantanamo Bay e  American trip - il primo viaggio non si scorda mai, la commedia di Universal Undercover Brother, Starship Troopers - Fanteria dello spazio di Paul Verhoeven, Sai che c’è di nuovo? con Madonna e Rupert Everett, e La proposta, con Madeline Stowe e Kenneth Branagh. Ma Harris ha prestato spesso anche la sua voce, come al personaggio di Lou nel film live action/animatronic Cani & Gatti: la vendetta di Kitty 3D, di Warner Bros., e a Steve the Monkey nel film d’animazione di grande successo di Sony Pictures Animation e Columbia Pictures Piovono polpette, tratto dall’amato libro per bambini di Judi e Ron Barrett.  
Tra le serie d’animazione cui ha prestato la sua voce ricordiamo “Batman: Under  the Red Hood”, lo special di CBS “Yes, Virginia”, il recente episodio di “Batman: The Brave & The Bold”, “Justice League: The New Frontier”, e la serie “Spider-Man” di MTV, in cui ha dato la voce sia al protagonista che al suo alter ego Peter Parker. Possiamo inoltre sentire Harris con Will Arnett nel videogame di D3 Productions “Eat Lead: The Return of Matt Hazard” e in “Spider Man: Shattered Dimensions” di Activision. Ha anche registrato numerosi audiolibri, come Henry and Ribsy di Beverly Cleary, Slake’s Limbo, Ribsy, Lump of Coal, A Very Marley Christmas e il libro per bambini Henry Huggins.

JAYMA MAYS (Grace) interpreta il ruolo di Emma Pillsbury in “Glee” e insieme a tutto il cast della serie è stata candidata a due SAG Awards, vincendone uno.  Mays ha avuto anche un ruolo fisso nell’ultima stagione di “Heroes” di NBC.
Al cinema l’abbiamo vista di recente con Kevin James nel grande successo Paul Blart: Mall Cop. Tra i suoi film ricodiamo poi Red Eye, Flags of Our Fathers e Epic Movie. Per la televisione ha lavorato in molti episodi di “Ugly Betty”, “Pushing Daisies”, “Heroes” e “Six Feet Under.”

SOFIA VERGARA (Odile) è l’unica attrice ispanica ad aver iniziato la sua carriera in una rete ispanico americana e poi diventare famosa in tutto il paese.
L’attrice candidata agli Emmy è attualmente protagonista di un programma al primo posto delle serie comiche, “Modern Family” di ABC. Tra le sue apparizioni in televisione ricordiamo “Dirty Sexy Money”, “Entourage”, “Hot Properties” e “The Knights of Prosperity”.
Recentemente ha prestato la sua voce a Happy Feet 2 di Warner Bros., con Robin Williams, Matt Damon e Brad Pitt, che uscirà il 18 novembre 2011. Vergara recentemente ha esordito in una produzione di Broadway di “Chicago”, nel ruolo di Mama Morton. Tra i suoi film ricordiamo Big Trouble - Una valigia piena di guai, The 24th Day, Four Brothers, Lords Of Dogtown e i grandi successi di incassi di Tyler Perry, Meet The Browns e Madea Goes To Jail.
Per il mercato ispanico ha interpretato in televisione “Fuera de Serie” e “A Que No Te Atreves” ed è stata ospite nella soap opera in lingua spagnola più vista del 2008, “Fuego en la Sangre”, su Univision. Inoltre è stata produttrice esecutiva della versione spagnola di “Desperate Housewives”.
Sofia attualmente è portavoce per Cadillac sia in inglese che in spagnolo ed è stata scelta come uno dei ‘Volti da tenere d’occhio’ da The New York Times per il suo ruolo in “Modern Family”. The Hollywood Reporter e Billboard l’hanno citata come una delle donne più ricche di talento e importanti del mondo dello spettacolo ispanico.
Nel 2001, Vergara ha fondato “Peace and Hope for the Children of Colombia”, che aiuta migliaia di bambini e ha donato il padiglione pediatrico per malati di cancro alla sua città natale, Barranquilla.
Vergara vive a Los Angeles con il figlio Monolo.

Candidato ai Tony Award e quattro volte premio Emmy, HANK AZARIA (Gargamella) è un attore che ha espresso il suo talento al cinema, in televisione e in teatro, oltre ad essere regista e comico.
Presto lo vedremo nel nuovo programma della NBC “Free Agents”, con Kathryn Hahn, una commedia romantica tratta dall’omonima serie inglese, ma recentemente ha prestato la sua voce al film d’animazione di grande successo Hop e a Happy Feet 2 in 3D, di Warner Bros., che uscirà il 18 novembre  2011.
Azaria è apparso ultimamente in Amore & altri rimedi, con Jake Gyllenhaal e Anne Hathaway, in Anno uno, con Jack Black e Michael Cera, e in Night at the Museum: Battle of the Smithsonian, che ha incassato oltre 415 milioni di dollari in tutto il mondo.
Nel 1997, il ruolo del guatemalteco Agador Spartacus nel film di Mike Nichols Piume di struzzo, lo ha lanciato nel mondo del cinema e gli ha portato una candidatura agli Screen Actors Guild (SAG) Award come miglior attore non protagonista, oltre al premio per la miglior performance che ha condiviso con tutto il cast. In precedenza aveva già suscitato l’interesse dei critici con il ruolo del produttore televisivo Albert Freedman nel film del 1994 candidato all’Oscar Quiz Show.
Tra i film di Azaria ricordiamo Godzilla, di Roland Emmerich; l’adattamento del 1998 di Paradiso perduto, con Ethan Hawke e Gwyneth Paltrow; Il prezzo della libertà, di Tim Robbins; Celebrity, di Woody Allen; America’s Sweethearts, con Julia Roberts e Billy Crystal; L’inventore delle favole, con Peter Sarsgaard e Hayden Christensen, oltre a ... E alla fine arriva Polly, Palle al balzo: Dodgeball, L’ultimo contratto, Heat, Now and Then e Pretty Woman.
Azaria è ben conosciuto anche per il ruolo dello psichiatra Dr. Craig “Huff” Huffstodt nella serie di Showtime “Huff”, che è durata due stagioni, dal 2004 al 2006 e ha ottenuto sette candidature agli Emmy nel 2005, compresa una per Azaria come miglior protagonista di una serie drammatica, che ne ha avuta una anche ai SAG Award quello stesso anno. Azaria è stato produttore esecutivo della serie e ha diretto un episodio della seconda stagione. L’attore ha ricevuto poi un’altra candidatura agli Emmy Award per le sue apparizioni in “Friends” e “Mad About You”.
Nel 1999, Azaria ha interpretato il ruolo di Mitch Albom, insieme al leggendario Jack Lemmon, il telefilm “Tuesdays With Morrie”, e ha conquistato un Emmy Award come miglior attore non protagonista. Per la televisione ha girato “Uprising” di Jon Avnet e nel 2005 “Fail Safe”, di Stephen Frears.
Azaria è anche considerato una delle migliori voci degli ultimi 20 anni, perché oltre ai “The Simpsons” ha dato vita a troppi personaggi per ricordarli tutti, anche se i più famosi sono Moe Szyslak, Apu, Police Chief Wiggum e Comic Book Guy. E’ stato candidato a cinque Emmy Awards, e ne ha vinti tre come miglior voce per “The Simpsons”, e ha portato molti dei suoi amati personaggi sul grande schermo nel 2007 con il film The Simpsons. Ha prestato la sua voce anche a Venom/Eddie Brock, dal 1994 al 1996, per la serie di cartoni animati “Spider-Man”, e a Bartok in Anastasia.
Azaria è apparso in numerose produzioni teatrali, tra cui “Sexual Perversity in Chicago” di David Mamet, del 2003, con Matthew Perry e Minnie Driver, al West End di Londra. Nel 2005, Azaria ha interpretato il ruolo di Sir Lancelot in “Spamalot,”, la commedia musicale che è un adattamento di Monty Python and the Holy Grail. La produzione ha avuto un grande successo e ha ottenuto 14 candidature ai Tony Award, compresa quella per Azaria come miglior protagonista di un musical. Nel 2007, è tornato a Broadway per il ruolo di David Sarnoff in “The Farnsworth Invention”, di Aaron Sorkin.
Nel 2004, Azaria ha scritto, diretto e prodotto il corto Nobody’s Perfect, che ha vinto il premio della giuria per il miglior corto all’U.S. Comedy Arts Festival e all’Ojai Film Festival.


CAST DELLE VOCI

ANTON YELCHIN (Puffo Tontolone) si è affermato come uno dei giovani attori più promettenti di Hollywood e, dopo le sue performance in Charlie Bartlett, Mr. Beaver, Star Trek, il suo è diventato un nome sempre più famigliare.
Attualmente lo possiamo vedere al cinema in Mr. Beaver, con Mel Gibson e Jodie Foster, che lo ha anche diretto, da una sceneggiatura di Kyle Killen e presto lo rivedremo nel thriller di Disney/Dreamworks Fright Night, con Colin Farrell e Toni Collette, che uscirà il 19 agosto 2011 in 3D.
Alla fine dell’autunno, Yelchin tornerà al cinema con Like Crazy, che è stato presentato al Sundance nel gennaio di quest’anno e ha vinto il Gran Premio della Giuria.
Yelchin ha iniziato da poco le riprese di Odd Thomas, di cui è protagonista, con Willem Dafoe, Addison Timlin e Patton Oswalt, che uscirà nel 2012.
Tra i suoi film ricordiamo New York, I Love You; Terminator: Salvation, che ha incassato 370 milioni di dollari in tutto il mondo; Star Trek, che ne ha incassati 383; Memoirs of a Teenage Amnesia; Middle of Nowhere; Charlie Bartlett; Alpha Dog; Cuori in Atlantide, con cui ha vinto uno Young Artist Award for Best Performance in a Feature Film-Leading Young Actor, Gioventù violata - Fierce People, House of D, e You and I.  Yelchin ha ricevuto anche l’“Explosive Talent Award” nel 2002 al Giffoni Film Festival in Italia.
Yelchin è apparso in alcune serie televisive importanti, è stato al fianco di Hank Azaria nella serie della Showtime “Huff” per due stagioni ed è apparso in “Criminal Minds” e “Law & Order: Criminal Intent”.
Yelchin attualmente vive a Los Angeles.

JONATHAN WINTERS (Grande Puffo) ha iniziato la sua carriera nel mondo dello spettacolo partecipando a una gara per nuovi talenti nella sua città natale, Dayton, Ohio; vinse un orologio e ottenne un lavoro come disc-jockey per la stazione radio WING di Dayton (1946).  Poi passò alla WBNS-TV a Columbus, dove rimase tre anni.  
Nel 1953, Winters si trasferì a New York, con 56.46 dollari in tasca, ma ben presto ottenne ruoli che gli permisero di dimostrare il suo talento per la comicità, come “Talent Scouts”, “The Jack Paar Show”, “The Steve Allen Show” e “The Tonight Show” e diventare famoso.
Tra i suoi tanti film ricordiamo It’s a Mad Mad Mad Mad World, The Russians are Coming, The Russians are Coming, Oh Dad, Poor Dad, The Midnight Oil, Otto in fuga, Riprendiamoci Fort Alamo! Il generale Max, Penelope, Basket Music, Longshot, Cercasi moglie disperatamente, Dittatore del Parador in arte Jack, The Shadow, The Flintstones e The Adventures of Rocky and Bullwinkle.  
In televisione è apparso in “The Colgate Comedy Hour”, “Omnibus”, “The Wacky World of Jonathan Winters”, “The Jonathan Winters Show”, “Playhouse 90”, “The Twilight Zone”, “Laugh-In”, “The Carol Burnett Show”, “Mork and Mindy”, “Davis Rules” (che gli ha fatto vincere un Emmy Award), solo per citarne alcuni.
Ha inciso 12 lavori comici ed è stato candidato a 12 Grammy Awards, vincendo quello per il miglior album parlato nel 1992. Ha anche vinto il Mark Twain Prize for American Humor del Kennedy Center e un premio alla carriera dell’American Comedy Awards.

KATY PERRY (Puffetta) è una superstar che ha venduto oltre 8 milioni di album e 60 milioni di singoli negli ultimi tre anni.
Nel 2008, l’album con cui ha esordito, “One Of The Boys”, è diventato multi-platino e ha prodotto Quattro singoli di enorme successo – “I Kissed A Girl”, “Hot N Cold”, “Thinking of You” e “Waking Up In Vegas” – mentre quello del 2010, “Teenage Dream”, ha prodotto Quattro singoli ai primi posti in classifica  – “California Gurls”, “Teenage Dream”, “Firework” e “E.T.” – un evento molto raro, infatti è solo la nona volta nei 52 anni di storia di Billboard che succede.  “Teenage Dream” è stato anche il primo album ad avere un singolo tra i primi dieci in classifica per un intero anno. Sempre in quel periodo, Katy è andata in tour per un anno, con un successo incredibile che ha portato al tutto esaurito in oltre 60 città.
Katy Perry è nata su internet, ora vive su autobus e aerei.

ALAN CUMMING (Puffo Coraggioso) è un attore pluripremiato, un produttore, uno scrittore, un regista, che recentemente ha ricevuto una candidatura agli Emmy per il suo ritratto del politico Eli Gold in “The Good Wife”. Oltre ad essere ospite di "Masterpiece Mystery", di PBS, Cumming è attualmente protagonista della miniserie in sei parti “The Runaway”, per Sky TV in Gran Bretagna.  E’ apparso inoltre in numerose serie televisive, come "Sex and the City", "Frasier", "Third Rock from the Sun", "The L Word", "Reefer Madness" e la miniserie "Tin Man".  
Recentemente l’abbiamo visto con Cher e Christina Aguilera in Burlesque, e alla fine dell’anno uscirà l’indipendente Maladies, in cui recita con James Franco e Catherine Keener.  Tra i suoi film ricordiamo l’adattamento cinematografico del lavoro di William Shakespeare La tempesta, Circle of Friends, X2: X-Men United, la trilogia di Spy Kids, Romy and Michele's High School Reunion, Goldeneye, Eyes Wide Shut, Titus, Emma, Dare e Sweet Land. Con Jennifer Jason Leigh ha scritto, prodotto, diretto e interpretato The Anniversary Party.
Con il revival a Broadway di “Cabaret” nel 1998, Cumming ha vinto un Tony Award e un Drama Desk Award, poi ha interpretato Dionysus in una produzione del National Theatre of Scotland di "The Bacchae" di Euripide, "Hamlet" al Donmar Warehouse di Londra e "Accidental Death of an Anarchist".
L’impegno di Cumming per la difesa dei diritti civili e la diffusione dell’educazione sessuale gli hanno fatto ottenere numerosi premi: tra i più importanti il GLAAD’s Vito Russo media award. Nel 2009, durante i festeggiamenti per il compleanno della Regina, è stato insignito dell’O.B.E. (Ordine dell’Impero Britannico).
Cumming continuerà a portare in tournée il suo show e a seguire il sito che è la sua ossessione, www.itsasickness.com.

FRED ARMISEN (Puffo Quattrocchi) è alla sua nona stagione con “Saturday Night Live”, dopo aver fatto colpo il primo anno con il personaggio di “Fericito”. Il comico venezuelano ha poi istruito il Senator John McCain con il suo monologo d’apertura e ha fatto ridere tutti con gli sketch “Weekend Update” e “Showbiz Grande Explosion”.
Armisen ha anche impersonato l’allora candidato democratico e oggi Presidente Barack Obama, ma la sua imitazione del governatore di New York, Patterson, ha suscitato qualche controversia. Altri suo personaggi sono la stenografa distratta “Elinda Nade”, il politico “Nicholas Fehn”, “Mr. Vogelcheck” e il nativo americano “Billy Smith”. Armisen ha anche fatto imitazioni memorabili di Larry King, del CEO di Apple Steve Jobs, del Presidente iraniano Mahmoud Amadinejad nel popolare corto digitale “Iran So Far Away” e Prince, il silenzioso ospite del talk show “The Prince Show”.
Armisen è stato nella “Hot List” di Rolling Stone e spesso nella “Must List” di Entertainment Weekly (per la performance politicamente scorretta del comico sordo e la sua playlist su iTunes). Recentemente è apparso in film come Poliziotti fuori - due sbirri a piede libero, con Bruce Willis e Tracy Morgan, I love shopping, con Isla Fisher, The Rocker - il batterista nudo, con Rainn Wilson, The Promotion, con John C. Reilly, Tenacious D: The Pick of Destiny (con Jack Black), The Ex (con Zach Braff e Jason Bateman), Eurotrip, e Anchorman: la leggenda di Ron Burgundy, con Will Ferrell e Adam McKay.
Armisen ha ideato e scritto con altri la serie comica di IFC “Portlandia”, di cui è protagonista, ora alla sua seconda stagione, che scherza sulla città eco-friendly di Portland, Oregon.
Armisen ha iniziato la sua carriera come musicista nella band post-punk dei Trenchmouth a Chicago e con il Blue Man Group. Il suo passaggio alla comicità è avvenuto nel 1998, con il corto Fred Armisen’s Guide to Music and SXSW che raccontava come avesse seguito il Texas South By Southwest Music Festival, facendo finta di essere un giornalista esperto di musica. Nel 2006, ha fatto il vero giornalista, scrivendo un profilo di Cat Power per l’influente sito Pitchfork.com.
Nel 2007 ha unito la musica e la comicità diventando il batterista Jens Hannemann nel DVD Complicated Drumming Technique.
Armisen vive a New York City.  

GEORGE LOPEZ (Puffo Brontolone) è un uomo d spettacolo ricco di talento e la sua carriera spazia dal cinema alla comicità di improvvisazione e ora alla televisione in seconda serata. “Lopez Tonight” rappresenta il ritorno di Lopez in tv, dopo aver ideato con altri, scritto, prodotto e interpretato la sitcom di grande successo di Warner Bros. Television “George Lopez”, andata in onda per sei stagioni su ABC.  “George Lopez” resta uno dei programmi più visti del network nelle stagioni 2007–08 e 2008–09. Lopez non è solo un grande talento comico, ma è anche impegnato nel sociale e sostiene molte fondazioni a scopo benefico. Recentemente ha prestato la sua voce al personaggio di Rafael nel film d’animazione di grande successo Rio, con Jamie Foxx, Anne Hathaway e Jesse Eisenberg. Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo il campione di incassi Valentine’s Day, di Garry Marshall; Beverly Hills Chihuahua; Swing Vote; Henry Poole Is Here e Balls of Fury.
Nell’agosto del 2009, Lopez ha girato il suo secondo Comedy Special per HBO “Tall, Dark and Chicano”, dopo il primo, “America’s Mexican”, del 2007. Lopez è stato anche presente al “Comic Relief” 2006 di HBO e TBS. Il suo spettacolo “Why You Crying?” è  andato in onda su Showtime in 2004 e nel 2006 è uscito il suo terzo CD, “El Mas Chingon”, che gli ha portato una candidatura ai Grammy come miglior album comico, dopo quella del 2004 per la stessa categoria con il CD “Team Leader”. Nel maggio del 2004, la sua autobiografia, Why You Crying?, scritta con lo scrittore premio Emmy Armen Keteyan, è entrata nella classifica dei venti libri più venduti di The New York Times. Lopez è stato anche protagonista del documentario Brown is the New Green: George Lopez and the American Dream.
Nel 2006, Lopez ha ricevuto una stella sulla Walk of Fame di Hollywood, la rivista Time lo ha citato tra i 25 ispanici più influenti in America e Harris Poll lo ha inserito tra le 10 personalità televisive preferite. Lopez ha fatto più di 200 apparizioni televisive, ha presentato gli Emmy Awards e per due volte i Latin Grammys. Nel 2001, Lopez ha presentato un importante programma radiofonico del mattino a Los Angeles, diventando il primo latino a gestire quella fascia oraria.
Lopez ha ricevuto il Manny Mota Foundation Community Spirit Award ed è stato nominato sindaco onorario di Los Angeles per gli sforzi compiuti nella raccolta fondi a favore delle vittime del terremoto di El Salvador e del Guatemala. Tra gli altri riconoscimenti ricevuti citiamo l’Imagen Vision Award, il Latino Spirit Award e il National Hispanic Media Coalition Impact Award. La Lopez Foundation, fondata da George, ha l’obiettivo di favorire l’accesso alla sanità e all’istruzione di bambini e adulti in difficoltà e di diffondere la consapevolezza delle malattie epatiche e la donazione di organi.

I REALIZZATORI

RAJA GOSNELL (regia) è nato a Los Angeles e ha iniziato la sua carriera come assistente al montaggio per il famoso regista Robert Altman, con Popeye. Dopo aver lavorato con il montatore premio Oscar William Reynolds, Gosnell ha lavorato da solo per la prima volta al montaggio del film The Silence.
Nei dieci anni seguenti ha continuato a montare film di grande successo, come Voglia di vincere 2 (1987), Pretty Woman (1990) e La recluta dell’anno (1993). Poi ha iniziato a collaborare con Chris Columbus, montando tutti i film del regista, come Tutto quella notte (1987), Heartbreak Hotel (1988), Mamma ho perso l’aereo (1990), Cara mamma mi sposo (1991), Mamma ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York (1992), Mrs. Doubtfire (1993) e Nine Months - imprevisti d’amore (1995).
A metà degli anni ‘90, Gosnell ha deciso di passare alla regia e ha iniziato a pensare al progetto giusto. Quando ha saputo che cercavano un regista per Mamma ho perso l’aereo 3 (1997) ha incontrato il produttore John Hughes, con cui aveva lavorato in passato per i primi due episodi di Mamma ho perso l’aereo e per altri film, e ha ottenuto il lavoro.
Da allora ha diretto parecchi film che sono stati un successo al botteghino, come Mai stata baciata (1999), Big Momma’s House (2000), Scooby-Doo (2002), Scooby-Doo 2: Monster’s Unleashed (2004), Appuntamento sotto il letto (2005), e l’ultimo, Beverly Hills Chihuahua (2008).

JORDAN KERNER (produttore) è presidente e fondatore di The Kerner Entertainment Company, impegnata nello sviluppo di progetti di qualità e ricchi di valori.
Nel 2006 Kerner ha prodotto l’adattamento del famoso libro di E.B. White, Charlotte’s Web, scritto dalla candidata all’Oscar Susannah Grant (Erin Brockovich) e da Karey Kirkpatrick (Galline in fuga) e diretto da Gary Winick (30 anni in 1 secondo). Il film è stato interpretato da Dakota Fanning, nel ruolo di Fern, mentre il cast delle voci era composto da attori come Julia Roberts, Oprah Winfrey, Robert Redford, Kathy Bates, John Cleese, Steve Buscemi, Thomas Hayden Church, Cedric the Entertainer e Reba McEntire. Charlotte’s Web è stato nominato ai Critics Choice Award il miglior film per tutta la famiglia, ma è stato premiato anche con il Christopher Award, il Gemini Award, il Truly Moving Motion Picture Award e il Movieline Award for Best Family Film. Il Florida Film Critics Circle, il Las Vegas Film Critics e il Phoenix Film Critics lo hanno premiato come miglior film.
Tra i film di Kerner ci sono titoli come Snow Dogs - 8 cani sottozero, George re della giungla 1 e 2, Inspector Gadget 1 e 2, L’angolo rosso, Up Close and Personal, la trilogia di The Mighty Ducks, The War, Amarsi, Pomodori verdi fritti (alla fermata del treno) e Al di là di tutti i limiti, oltre ai telefilm “A Wrinkle in Time”, “Heatwave”, “For Their Own Good”, “The Switch”, e le miniserie “Mama Flora’s Family” e “The Judds”.  
Kerner è stato nominato Produttore dell’anno dall’Hollywood Entertainment Museum al Legacy Award Event del 2006 e i suoi film hanno ricevuto candidature hanno vinto Academy Awards®, Emmy Awards, Golden Globe Awards, Critics Choice Awards, DGA Awards, WGA Awards, The Humanitas Award, NAACP Award, The Diversity Award, The Golden Satellite Award, The Art Directors Guild Award, The Sound Editors Guild Award e Visual Effects Society Awards.
Attualmente Kerner Entertainment ha circa 25 progetti in fase di sviluppo per il cinema e la televisione.
Nel 2007, Kerner è diventato preside della University of North Carolina School of the Arts’ School of Filmmaking e ha iniziato a rinnovare il modo in cui vengono insegnati nel XXI secolo cinema, televisione, animazione e altri nuovi media e ha concentrato gli sforzi a livello legislativo per aumentare la Film Tax Incentive e creare nuovi mezzi pubblici/privati per la cinematografia in North Carolina. Ha sostenuto il valore e il merito come principi guida della UNCSA’s School of Filmmaking e ha organizzato campus e programmi interdisciplinari. L’Università crede nel lavoro di presidi professionisti e ha sostenuto il suo andare e tornare dalla California per seguire la sua compagnia di produzione. Kerner ha accolto oltre 60 studenti sul set e nella post-produzione di I Puffi oltre che nel suo ufficio di Los Angeles.
Kerner si è laureato alla Stanford University in Scienze politiche e Comunicazione, si è specializzato poi alla University of California a Berkeley alla Haas School of Business (in particolare ha studiato alla Goldman School of Public Policy) e alla University of California a San Francisco, Hastings College of the Law, dove è diventato membro della Law Review e fondatore di COMM/ENT The Journal of Communications and Entertainment Law.
Attualmente vive a Winston Salem, North Carolina, con la moglie Nicola O’Shea, le loro tre figlie, Haley, Grace e Lily; un labrador di nome Charlotte; due gatti, Lucy e Wally, e un geco che ha chiesto l’anonimato.

J. DAVID STEM & DAVID N. WEISS (sceneggiatura/storia) sono stati coautori dei film candidati agli Oscar Shrek 2 e Jimmy Neutron ragazzo prodigio. Hanno ricevuto una candidatura agli Emmy come produttori e responsabili della scrittura della serie “Rugrats”, per cui hanno scritto anche lo special “Rugrats Chanukah Special”. Il team ha inoltre scritto la sceneggiatura di Rugrats - il film, e, con altri, di Rugrats in Paris, oltre al film d’avventura Clockstoppers, al grande successo per famiglie Io, lei e i suoi bambini, con Ice Cube; e Il campeggio di papà, con Cuba Gooding Jr.
Per la televisione hanno curato le storie della serie di grande successo della CBS “Cybill” e sono stati coproduttori di “Mission Hill” di WB. Stem ha frequentato la Graduate School of Journalism dell’USC e ha scritto per TV Guide e Newsday, ma si è anche costruito una carriera nel settore pubblicitario, come scrittore e regista, e ha vinto un ADDY Award. Weiss si è laureato alla USC School of Cinema/Television e prima di fare squadra con Stem ha scritto e diretto parecchi corti che sono stati premiati e ha scritto la sceneggiatura del popolare cartone animato All Dogs Go to Heaven.

JAY SCHERICK & DAVID RONN (sceneggiatura) erano colleghi in una compagnia di New York ma, non soddisfatti del loro lavoro, hanno deciso di fare squadra e scrivere una sceneggiatura per la televisione. Il loro impegno li ha portati a entrare nello staff degli autori di un programma di NBC che ha avuto vita breve, “Mr. Rhodes”. Poi  Scherick & Ronn hanno lavorato per tre anni a “Spin City” come scrittori/produttori.
Nello stesso periodo hanno scritto due sceneggiature, National Security e Servicing Sara, tutte e due prodotte, e hanno continuato a lavorare per la televisione e il cinema, con progetti come I Spy, con Eddie Murphy e Owen Wilson, Indovina chi con Ashton Kutcher e Bernie Mac, e Norbit, sempre con Eddie Murphy. Tra i loro ultimi lavori Il signore dello zoo, di Columbia Pictures/MGM.
Jay Scherick è cresciuto a New York, e, per alcuni anni, a Los Angeles. Si è laureato all’Harvard College.  
David Ronn è cresciuto a Great Neck, NY, e si è laureato alla NYU.

EZRA SWERDLOW (produttore esecutivo) negli ultimo 30 anni ha lavorato con registi del calibro di Woody Allen, Martin Scorsese, Sydney Pollack, Mike Nichols, Barry Levinson e Mel Brooks. Tra I film cui ha lavorato ricordiamo La fontana dell’amore, Zombieland, Come d’incanto, Imbattibile, Secret Window, Head of State, Sesso e potere, Il club delle prime mogli, Donne - Waiting to Exhale, Radio Days, e, più recentemente, il film di HBO “Too Big to Fail”.

BEN HABER (produttore esecutivo) è Vice Presidente di Kerner Entertainment, una compagnia di produzione impegnata a produrre progetti di qualità per un pubblico famigliare.
Haber ha ideato e coprodotto il musical di Revolution Studios/Columbia Pictures candidato all’Oscar del 2007 Across the Universe, diretto da Julie Taymor e interpretato da Evan Rachel Wood e Jim Sturgis.  
Prima di entrare a Kerner Entertainment, Haber è stato Vice Presidente di Broken Road Productions e, prima ancora, dirigente di Gross Entertainment. Ha iniziato la sua carriera nell’industria dello spettacolo con una specializzazione in produzione cinematografica conseguita alla University of Southern California con il prestigioso Peter Stark Producing Program, dopo essersi laureato in teatro e matematica alla Northwestern University.
Haber vive a Encino, California, con la moglie, Laurie Barnes, e i loro due cani, Fletch e Sabrina.

PAUL NEESAN (produttore esecutivo) si è trasferito nel 1993 da San Francisco a Los Angeles, California, per lavorare nel cinema ed è stato il produttore John Davis a offrirgli l’opportunità di sviluppare del materiale in uno dei suoi uffici alla 20th Century Fox. Quel primo anno Neesan ha sviluppato la sceneggiatura di Il coraggio della verità.
Nel 1996, Neesan ha coprodotto il film, interpretato da Denzel Washington, Meg Ryan e Matt Damon, per la regia di Edward Zwick. Sempre quell’anno, Neesan ha sviluppato ed è stato produttore esecutivo con Davis dell’action thriller con Sylvester Stallone Daylight - Trappola nel tunnel, per il regista Rob Cohen e Universal Pictures.
Nel 1997, Neesan è stato nominato direttore dello sviluppo di Universal Pictures e quell’anno stesso promosso vice presidente della produzione cinematografica e dal 1997 al 1999 ha supervisionato molti film (da Happy Gilmore a Dante’s Peak) per la compagnia.
Nel 1998, Neesan ha coprodotto Codice Mercury, un thriller di Universal Pictures che lui aveva sviluppato da un romanzo di Ryne Douglas Pearson, interpretato da Bruce Willis e diretto da Harold Becker.
Nel 1999, ha lasciato lo studio per curare lo sviluppo e la produzione per  Mostow/Lieberman Productions e nel 2000 si è occupato del film sulla Seconda guerra mondiale U-571 per Universal Pictures, con la regia di Jonathan Mostow, interpretato da Matthew McConnaghey. Nel 1999 ha prodotto anche The New Jersey Turnpikes, una commedia con Orlando Jones, Kelsey Grammer e Jason Segel.  
Nel 2001 Neesan è stato presentato a Jordan Kerner, che stava formando The Kerner Entertainment Company alla Paramount Pictures, che lo ha voluto come executive vice presidente della compagnia e capo dello sviluppo e della produzione.   
Nel 2003, per Kerner e Paramount Pictures, Neesan è stato produttore esecutivo di Charlotte’s Web, tratto dal libro di E.B. White, uscito per Paramount nel dicembre del 2006, per la regia di Gary Winick, con Dakota Fanning e le voci di tanti attori famosi, come Julia Roberts, Oprah Winfrey e Steve Buscemi. Neesan continua a seguire oltre venti progetti di film che ha aiutato a sviluppare per Kerner.
Laureato in biochimica alla University of California di Davis, Neesan vive a Los Angeles con il figlio di otto anni, Zachary.

PHIL MÉHEUX, BSC (direttore della fotografia) è attualmente impegnato nelle riprese di Here Comes the Boom, con Kevin James, e recentemente ha fotografato Fuori controllo, con cui ha proseguito la sua lunga e fruttuosa collaborazione con Martin Campbell, iniziata con il film d’esordio del regista, Legge criminale, e continuata con Defenseless, Fuga da Absolom, GoldenEye, La maschera di Zorro, Amore senza confini, The Legend of Zorro, e il thriller di James Bond Casino Royale, che gli ha il British Society of Cinematographers Award e una candidatura ai BAFTA Award.
Tra i film di Méheux ricordiamo anche Beverly Hills Chihuahua, Il giro del mondo in 80 giorni, L’uomo bicentenario, di Chris Columbus, Entrapment, di Jon Amiel, Il santo, di Phillip Noyce, Killer machine, The Trial, Highlander 2: The Quickening, Renegades, Quarto protocollo, Max Headroom, e Experience Preferred… But Not Essential.
Dopo aver lasciato la scuola a 16 anni, Méheux ha lavorato con vari incarichi nel cinema a Londra, prima di diventare proiezionista per gli studi della BBC Television a Ealing. Nel tempo libero editava e fotografava corti in 16mm, il più importante dei quali è stato One is One, sponsorizzato dal British Film Institute ed entrato nel circuito dei festival internazionali. Il suo impegno l’ha portato a ottenere un posto nel prestigioso programma di studio della BBC e, alla fine degli anni ’60, Méheux lavorava come cameraman con la BBC. Il suo lavoro ha attirato l’attenzione del regista Anthony Simmons, il cui film, Black Joy, fotografato da Méheux, è stato il film ufficiale inglese al Festival di Cannes del 1977. Il produttore del film, Martin Campbell, è poi tornato a lavorare con Méheux per il film di Alan Clarke Scum, seguito poi da Un venerdì maledetto, Omen III: The Final Conflict e The Disappearance of Harry.
Méheux è stato eletto nella British Society of Cinematographers nel 1979, è stato nel comitato direttivo per parecchi anni e presidente per quattro anni, dal 2002 al 2006, ed è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.

BILL BOES (scenografo) è tornato a lavorare con il regista Raja Gosnell dopo aver collaborato con lui per Beverly Hills Chihuahua, Scooby-Doo e Scooby-Doo 2: Monsters Unleashed. Tra i film di cui ha curato le scenografie ricordiamo Fantastic Four, “Return to the Batcave: The Misadventures of Adam and Burt”, andato in onda sulla CBS, e Monkeybone, con Brendan Fraser.
Boes è stato assistente direttore artistico in due film di Tim Burton, Sleepy Hollow e The Nightmare Before Christmas, oltre che di Alien la clonazione e James e la pesca gigante.

SABRINA PLISCO, A.C.E. (montaggio) è specializzata nell’’ibrido’ e tra i suoi lavori più recenti ricordiamo Beverly Hills Chihuahua, Mr. Magorium’s Wonder Emporium, Charlotte’s Web, Free Willy: Escape from Pirates Cove e Sky Captain and the World of Tomorrow.
Plisco ha lavorato molto anche per la televisione, come la miniserie di DreamWorks  “Into the West”, “Boomtown”, “Uprising” (che le ha portato una candidature agli ACE Eddie Award), “Trapped in a Purple Haze”,  “Chance of a Lifetime”, e ha collaborato con Robert Townsend per “Livin’ For Love: The Natalie Cole Story”, “Holiday Heart” e “Little Richard”.
Plisco è stata chiamata spesso al montaggio di produzioni di Hallmark Hall of Fame, tra cui “The Locket”, “My Sister’s Keeper”, “Looking for Lost Bird”, “Durango”, “Rose Hill”, “Blue River” e “Trick of the Eye”. Altr progetti televisivi comprendono “Michael Hayes”, ”Providence”, ”Divas”, “A Mother’s Instinct”, “Blue River”, “Under One Roof”, “Menendez: A Killing in Beverly Hills”, “Passion for Justice: The Hazel Brannon Smith Story” e “For Their Own Good”.
Plisco ha collaborato spesso con il regista Mike Robe per progetti come “The Junction Boys”, “Scared Silent”, “The Princess and the Marine”, “Shake, Rattle and Roll”, “Emma’s Wish”, “Final Descent” e “Summer of Fear”. Per il regista John Power ha monytato invece “Someone Else’s Child”, “Fatal Vows: The Alexandra O’Hara Story”, “Betrayed by Love” e “Heart of Fire.”

RICHARD R. HOOVER (supervisore effetti visivi) ha ricevuto candidature agli Oscar per gli effetti visivi di Superman Returns e Armageddon. Prima di iniziare a lavorare a I Puffi, Hoover è stato supervisore degli effetti visivi a Imageworks per la commedia di Warner Bros. Cats and Dogs 2 e il thriller Operazione Valchiria e ha avuto l’incarico di supervisore senior degli effetti visivi per Blade Runner: The Final Cut, il classico restaurato nel 2007.
Prima di entrare a Sony Pictures Imageworks nel 2002, Hoover ha lavorato per Dream Quest Images, in seguito diventata The Secret Lab, per oltre un decennio. In quegli anni è stato supervisore degli effetti visivi di Il regno del fuoco e Unbreakable - Il predestinato, di Touchstone Pictures, e di Inspector Gadget, di Walt Disney Studios Motion Pictures.
All’inizio della sua carriera, Hoover è stato supervisore degli effetti visivi di Jungle to Jungle di Walt Disney e di Freejack - In fuga nel futuro di Warner Bros.
Hoover si è dedicato agli effetti visivi dopo aver lavorato a lungo con pubblicità ricche di effetti ed è stato uno dei primi registi della Dream Quest (DQ) Image, DQ Films, dove ha progettato, girato e supervisionato riprese con effetti. Alla DQ Films, Hoover ha diretto il trailer del film Atto di forza.
Prima di entrare a DQ Films, Hoover ha diretto spot live action per Triplevision e la leggendaria società Robert Abel & Associates, e si è trovato a lavorare con un famoso e innovativo regista pubblicitario, Robert Abel, pioniere della computer grafica e degli effetti visivi per il cinema e la televisione. Con Abel ha avuto l’opportunità di dirigere spot pubblicitari per client come Levi’s, combinando live action, computer grafica e una vasta gamma di effetti visivi e di vincere molti premi prestigiosi, come il Clio Award, e di ottenere riconoscimenti ai festival di Cannes, New York e Chicago.
Hoover ha iniziato la sua carriera alla Mid-Ocean Motion Pictures di Los Angeles, dove si è occupato di live action e di effetti visivi generati dal computer, dimostrando non solo di gestire al meglio gli aspetti tecnologici, ma anche di capire a fondo i personaggi e la drammaticità.
Hoover si è laureato in Design e Animazione alla University of Oregon.

RITA RYACK (costumi) ha ideato i costumi di oltre 40 film, tra cui Hairspray e Rock Of Ages di Adam Shankman, ancora in lavorazione.
Ricordiamo tra i tanti Casino, Cape Fear - Il promontorio della paura, Fuori orario, tutti di Martin Scorsese; con Robert DeNiro, Sesso e potere e Bronx; 6 film di Ron Howard, Apollo 13, Ransom - Il riscatto, Cronisti d’assalto, Edtv, A Beautiful Mind e Il Grinch (quest’ultimo le ha portato anche una candidatura agli Oscar®); Charlotte’s Web, Rush Hour 2 per New Line, Denti, di Mitchell Lichtenstein, e “You Don’t Know Jack” con Al Pacino, che le ha portato una candidatura agli Emmy.
Ryack ha lavorato molto a Broadway e Off-Broadway e ha ricevuto una candidatura ai Tony per il musical  “My One and Only”, con Tommy Tune e Twiggy.
Tra i premi che ha ricevuto citiamo l’OBIE for Sustained Excellence in Costume Design, il Costume Designers’ Guild Award e il Golden Satellite Award per “Il Grinch” e candidature all’American Theatre Wing e ai Drama Desk.
Recentemente ha disegnato i costumi di “Time Stands Still” a Broadway e del pilot  “Smash”, di NBC, prodotto da Steven Spielberg.
Ha anche curato l’82nd Annual Academy Awards® per Adam Shankman, e il video di Michael Jackson “Bad”, diretto da Martin Scorsese.
Ryack, che si è diplomata alla Yale Drama School, in passato è stata disegnatrice di cartoni animati e continua a scrivere romanzi grafici.

HEITOR PEREIRA (compositore) nel suo studio a Santa Monica, pieno di strumenti musicali di tutto il mondo, ha composto le colonne sonore di From Prada to Nada, Cattivissimo me, It’s Complicated, Running the Sahara, Beverly Hills Chihuahua, Illegal Tender, Curious George, Chiedi alla polvere, Le donne vere hanno le curve, Dirty Dancing 2 e I ragazzi della mia vita.
Le doti di chitarrista di Pereira hanno attirato l’attenzione di Hans Zimmer, che lo ha voluto per alcune colonne sonore e così Pereira ha seguito le orme di altri famosi musicisti diventati compositori di musica da film, come Zimmer stesso, James Newton Howard e Danny Elfman. Pereira ha suonato la chitarra e/o contribuito alle colonne sonore di Mission: Impossible II, Black Hawk Down, Spanglish - quando in famiglia sono troppi a parlare, Qualcosa è cambiato, Mi chiamo Sam, La promessa, Something’s Gotta Give, Shrek 2, Madagascar, Man on Fire, Spy Kids 3-D: Game Over, Il tesoro del’Amazzonia, Giù per il tubo, L’amore non va in vacanza, Pirates of the Caribbean: At World’s End, I Simpsons - Il film, Il cacciatore di aquiloni, Bee Movie, Il cavaliere oscuro e Angeli e demoni.
Nato in una famiglia di musicisti nel sud del Brasile, Pereira ha studiato al conservatorio di Rio de Janeiro, diventando rapidamente uno degli artisti più conosciuti del paese e attirando l’attenzione del produttore della band Simply Red, in cui è entrato come chitarrista ed e andato in tournèe in tutto il mondo. Ha inciso tre album come solista e ha suonato per artisti come Sergio Mendes, Caetano Veloso, Ivan Lins, Jack Johnson, Bryan Adams, Sir Elton John, Willie Nelson, Shania Twain, Seal e Nelly Furtado.

ROB ENGLE (supervisore effetti visivi 3D)  è senior stereographer di Sony Pictures Imageworks e, con alle spalle una dozzina di film in 3D in cui ha usato tecniche all’avanguardia, è considerato uno dei massimi esperti nel suo campo.
Recentemente ha completato la supervisione 3D di parecchi film, tra cui la produzione Walt Disney/Jerry Bruckheimer Pirati dei Caraibi: oltre i confini del mare, Priest, di Screen Gems, e The Green Hornet, di Columbia Pictures. Il suo prossimo progetto è The Amazing Spider-Man.
Engle ha supervisionato l’adattamento stereoscopico di G-Force, Piovono polpette (co-supervisore), Beowulf, Monster House, Boog & Elliot a caccia di amici e di Polar Express, di Robert Zemeckis, che molti considerano un antesignano in questo campo. E’ stato inoltre supervisore degli effetti visivi e della stereography post produzione in Jonas Brothers: The 3D Concert Experience e Kenny Chesney: Summer in 3D.  
Engle è stato supervisore CG di Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio, candidato all’Oscar per gli effetti visivi, Peter Pan, Charlie’s Angels più che mai e Stuart Little 2.  
Engle è stato supervisore di raccordo dell’uscita in 2D di Polar Express, e ha coordinato le attività dei vari dipartimenti interessati per il primo film Imageworks tutto in CG. Per Stuart Little 2 ha guidato il team R&D e si è occupato di creare i coprotagonisti, Margalo e Falcon. Engle ha inoltre sviluppato il raccordo luci e l’R&D per creare la pelliccia di Stuart in Stuart Little, candidato agli Oscar per gli effetti visivi. Engle ha svolto lo stesso incarico per Godzilla, Contact e Anaconda.  Engle è entrato alla Imageworks nel 1996.  
Con l’interesse crescente per il 3D, l’esperienza tecnica e artistica di Engle lo hanno reso prezioso per gli eventi del mondo dello spettacolo, come l’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, il SIGGRAPH, il VES Summit, l’International 3D Society, la Stereoscopic Displays and Applications Conference, la SMPTE Technical Conference, l’Hollywood Post Alliance, l’HD Expo e l’ASC.  
Engle è membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) e del direttivo della Visual Effects Society (VES) e della International 3D Society (I3DS).
Prima di entrare a Imageworks, Engle ha seguito il dipartimento software della  Industrial Light & Magic (ILM) e ha lavorato per Hewlett Packard Company, sviluppando il software IC Computer Aided Design.
Engle ha conseguito un Master in Computer Science alla Stanford University e una specializzazione nello stesso settore alla University of Colorado.

“Academy Award®” e “Oscar®” sono marchi registrati e di servizo all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences.